AUTONOMIA VENETA E BELLUNESE: «ORA LA PROVINCIA ACCELERI»

16 giugno 2018 By

«Visto l’annuncio del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è tempo che la Provincia di Belluno acceleri con decisione e attivi il percorso per ottenere le risorse e le competenze che le spettano, anche in rispetto all’esito referendario dello scorso 22 ottobre»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sprona Palazzo Piloni e i rappresentanti politici bellunesi, all’indomani delle dichiarazioni del presidente Zaia che mercoledì 20 consegnerà al Ministro per le autonomie il dossier veneto sulle materie da trasferire dallo Stato alla Regione.
«L’affinità politica tra Ministero e Regione Veneto sta accelerando il percorso autonomia regionale – sottolineano dal movimento – e noi non possiamo restare indietro, non ci meritiamo di stare fuori dai giochi visto anche il risultato del referendum del 22 ottobre, che ha visto raggiungere nel Bellunese un quorum difficilmente preventivabile alla vigilia del voto e che ha rinforzato il risultato della consultazione regionale».
«Il Presidente della Provincia e tutti i rappresentanti bellunesi, da Belluno a Venezia a Roma, portino la Regione al tavolo e si inizi subito a discutere di cosa e quanto deve essere trasferito dalla laguna alle Dolomiti. – concludono dal Bard – L’iter dell’autonomia veneta potrebbe chiudersi già entro fine anno, e qua si assiste passivamente alle trattative: è il tempo della sveglia, “il crollo della montagna” ha bisogno di autonomia per essere rallentato prima e stoppato poi, e chi oggi occupa ruoli istituzionali deve assumersi la responsabilità di portare, o non portare, a casa il risultato».

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“IL CROLLO DELLA MONTAGNA”, SERATE SULL’ANALISI DEI DATI DELLA CGIA

13 giugno 2018 By

Prenderà il via venerdì sera da Canale d’Agordo il ciclo di incontri “Il crollo della montagna”, organizzato del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, sull’analisi del report socio-economico commissionato dalla Provincia di Belluno ed elaborato dalla CGIA di Mestre; ad illustrare il documento sarà il sociologo e fondatore del movimento, Diego Cason.
«Durante queste serate, cercheremo di illustrare ai bellunesi qual è il quadro demografico, sociale ed economico della nostra provincia. – spiegano dal consiglio direttivo – I dati della CGIA parlano chiaro: siamo un territorio in grave sofferenza, ma che ha le potenzialità per risollevarsi».
«Saranno analizzate le questioni legate alle infrastrutture, ai diversi settori economici, allo spopolamento; – aggiungono dal Bard – tutti fattori legati anche alla morfologia e alla storia del nostro territorio, certo, ma non vanno sottovalutate o dimenticate le colpe della politica: mai si è fatta una politica di sviluppo per la montagna, da sempre considerata territorio marginale e improduttivo. I numeri della CGIA dicono però altro, ed è giusto che i bellunesi lo sappiano. A questo territorio serve un’autonomia reale, che ci permetta di sostenere l’economia e “raddrizzare” le situazioni problematiche: i numeri ci sono, basta poterli gestire con il cervello da montanari, e non da veneziani o romani».
Quattro gli appuntamenti in programma, tutti al venerdì con inizio alle 20.30: il primo, come anticipato, venerdì 15 giugno a Canale d’Agordo, nella sala Ex Cavallino del Museo Albino Luciani. Toccherà poi a Feltre, venerdì 22 in Sala Ocri, a Pieve di Cadore, venerdì 29 in Sala Coletti a Tai, e chiusura a Belluno, venerdì 6 luglio in Sala Bianchi.

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NUOVO GOVERNO, «AL LAVORO PER L’AUTONOMIA»

