Delegazione Bellunese del BARD a Bruxelles per il rilancio del settore agricolo

20 ottobre 2013 By

Il BARD grazie a un contatto con il commissario europeo per l’agricoltura, Dacian Ciolos, ha incontrato i funzionari del settore da lui guidato a Bruxelles.

L’incontro ha permesso di descrivere il grave stato dell’agricoltura della montagna dolomitica bellunese (es. sono state perse oltre il 64% delle imprese in 10 anni, da 6709 a poche più di 2300).

Il cuore della discussione si è concentrato sul nuovo piano di sviluppo rurale che partirà nel 2014 e che sarà indispensabile per la pianificazione, finanziamenti e la rifondazione di un settore strategico per la montagna.

L’agricoltura infatti è presupposto per la cura  paesaggistica  del territorio e quindi anche per il rilancio del turismo.

Il grave stato di abbandono attuale non era pienamente stato compreso dai tecnici che hanno esplicitamente chiesto di portare un report con dati socio-economici che serviranno da base per la costruzione delle nuove misure di intervento.

Poiché la materia è demandata a stati e regioni, è stato sottolineato come la regione veneto si sia sempre concentrata, in quanto regione di pianura, principalmente su quest’area rispetto ad esempio all’Alto Adige/Sud Tirol che sviluppa solo politiche per la montagna.

Sarà quindi impegno del Bard, insieme agli altri soggetti del territorio bellunese interessati, a redigere l’analisi dello stato attuale e proporre le nuove linee guida, poiché anche l’agricoltura è materia che dovrà essere delegata – rapidamente e con massima priorità – alla Provincia di Belluno.

Sintesi delle proposte e provvedimenti ritenuti indispensabili per il rilancio del settore primario nell’area alpino dolomitica della provincia di Belluno:

  • Migliorare l’efficienza per sostenere e rilanciare la zootecnica e la filiera lattiero casearia
  • Costruire altre filiere di prodotto economicamente sostenibili ed in grado di affrontare il mercato con prodotti tipici di montagna di alta qualità (coltivazioni orticole, frutticole e vitivinicole)
  • Contrastare l’avanzata del bosco, riguadagnare terreni all’agricoltura e diffondere la cultura e la prassi costante della manutenzione ambientale
  • Gettare la basi per la ricomposizione fondiaria e il rilancio della proprieta` comune dei boschi e dei pascoli (Regole)

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Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia

20 ottobre 2013 By

Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia
Belluno 26 ottobre  2013 – Piazza del Duomo alle ore 11

La provincia di Belluno è commissariata da due anni ed il Governo non convoca elezioni democratiche nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che ha reso palese l’illegittimità dei provvedimenti che prorogano il commissariamento dell’Ente.

La Provincia di Pordenone è andata al voto a giugno mentre  quelle di Trento e Bolzano voteranno il 27 ottobre- Si tratta di un’evidente disparità di trattamento tra territori e noi crediamo che lasciare ancora senza rappresentanza popolare liberamente eletta  il territorio bellunese non sia più accettabile.

Nella sua recente visita a Longarone, in occasione delle commemorazioni del disastro del Vajont, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha detto “La provincia di Belluno è incuneata fra due province autonome e una regione speciale e bisogna intervenire per evitare asimmetrie istituzionali che non hanno senso perché per il Bellunese ci vogliono forme di autogoverno marcate e un’autonomia forte”.

E’ esattamente ciò che serve alla provincia di Belluno e noi intendiamo chiedere, anche con la manifestazione del prossimo 26 ottobre,  che alle parole seguano i fatti!

Nei prossimi mesi si deciderà il destino delle province e con esse il destino dei territori alpini di Belluno e Sondrio: è importante sostenere il lavoro di quanti si battono per ottenere finalmente l’Autonomia di Belluno-Dolomiti e il voto per l’elezione popolare del nuovo Consiglio Provinciale.

Ad un anno di distanza dalla grande manifestazione “Salviamo la Provincia di Belluno” tenuta la sera del 24 ottobre 2012 a Belluno, abbiamo organizzato la “Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia” che si terrà in Piazza del Duomo a Belluno nella giornata di Sabato 26 ottobre dalle ore 11 del mattino. La sera saranno accesi fuochi su moltissime cime del Bellunese.

La presenza di tanti Bellunesi è necessaria perché è tempo di convergere, tutti,  sull’obiettivo che è a portata di mano: L’AUTONOMIA per BELLUNO – DOLOMITI

La  manifestazione, con la partecipazione di tutte le forze della società civile Bellunese, darà corpo alla volontà dei Bellunesi di ottenere l’Autonomia che ad essi spetta, in ragione della conclamata specificità del territorio della provincia di Belluno. Provincia che, insieme alla provincia di Sondrio, il cui presidente, Massimo Sertori,  parteciperà all’evento, è interamente montana, confina con stato estero ed è compresa tra realtà dotate di autonomia speciale.

