«FUORI DAI GIOCHI, MA SAREMO VOCE CRITICA»

10 febbraio 2018 By

«Molti ci chiedono perché il nostro movimento non sia presente nella competizione delle prossime elezioni politiche. Rispondiamo che è questa legge elettorale ad avercelo impedito, ma assicuriamo che anche da “esterni” faremo sentire la nostra voce per i diritti di questo territorio»: a meno di un mese dalle elezioni, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti chiarisce il suo ruolo nella partita elettorale.
«Questa legge è stata pensata con l’obiettivo di impedire la presentazione di liste locali e l’espressione di preferenze tra i candidati. – spiegano dal consiglio direttivo – Le soglie previste a livello nazionale, per un movimento locale come il nostro, sono irraggiungibili: l’unica possibilità sarebbe stata quella di aderire ad una lista o a una coalizione, ma, visti i risultati delle regionali del 2015, non siamo più disponibili a raccogliere i nostri voti perché ne benefici qualcun altro. Abbiamo lavorato e ci siamo sacrificati per un accordo scritto col Partito Democratico e col Governo uscente, ma dall’altra parte non c’è stato lo stesso impegno e rispetto: per questo, non ci fidiamo più di nessuno, soprattutto di chi non rispetta nemmeno i patti scritti, firmati e pubblici».
«Oggi – è l’analisi del direttivo – si possono già prevedere la maggior parte degli eletti, visto che le probabilità dipendono dalla posizione nella lista plurinominale. È del tutto evidente che nessuna lista è disponibile a accogliere gentilmente un candidato BARD da eleggere, togliendo un posto sicuro ad un uomo di partito».
«La nostra Presidente, Alessandra Buzzo, ha ricevuto l’offerta, da parte della lista Liberi ed uguali, di essere inserita come capolista nel collegio uninominale di Belluno e al secondo posto del plurinominale. – ricordano dal BARD – Il nostro movimento non ha sottoscritto alcun accordo con questa lista, ma abbiamo però ritenuto che la partecipazione di Alessandra, a titolo individuale, sia comunque un fatto positivo, poiché permetterà di portare nel dibattito le considerazioni sulla necessità di autonomia per le comunità dolomitiche. Responsabilmente, ci siamo accordati con la Presidente per la sospensione dalla sua carica, visto che non potevamo ritenere la sua candidatura rappresentativa di tutte le diverse sensibilità politiche dei nostri iscritti, e se ci fossero state altre offerte da altre liste per altri candidati BARD avremmo assunto la stessa identica posizione».
«In queste settimane di campagna elettorale, – concludono dal movimento – cercheremo di far entrare nel dibattito i temi a noi cari, come l’autonomia, l’elettività dell’ente provincia, le risorse per la gestione del territorio. Incontreremo i nostri iscritti per illustrare loro quanto accaduto e quali prospettive ci sono, a Roma, a Venezia e a Palazzo Piloni. Non assisteremo in silenzio».
Nei giorni scorsi, si è tenuta la prima assemblea a Falcade; martedì 13 l’appuntamento è a Belluno, alla pizzeria Dolomiè Casoni, dalle 20.30, mentre venerdì 16 toccherà al Cadore, sempre dalle 20.30 in sala Coletti a Tai di Pieve di Cadore. Mercoledì 21, infine, sempre alle 20.30 nella saletta della Birreria Pedavena, l’assemblea della vallata feltrina. Gli appuntamenti sono aperti agli iscritti e a tutti gli interessati.

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ELEZIONI, BUZZO CON “LIBERI E UGUALI”: «MI AUTO-SOSPENDO DALLA PRESIDENZA»

