CONFINI DELLA MARMOLADA: «TAGLIATI FUORI. CON L’AUTONOMIA NON SAREBBE SUCCESSO»

6 luglio 2018 By

Sulla vicenda della ridefinizione dei confini tra Trento e Belluno sulla Marmolada, interviene anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti: «Questa è stata una partita giocata tra due parti, ma al tavolo mancava il protagonista principale, la Provincia di Belluno. Tutto questo non sarebbe successo con una vera autonomia dell’ente».
«Oltre alla mancata o scarsa comunicazione al comune di Rocca Pietore e alla Regione Veneto, infatti, – sottolineano dal movimento – in questo dibattito è stata tagliata fuori la Provincia: tutto si è giocato, e ancora si gioca sui tavoli legali, tra Regione Veneto e Provincia di Trento, e Belluno in tutto questo non è stata minimamente coinvolta».
«Quanto accaduto – concludono dal movimento – è il segnale che per fermare il crollo della montagna, la continua perdita demografica e sociale, serve un’autonomia che consenta di mettere in pratica reali politiche per la montagna e per il territorio. Serve anche il ritorno a una provincia elettiva, che possa ridare dignità istituzionale, nuova credibilità e nuova forza all’ente; sullo sfondo di tutto, resta poi il nostro obbiettivo, la Regione Dolomiti, nella quale i confini interni non saranno più oggetto di una guerra tra poveri».

Leggi di più...

AUTONOMIA “CALDA” A PONTIDA, «ZAIA NON SI DIMENTICHI BELLUNO»

2 luglio 2018 By

«Bene che l’autonomia delle Regioni sia stato uno dei temi toccati dal palco di Pontida, ma la Lega e il Presidente Zaia non si dimentichino che in questa partita c’è anche la Provincia di Belluno»: all’indomani del raduno leghista, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti torna a mettere sotto i riflettori la questione autonomista bellunese.
«Il Presidente della Regione e il Ministro agli Affari Regionali concordano: il percorso per l’autonomia del Veneto sarà veloce ed efficace. – sottolineano dal movimento – Zaia non dimentichi, però, che tra quegli oltre 2 milioni di veneti che hanno votato “sì” lo scorso 22 ottobre ci sono decine di migliaia di bellunesi che hanno fatto altrettanto anche per l’autonomia della loro Provincia. Se il processo autonomista veneto va avanti, altrettanto deve fare quello bellunese».
Chiare le indicazioni al Governatore veneto: «Oltre a tutte le risorse e le competenze possibili, – rimarcano dal BARD – c’è da affrontare la questione fiscale: se il Veneto vuole, e pare possa, trattenere i 9/10 dei tributi raccolti, allora a Belluno deve essere garantito un trasferimento almeno pari al residuo fiscale evidenziato dallo studio della CGIA di Mestre. In aggiunta, si dovrebbe chiedere anche la riscossione diretta dei tributi. Autonomia è responsabilità: i bellunesi, col voto del 22 ottobre, hanno scelto di prendersela, ora sta agli altri rispettare e far rispettare questa volontà».

Leggi di più...

AUTONOMIA VENETA E BELLUNESE: «ORA LA PROVINCIA ACCELERI»

16 giugno 2018 By

«Visto l’annuncio del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è tempo che la Provincia di Belluno acceleri con decisione e attivi il percorso per ottenere le risorse e le competenze che le spettano, anche in rispetto all’esito referendario dello scorso 22 ottobre»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sprona Palazzo Piloni e i rappresentanti politici bellunesi, all’indomani delle dichiarazioni del presidente Zaia che mercoledì 20 consegnerà al Ministro per le autonomie il dossier veneto sulle materie da trasferire dallo Stato alla Regione.
«L’affinità politica tra Ministero e Regione Veneto sta accelerando il percorso autonomia regionale – sottolineano dal movimento – e noi non possiamo restare indietro, non ci meritiamo di stare fuori dai giochi visto anche il risultato del referendum del 22 ottobre, che ha visto raggiungere nel Bellunese un quorum difficilmente preventivabile alla vigilia del voto e che ha rinforzato il risultato della consultazione regionale».
«Il Presidente della Provincia e tutti i rappresentanti bellunesi, da Belluno a Venezia a Roma, portino la Regione al tavolo e si inizi subito a discutere di cosa e quanto deve essere trasferito dalla laguna alle Dolomiti. – concludono dal Bard – L’iter dell’autonomia veneta potrebbe chiudersi già entro fine anno, e qua si assiste passivamente alle trattative: è il tempo della sveglia, “il crollo della montagna” ha bisogno di autonomia per essere rallentato prima e stoppato poi, e chi oggi occupa ruoli istituzionali deve assumersi la responsabilità di portare, o non portare, a casa il risultato».