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Lavori per il nuovo Statuto Speciale di Autonomia della Regione Trentino Alto Adige. IL BARD C’E’

31 luglio 2013 By

Oggi, mercoledì 31 luglio 2013, una delegazione del Bard composta dal Presidente Moreno Broccon, da Diego Cason ed Andrea Bona, si è recata a Trento dove, alla presenza di una rappresentanza dei Consiglieri Provinciali che hanno sottoscritto il DDL di riforma statutaria, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del disegno di legge di iniziativa consigliare “Istituzione di una Convenzione per la predisposizione del nuovo statuto Speciale di autonomia della Regione Trentino Alto Adige.

Il disegno di legge prevede la costituzione di una convenzione per la stesura di una proposta di revisione dello Statuto, sul modello adottato in Europa per le revisioni costituzionali. Sarà un organo snello, con una ventina di componenti, rappresentanti delle istituzioni, della società civile ed esperti provenienti dal mondo accademico.

La convenzione avrà la funzione di garantire un’ampia partecipazione di tutti i settori e le competenze della comunità regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol alla riscrittura/aggiornamento dello Statuto speciale di autonomia nonché il compito di discutere e proporre al Consiglio regionale un documento finale in ordine ai contenuti del nuovo Statuto.

Il Movimento BARD, in linea con lo spirito partecipativo della proposta di legge, lavorerà a fianco dei componenti rappresentanti della Regione Trentino Alto Adige, con l’obiettivo di costruire uno spazio istituzionale dove troveranno adeguata rappresentatività i popoli che fanno riferimento all’area delle Dolomiti, dando così rappresentanza anche alle Comunità Bellunesi.

Il territorio della Provincia di Belluno sarà rappresentato, in questo grande ed importante lavoro, dal Movimento Belluno Autonoma – Regione Dolomiti che entra cosi attivamente nella revisione dello Statuto delle Provincie autonome confinanti. La partecipazione del Movimento Bard, in linea con i contenuti del disegno di legge, ha trovato l’appoggio dei sottoscrittori del disegno di legge certi che anche il BARD potrà portare un contributo importante per la predisposizione del nuovo Statuto speciale di autonomia.

Un importante passo in avanti verso la costituzione della Regione Alpina delle Dolomiti coinvolgendo nel modo più ampio possibile istituzioni e comunità bellunesi.

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Basta con gli innamoramenti di un Veneto inesistente

5 giugno 2013 By

Il tempo è galantuomo. Si usa spesso questo modo di dire per indicare che l’irriducibile consistenza dei fatti, prima o poi, fa piazza pulita delle nostre illusioni. È dal 13 dicembre 2011 che il Consiglio provinciale è stato sciolto e l’ente provincia è governato da quattro commissari. Alcuni irresponsabili furono ben lieti di affossare l’unico organo di rappresentanza collettiva delle comunità bellunesi.

Oggi i risultati si vedono. Le nostre comunità sono prive di qualsiasi capacità di rappresentare e tutelare i propri interessi, sia con la Regione sia con lo Stato. Ciò si traduce, nei fatti, in una riduzione delle risorse economiche disponibili per rispondere ai bisogni pubblici delle comunità e nella totale assenza di strategie idonee ad affrontare e risolvere, almeno in parte, i gravi danni prodotti da una prolungata e pesante recessione economica. Altri, altrettanto irresponsabili, si cullarono nell’illusione di ottenere maggiori poteri per le comunità locali eliminando l’istituzione provinciale. Invece, lo spazio amministrativo lasciato vuoto è stato occupato da un nuovo centralismo regionale che avoca a sé funzioni amministrative che non gli appartengono. Non ci voleva molto per capire che quanto più piccola e debole è la comunità tanto minore è la sua capacità contrattuale e la sua rilevanza in sede regionale.

Questo indebolimento comunitario ha privato di forza rappresentativa e contrattuale anche i nostri rappresentanti in consiglio regionale che, in ogni caso, erano in condizione minoritaria già prima. Il 17 aprile 2012 fu approvato il nuovo statuto regionale nel quale, per la prima volta, si riconosce la specificità nostro territorio. Alla provincia di Belluno sono riconosciute forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in particolare in materia di risorse idriche energetiche, viabilità e trasporti, agricoltura e turismo.

Chiunque abbia occhi per vedere, vede che la Regione autorizza tutte le captazioni idriche chieste dai privati, ostacolando quelle dei comuni; il nuovo piano dei trasporti regionali esclude ogni investimento in provincia di Belluno; l’agricoltura di montagna continua a essere penalizzata dalle politiche regionali; quanto al turismo basta leggere la nuova legge quadro per comprendere che in regione del turismo montano non importa nulla a nessuno.