11 gennaio 2018 By

«Ho deciso di accettare la candidatura alle prossime elezioni politiche con Liberi e uguali, per questo da oggi mi auto-sospendo dalla presidenza del Bard»: Alessandra Buzzo annuncia così la scelta di affrontare l’avventura della campagna elettorale e prende una “pausa” dalla guida del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
«Le mie idee politiche sono note a tutti, così come i miei ideali legati alla montagna: la difesa dei più deboli, il rispetto della democrazia e dell’individuo, l’attenzione per un territorio che ascolti le necessità dei suoi cittadini. – spiega Buzzo – Anche in questo periodo di sospensione, l’impegno per il Bellunese e le nostre terre non verrà certo meno».
La candidatura di Buzzo è stata presa dopo un periodo di confronto con i vertici del movimento: «Apprezziamo la scelta dell’autosospensione da parte di Alessandra: – commenta Andrea Bona, vicepresidente Bard – la sua è stata una scelta personale, che ha voluto condividere con noi prima di accettare ufficialmente la candidatura. L’autosospensione è un gesto da sottolineare: in questo modo, l’elettorato del nostro movimento non è “condizionato” al momento del voto, ma sarà come sempre libero di esprimere le proprie preferenze. Siamo e restiamo un movimento politico del territorio e non partitico».
«A lei – conclude Bona – e a tutti quelli che vorranno occuparsi veramente dell’autonomia della nostra provincia e della dignità dei suoi abitanti, non con vuote parole, ma con impegni concreti e precisi, vanno i nostri migliori auguri di una campagna elettorale corretta e ricca di soddisfazioni».

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«FUSIONE BOCCIATA? UN SEGNO DI DEMOCRAZIA»

18 dicembre 2017 By

«La bocciatura del referendum per la fusione dei comuni di Falcade e Canale d’Agordo è la vittoria della democrazia. Basta con le imposizioni dall’alto e i miraggi di fondi destinati a durare poco: la scelta su come amministrare il proprio territorio va lasciata ai cittadini»: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti commenta il risultato della consultazione agordina di domenica 17 dicembre.
«Non abbiamo mai sostenuto le battaglie dei sì o dei no in nessun referendum di fusione: – ricordano dal Bard – anzi, abbiamo sempre affermato la correttezza di questi percorsi perché lasciano l’ultima parola ai cittadini. Non ci siamo disperati per le vittorie delle consultazioni degli scorsi anni, non esultiamo per questa bocciatura».
«Quello che rileviamo, invece, – sottolineano dal movimento – è che questo è il primo referendum di fusione bocciato in terra bellunese. Forse ci stiamo svegliando: stiamo capendo che “fare i primi della classe”, obbedendo senza reazioni alle indicazioni della politica nazionale, non porta a nulla, anzi».
«Sappiamo che dal Comelico alla Valbelluna saranno numerosi altri i referendum per la fusione dei comuni: – concludono dal Bard – non ci intrometteremo in nessuno di questi percorsi, ma chiediamo ai sindaci e ai cittadini di scegliere con consapevolezza e non sull’onda emotiva ed economica di contributi destinati a sparire in pochissimi anni. Dalla politica nazionale pretendiamo invece una cosa: basta strozzare i comuni e i territori con la tentazione dei vari fondi. Il boom dei referendum di fusione è scoppiato quando si è voluto omogeneizzare il tessuto degli enti locali nazionali, dai comuni delle cintura della grandi città di pianura a quelli alpini, premiando tutti indistintamente con risorse che servono forse a malapena a colmare i tagli statali. Basta con le illusioni: si riconosca ai territori montani la specificità anche nella gestione delle realtà comunali. Basta con i tagli orizzontali: lo Stato deve garantire agli enti le risorse per garantire i servizi, senza contare più sui sacrifici dei cittadini o su aiuti esterni, come nel caso dei fondi di confine. Insomma, è lo Stato che deve servire i cittadini, non il popolo che deve assistere inerme all’accentramento demografico, economico e del potere».

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«PROVINCIA POLVERIERA? PARLA CHI LA HA PROVOCATA»