Leggi di più...

“IL CROLLO DELLA MONTAGNA”, SERATE SULL’ANALISI DEI DATI DELLA CGIA

13 giugno 2018 By

Prenderà il via venerdì sera da Canale d’Agordo il ciclo di incontri “Il crollo della montagna”, organizzato del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, sull’analisi del report socio-economico commissionato dalla Provincia di Belluno ed elaborato dalla CGIA di Mestre; ad illustrare il documento sarà il sociologo e fondatore del movimento, Diego Cason.
«Durante queste serate, cercheremo di illustrare ai bellunesi qual è il quadro demografico, sociale ed economico della nostra provincia. – spiegano dal consiglio direttivo – I dati della CGIA parlano chiaro: siamo un territorio in grave sofferenza, ma che ha le potenzialità per risollevarsi».
«Saranno analizzate le questioni legate alle infrastrutture, ai diversi settori economici, allo spopolamento; – aggiungono dal Bard – tutti fattori legati anche alla morfologia e alla storia del nostro territorio, certo, ma non vanno sottovalutate o dimenticate le colpe della politica: mai si è fatta una politica di sviluppo per la montagna, da sempre considerata territorio marginale e improduttivo. I numeri della CGIA dicono però altro, ed è giusto che i bellunesi lo sappiano. A questo territorio serve un’autonomia reale, che ci permetta di sostenere l’economia e “raddrizzare” le situazioni problematiche: i numeri ci sono, basta poterli gestire con il cervello da montanari, e non da veneziani o romani».
Quattro gli appuntamenti in programma, tutti al venerdì con inizio alle 20.30: il primo, come anticipato, venerdì 15 giugno a Canale d’Agordo, nella sala Ex Cavallino del Museo Albino Luciani. Toccherà poi a Feltre, venerdì 22 in Sala Ocri, a Pieve di Cadore, venerdì 29 in Sala Coletti a Tai, e chiusura a Belluno, venerdì 6 luglio in Sala Bianchi.

Leggi di più...

NUOVO GOVERNO, «AL LAVORO PER L’AUTONOMIA»

2 giugno 2018 By

«Salutiamo con curiosità l’esperimento di questo nuovo Governo: una ministra veneta agli affari regionali e autonomie e quattro bellunesi in maggioranza devono portare risultati concreti per il nostro territorio»: questa la certezza del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti a poche ore dal giuramento del nuovo esecutivo.
«La presenza di un Ministro veneto, con esperienza nelle amministrazioni locali, alla guida del Ministero che condurrà la trattativa post-referendum del 22 ottobre, ci fa ben sperare: – sottolineano dal movimento – sarà fondamentale che il Bellunese sieda a questo tavolo per far rispettare anche il volere dei suoi cittadini, oltre che dei cittadini veneti».
Importante sarà il ruolo di quattro dei sei bellunesi a Roma: «Abbiamo tre rappresentanti dei partiti di governo e un “appoggio esterno”, – rimarcano dal Bard – a loro chiediamo di vigilare e far valere le richieste e le necessità del nostro territorio».
Autonomia, abolizione della Delrio e impegno sui fondi di confine: queste le priorità da affrontare. «L’obbiettivo finale deve essere quello dell’autonomia della Provincia di Belluno, prima quella “leggera” richiesta con il voto del 22 ottobre e poi quella decisamente più concreta, sul modello di Trento e Bolzano. – spiegano dal direttivo del movimento – Per averla, bisognerà prima di tutto restituire rappresentatività all’ente, abolendo la legge Delrio e ripristinando i trasferimenti ai livelli pre-crisi. Nel frattempo, vanno rinegoziati i trasferimenti dei fondi di confine: il differenziale tra noi e le province vicine è nettamente superiore agli 80 milioni di euro stanziati annualmente. I nostri parlamentari devono ottenere da Trento e Bolzano cifre decisamente superiori, in attesa di poter eliminare il gap grazie a una reale autonomia».
In conclusione, un appunto sull’utilizzo dei fondi di confine: «Comprendiamo le esigenze e le emergenze dei sindaci, dal Feltrino all’Agordino, che pur di salvare la propria sanità sono disposti a sfruttare queste risorse per mantenere o potenziare le loro strutture. – concludono dal Bard – Detto questo, non è la soluzione corretta: la sanità o la manutenzione stradale sono competenze regionali e nazionali, spetta a loro investire ed intervenire, con le risorse adeguate che devono essere garantite dallo Stato a tutti gli enti locali. Se investiamo quei fondi in sopravvivenza anziché in sviluppo, non ci sarà mai una crescita reale».

Leggi di più...