Il 7 agosto 2012 la legge 135 stabilì l’eliminazione di tutte le province e, il 6 novembre con il D.L. 188, la provincia di Belluno, pur salvata dall’accorpamento, è trasformata in ente di secondo grado privo di sovranità. Per la Regione Veneto questo è un regalo inaspettato, che impedisce, di fatto, l’applicazione dell’articolo 15 dello Statuto, approvato solo quattro mesi prima. A questo punto, sarebbe stato un dovere, in particolare di chi ha responsabilità istituzionali, prendere atto che dallo statuto regionale non arriverà mai, nei secoli dei secoli, alcuna delega di poteri alle comunità bellunesi.

Ma le istituzioni non capiscono o non vogliono capire. I cittadini, invece, capiscono prima e meglio dei loro rappresentanti come stanno le cose. In nove comuni propongono l’unico strumento istituzionale, lecito e pacifico disponibile, per far emergere le gravissime difficoltà delle comunità bellunesi prive di strumenti amministrativi, senza risorse e con una legislazione regionale inadeguata. Propongono alle proprie istituzioni comunali, che accolgono la richiesta, il referendum previsto dall’articolo 132 della Costituzione e chiedono il trasferimento delle loro comunità nella Regione Trentino Alto Adige. È chiaro a tutti i promotori che questo trasferimento è quasi impossibile ma, la manifestazione della volontà popolare, è l’ultimo potere residuo per esprimere i propri bisogni e interessi suggellandoli con un voto. Questi referendum sono stati vinti in tutti i comuni, anche in quelli in cui non è stato raggiunto il quorum. Escludendo Feltre e Cesiomaggiore la partecipazione al voto è stata altissima e la percentuale dei SI supera il 95%. Ma istituzioni, associazioni e persone innamorate di un Veneto inesistente, non capiscono neanche dopo questo risultato.

I più pigri, presuntuosi e stupidi, lo liquidano come manifestazione secessionista quando, invece, è stata una straordinaria testimonianza d’impegno civile per la gestione unitaria e autonoma degli interessi di tutte le comunità bellunesi. Essi scambiano i propri pregiudizi con la realtà. Adesso il gioco è finito. Chi, ben remunerato dal Veneto, ha ostacolato la volontà dei cittadini si ritiri a vita privata. Ora, per capire chi sta con i bellunesi e chi è contro di loro, basta distinguere chi esige una comunità provinciale dotata di sovranità elettiva da chi continua a implorare (se no xe de disturbo par la vostra signoria, xe vero, servo suo sior…), che il Veneto, di tanto in tanto, ci butti qualche osso sotto al tavolo.

P.S. A dicembre 2012 i Comitati referendari chiesero ai Consiglieri regionali bellunesi di organizzare un incontro con il presidente del Consiglio regionale del Veneto per presentargli obiettivi e ragioni dei referendum che hanno coinvolto trentanove mila veneti. Dopo sei mesi, l’incontro non è ancora avvenuto. Un esempio di sollecita e amorosa cura per il popolo veneto.

Dai “confin delo stato da tera”, grazie a tutti per l’impegno.

Diego Cason

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L’autonomia comincia dal turismo

1 giugno 2013 By

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri la nuova legge quadro sul turismo,  con un emendamento trasversale presentato dai consiglieri bellunesi Bond e Reolon che dopo 500 giorni dà finalmente attuazione a quanto previsto dalla Statuto Regionale, al comma V dell’articolo 15, che prevede l’attribuzione di deleghe e risorse in una serie di materie specifiche.

Il turismo, anche per il ruolo fondamentale che ha e deve avere per l’economia provinciale, è il primo passo nella direzione giusta.

Un risultato che va riconosciuto a chi, facendo squadra, ha saputo lavorare a Venezia per gli interessi dei Bellunesi, ma che in primo luogo è stato possibile grazie alla sistematica e capillare mobilitazione che da un anno a questa parte sta finalmente facendo sentire a Venezia non solo la volontà dei Bellunesi ma anche la forza delle loro richieste. Perché nessuno concede nulla se non lo si chiede con decisione.

Il risultato di ieri è fondamentale oggi per due ragioni:

1) a Venezia ha aperto la strada. Finora la Regione non aveva dato attuazione all’articolo 15 dello Statuto accampando il pretesto che la Provincia di Belluno è commissariata e per questo non era politicamente possibile trasferirle competenze e risorse. Esattamente quello che invece è stato fatto ieri, dimostrando che è possibile attuare subito quanto previsto dallo Statuto anche in tutti gli altri settori: politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, sostegno e promozione delle attività economiche, agricoltura.

2) a Roma adesso tocca ai Bellunesi richiedere la fine immediata del regime commissariale e – sulla base proprio di questo avvio della fase attuativa della specificità già riconosciuta dallo Statuto Regionale – la convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo dell’amministrazione provinciale di Belluno già nel prossimo autunno.

Anche questo sarà argomento di discussione alle ASSEMBLEE DI VALLATA che si terranno VENERDI’ 07 GIUGNO ore 20.30 Sala Coletti a Tai di Cadore e MERCOLEDI’ 12 GIUGNO ore 20.30 a Feltre  in sala degli Elefanti, Birreria Pedavena.

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