25 novembre 2017 By

Il Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti annuncia la sua partecipazione al convegno di lunedì, organizzato dal Partito Democratico locale, sulla “Provincia di Belluno – Polveriera pronta ad esplodere”.
«Vogliamo capire come farà a giustificarsi chi ha creato questa situazione di sfiducia e tensione. – commentano dal Bard – Siamo arrivati a questo punto per la politica centralista e contro le autonomie locali che questo governo ha portato avanti fin dal suo insediamento».
«La Legge Delrio, i tagli a Province e comuni, enti costretti a ridurre i servizi per la riduzione dei trasferimenti: sono queste le cause che rischiano di portare all’esplosione e alla disgregazione del nostro territorio. Siamo in una polveriera perchè si sono approvati provvedimenti che penalizzano i territori marginali, e a forza di “oppressione” o si soccombe o si reagisce», sottolineano dal Bard.
«Temiamo però che sia l’ennesima auto-incensazione di un partito che alla montagna non ha più nulla da dire e non ha mai avuto nulla da dare. – concludono dal movimento – Guardando la scaletta degli interventi, capiamo già il tenore della serata: attacchi ai comuni referendari, premi a chi fonde i comuni, sostegno alla protesta di chi non gode di fondi e non può fuggire da questa regione. Ricordiamo che i fondi di confine, oggi presieduti dall’onorevole De Menech, sono nati grazie ai referendum per il passaggio di regione; che il Bellunese è entrato nella discussione alla Camera grazie al referendum di Sappada. Vogliono forse rinnegare quanto fatto e i risultati ottenuti e arrivare così alla chiusura dei fondi di confine? Perchè a questo porterà un dibattito, o meglio un monologo, indirizzato su questi binari».
Infine, un’ultima annotazione sulla questione referendaria: «Val di Zoldo comune che “non può chiedere il passaggio ad altra regione”? Beh, -. commentano provocatoriamente dal Bard – nemmeno Colle Santa Lucia è comune di confine, ma si è potuto aggregare alla consultazione di Livinallongo del Col di Lana e Cortina d’Ampezzo. Vogliamo dargli uno sbocco in Friuli? Si faccia un referendum del Longaronese, per Longarone e Val di Zoldo! Vorremmo poi ricordare che tra poco più di un mese entreremo nel 2018: nel 2013 si svolsero nove consultazioni (7 a febbraio, 2 ad aprile), dal Feltrino all’Agordino. Visti i risultati di Sappada, ricordiamo che quelli falliti possono essere riproposti dopo cinque anni…».

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SAPPADA, SI’ AL PASSAGGIO IN FRIULI: «SODDISFATTI E DISPIACIUTI»

22 novembre 2017 By

«Finalmente Sappada ha avuto la risposta che attendeva da nove anni: siamo dispiaciuti per la perdita di un patrimonio culturale, naturale e turistico immenso, ma c’è la soddisfazione per aver finalmente visto riconosciuti i diritti e le richieste della popolazione»: questo il commento a caldo del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, a pochi minuti dal voto favorevole della Camera dei Deputati al passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia.
«È stato un dibattito povero e sconcertante: – commentano dal consiglio federale del BARD – d’improvviso, il nostro Parlamento si è accorto che esiste un problema della montagna, che esistono i comuni referendari e che questi da anni e anni attendono risposte. Dove è stata questa gente dal 2006 ad oggi? Lamon, Sovramonte, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Cortina, Taibon, Voltago, sono nomi riecheggiati nella Camera solo per essere usati come strumento di ostacolo. Per quattro ore alla Camera si è parlato dei problemi del Bellunese, della montagna, dei comuni referendari: abbiamo perso Sappada per incapacità politica, Sappada ora diventi il nostro pegno per un percorso di reale autonomia».
«La sensazione è che i pericoli in questo passaggio non siano finiti: – continuano dal BARD – tra i tanti “delusi” dell’esito, dalla Regione Veneto ai deputati contrari, non mancherà chi solleverà eccezioni di costituzionalità, rallentando ancora l’iter».
Infine, una stoccata ai bellunesi al governo: «Il sottosegretario Bressa, nel momento più importante per la nostra provincia, non era in aula, mentre il deputato De Menech, lasciato solo, ha preferito non partecipare al voto. – sottolineano dal movimento – Non è questa la responsabilità che questo territorio richiede, il Bellunese merita ben altro».
«Meritiamo, ad esempio, – concludono – che la richiesta di calendarizzazione in Conferenza dei Capigruppo della discussione della proposta di legge per il ripristino dell’elettività provinciale, richiesta presentata il 25 ottobre da Lorenzo Dellai, non venga respinta, come accaduto poche settimane fa. È giunto il tempo della responsabilità, per tutti».

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