10 Giu 2016

“Finalmente c’è una proposta concreta per ridurre la pressione fiscale sul nostro territorio: basta con lo scaricabarile e avanti con la proposta della zona franca bellunese”. Il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti accoglie con soddisfazione la proposta di estendere all’intero territorio provinciale i benefici dell’istituzione della zona franca.
“Da sempre noi sottolineiamo che uno dei problemi bellunesi, oltre alla mancanza di rappresentatività, è il divario fiscale con le realtà confinanti. – spiegano dal Bard – Dopo anni di parole e promesse, questa può essere finalmente una risposta concreta ai bisogni di questo territorio: senza forme di aiuto, competere con Trento, Bolzano, la Carinzia è impossibile. Due sono le soluzioni: stesso trattamento delle due province autonome, o zona franca a tassazione uguale a quella austriaca”.
Il movimento lancia un appello per chiedere a Regione, Governo e Europa di uscire dalle barriere politiche e cercare una condivisione su questo progetto: “Basta con lo scaricabarile, Roma e Venezia non possono continuare ad addossarsi l’un l’altra colpe e responsabilità mentre noi moriamo. Il Governo accolga la proposta che arriverà da Venezia e faccia fronte comune con la Regione per portare a casa questo risultato”.
“Non è accettabile poi – concludono dal movimento – che si paventi lo spettro di una diffusione di zone franche in Italia, se passasse la proposta di Belluno. Il nostro è un caso unico, la sola provincia in Italia interamente montana confinante con stati esteri e stretta tra due realtà a statuto speciale; il dramma di competitività delle aree alpine, e delle aree svantaggiate in genere, è sentito in maniera ancora più devastante in questa realtà”.
Non manca poi un richiamo a Pd e Governo per il rispetto del patto sull’elettività: “Vogliono continuare a mungere questo territorio, che lascia allo Stato un residuo fiscale di oltre 800 milioni di euro all’anno, e non rispettare il patto siglato oltre un anno fa? – concludono dal Bard – Ricordiamo loro il motto della rivoluzione americana: niente tasse senza rappresentanza. Il tempo delle promesse e dello scarico di responsabilità deve finire, Roma ci deve risposte”.