2 giugno 2018 By

«Salutiamo con curiosità l’esperimento di questo nuovo Governo: una ministra veneta agli affari regionali e autonomie e quattro bellunesi in maggioranza devono portare risultati concreti per il nostro territorio»: questa la certezza del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti a poche ore dal giuramento del nuovo esecutivo.
«La presenza di un Ministro veneto, con esperienza nelle amministrazioni locali, alla guida del Ministero che condurrà la trattativa post-referendum del 22 ottobre, ci fa ben sperare: – sottolineano dal movimento – sarà fondamentale che il Bellunese sieda a questo tavolo per far rispettare anche il volere dei suoi cittadini, oltre che dei cittadini veneti».
Importante sarà il ruolo di quattro dei sei bellunesi a Roma: «Abbiamo tre rappresentanti dei partiti di governo e un “appoggio esterno”, – rimarcano dal Bard – a loro chiediamo di vigilare e far valere le richieste e le necessità del nostro territorio».
Autonomia, abolizione della Delrio e impegno sui fondi di confine: queste le priorità da affrontare. «L’obbiettivo finale deve essere quello dell’autonomia della Provincia di Belluno, prima quella “leggera” richiesta con il voto del 22 ottobre e poi quella decisamente più concreta, sul modello di Trento e Bolzano. – spiegano dal direttivo del movimento – Per averla, bisognerà prima di tutto restituire rappresentatività all’ente, abolendo la legge Delrio e ripristinando i trasferimenti ai livelli pre-crisi. Nel frattempo, vanno rinegoziati i trasferimenti dei fondi di confine: il differenziale tra noi e le province vicine è nettamente superiore agli 80 milioni di euro stanziati annualmente. I nostri parlamentari devono ottenere da Trento e Bolzano cifre decisamente superiori, in attesa di poter eliminare il gap grazie a una reale autonomia».
In conclusione, un appunto sull’utilizzo dei fondi di confine: «Comprendiamo le esigenze e le emergenze dei sindaci, dal Feltrino all’Agordino, che pur di salvare la propria sanità sono disposti a sfruttare queste risorse per mantenere o potenziare le loro strutture. – concludono dal Bard – Detto questo, non è la soluzione corretta: la sanità o la manutenzione stradale sono competenze regionali e nazionali, spetta a loro investire ed intervenire, con le risorse adeguate che devono essere garantite dallo Stato a tutti gli enti locali. Se investiamo quei fondi in sopravvivenza anziché in sviluppo, non ci sarà mai una crescita reale».

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LEGGE ELETTORALE VENETA: «TRADITO LO SPIRITO DELLO STATUTO»

18 maggio 2018 By

«Con il no alla proposta di garantire tre posti in consiglio regionale a Belluno e Rovigo, è stato tradito lo spirito dello statuto. Altro che federalismo e autonomia!»: a criticare la revisione in atto della legge elettorale veneta è il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
«Questo è centralismo puro, diverso da quello romano che ha distrutto la nostra provincia, ma nulla centra con gli slogan di autonomia e federalismo fatti finora. – commentano dal Bard – Così si condannano alla non-rappresentatività i territori periferici, marginali, minori, o come vogliamo chiamarli: si tradisce lo spirito di quello statuto regionale steso con enormi difficoltà che, nel per noi bellunesi famoso articolo 15, al comma 3, recita: “La Regione, per incentivare uno sviluppo armonioso, impronta la propria azione a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale, rivolgendo un’attenzione particolare alle zone rurali, alle isole lagunari, alle aree deltizie, alle zone interessate da transizione industriale e a quelle che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici”. Che sviluppo possono avere Belluno e Rovigo se sono costrette ad affrontare i numeri delle metropoli della pianura senza alcuna tutela?».
«Già nel 2015 le legge elettorale portò polemiche infinite, che ancora tutt’oggi ricordiamo. – concludono dal movimento – L’ingresso in giunta di uno dei due consiglieri bellunesi eletti, poi, non portò alla sostituzione con un altro bellunese, lasciando un solo rappresentante provinciale in consiglio. Se è questo che politicamente Belluno conta per la Regione Veneto, 1/60, allora ci lascino andare, ci trasferiscano tutte le competenze e le risorse e ci lascino governare in autonomia i nostri territori, senza dover continuare ad assistere passivamente alle decisioni e al crollo di rappresentatività della nostra provincia».

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NUOVO GOVERNO IN VISTA: «RISPETTINO GLI IMPEGNI PER IL BELLUNESE»

15 maggio 2018 By

«I bellunesi dei partiti che stanno formando il nuovo governo inizino a lavorare per rispettare gli impegni presi per il nostro territorio»: durante queste ore che portano alla formazione del governo M5S-Lega, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti richiama i parlamentari bellunesi in maggioranza.
«Da una parte, c’è una Lega che non ha firmato il nostro appello in campagna elettorale, ritenendolo “superfluo” perchè già racchiuso nel suo programma; – ricordano dal Bard – dall’altra c’è un Movimento 5 Stelle che, durante la campagna per il referendum sull’autonomia provinciale, ha visto il suo deputato locale impegnato, anche economicamente, sul fronte del sì. Il nuovo governo, quindi, non potrà che sostenere le istanze autonomistiche di questi territori, anche con il supporto di chi, oggi all’opposizione o nella “non-maggioranza”, ha sottoscritto nero su bianco la nostra richiesta di impegno».
Le richieste sono quelle storiche: «L’obbiettivo finale è l’autonomia della Provincia di Belluno. – concludono dal movimento – I passi per arrivarci sono tanti: l’abrogazione della legge Delrio, l’attuazione dell’autonomia prevista dai referendum veneto e bellunese, il ripristino dei trasferimenti agli enti locali, una rappresentanza vera e diretta in Provincia e a Roma,… La campagna elettorale è finita, non si può più essere autonomisti solo a parole: ora che si è al governo, è loro dovere mantenere gli impegni».

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