ASSEMBLEA BARD 2017: “VIA LA DELRIO, POI RISORSE E ELETTIVITA’”

9 aprile 2017 By

La legge Delrio, le risorse per gli enti locali, l’elettività della Provincia e le prossime elezioni comunali: questi i temi principali affrontati durante la quinta assemblea generale del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che si è tenuta sabato pomeriggio in Birreria Pedavena.
«Siamo sempre presenti quando si tratta di difendere il territorio»: con queste parole, la presidente Alessandra Buzzo ha aperto i lavori, che sono proseguiti nel segno di queste parole.
«Il popolo bellunese ed italiano ha mandato un messaggio forte e chiaro a questo Governo, con la bocciatura del referendum costituzionale; – ha spiegato il vicepresidente Andrea Bona – nonostante questo, a Roma non c’è ancora nessuna volontà di cancellare quel disastro che è la legge Delrio. Bisognava immediatamente ripristinare l’elettività della Provincia: sono anni che non andiamo a votare e questo ha avuto effetti devastanti sul nostro territorio. Abbiamo fatto passi indietro per l’autonomia degli enti locali, mentre a noi servono risorse proprie e capacità di amministrarle».
Contro la legge Delrio, i cui effetti sta sperimentando direttamente da qualche mese, anche il consigliere provinciale Ivan Minella: «I sindaci e i consiglieri comunali, delegati a rappresentare il territorio nell’ente Provincia, sono frenati dal loro ruolo e non sono totalmente liberi nell’affrontare alcuni temi di spessore. Uno degli argomenti da affrontare al più presto in consiglio è quello dell’elettività, che è una priorità, anche se non sarà la soluzione ai problemi. Una risposta alle difficoltà dell’ente potrebbe arrivare dal finanziamenti al decreto Enti locali: da Roma arrivano parole di fiducia, ma noi abbiamo imparato a non fidarci; per questo, chiedo ai miei colleghi in consiglio di far valere i loro contatti politici affinchè i finanziamenti arrivino presto e nella misura annunciata, altrimenti sarà la dissoluzione socio-economica della provincia».
Presente all’incontro anche la senatrice di Fare! Raffaela Bellot, che ha rilanciato la proposta tosiana del referendum per la macroregione triveneta; un’idea che non convince del tutto, mentre sull’altro referendum, quello dell’autonomia veneta in calendario per l’autunno, le posizioni sembrano più chiare: «Da autonomisti non possiamo ostacolare una simile richiesta, – commenta Bona – per cui sosterremo la campagna del “sì”, ma con una richiesta precisa di un trattamento speciale per la provincia di Belluno. Lo slogan potrebbe essere “Belluno come Bolzano nel Veneto autonomo”. Speriamo che a Roma capiscano il messaggio: autonomia non è spreco di risorse, ma è responsabilità di governare i cittadini rispondendo ai bisogni dei territori».
Dopo la presentazione dell’imponente attività del 2016 e l’approvazione del bilancio, è toccato ai presidenti delle quattro assemblee di vallata fare il quadro della situazione, anche in vista delle elezioni comunali in calendario per il prossimo 11 giugno. In particolare, le attenzioni del Bard si stanno concentrando in Agordino su Falcade; nel Feltrino su Feltre e Cesiomaggiore; in Valbelluna, la partita più importante si gioca nel capoluogo, mentre in Cadore gli occhi sono puntati su Pieve di Cadore. Nulla è comunque ancora stato deciso: si attende infatti l’ufficializzazione dei candidati per poter iniziare un confronto con loro e valutare se e in che modo partecipare alla competizione elettorale.

 

MINELLA BUZZO BONA

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DECRETO ENTI LOCALI: «SERVONO SUBITO CERTEZZE»

5 aprile 2017 By

«Raccogliamo con preoccupazione l’allarme lanciato dal deputato Federico D’Incà circa l’incertezza dell’ammontare del finanziamento al decreto Enti locali: questo governo sta facendo morire di inedia le autonomie locali, servono subito atti concreti»: la presidente del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Alessandra Buzzo, rilancia le preoccupazioni del parlamentare pentastellato e torna a bussare con forza alle porte romane.
«Lo avevamo detto già da tempo, quando i sindaci e la Presidente della Provincia si erano accontentati delle parole del sottosegretario Bressa sulla questione Veneto Strade; – spiega Buzzo – volevamo risposte certe, e ancora non ne abbiamo avute. In queste settimane sono usciti i numeri dei problemi di Palazzo Piloni: mancano 28 milioni di euro per il funzionamento dell’ente, servono 100 milioni di euro per mettere in sicurezza le scuole superiori del nostro territorio. Ma ancora non sappiamo se e quanti soldi arriveranno nelle casse delle province».
«Ci preoccupano anche le parole della Presidente Larese Filon, che avrebbe affermato di non aver avuto contatti nelle ultime settimane e di attendere il decreto: – continua la presidente Bard – attesa e fiducia non sono carte che si possono giocare a questo tavolo e in questa situazione. Bisogna battere i pugni e pretendere che vengano garantiti alle province almeno i finanziamenti assicurati solamente poche settimane fa».
«A Roma dovrebbero ricordarsi che sono nel mirino del Consiglio d’Europa, e i dati che hanno fornito ai rappresentanti sono molto discordi da quanto noi e gli altri esponenti bellunesi e regionali abbiamo illustrato ai membri in visita a Venezia. – conclude Buzzo – Le autonomie locali vanno tutelate e finanziate, così come gli impegni e le promesse vanno mantenuti. Finanzino subito e interamente il decreto Enti locali e la Provincia di Belluno; il nostro obbiettivo resta sempre e comunque la trattenuta sul territorio di tutto o buona parte del gettito fiscale. Non possiamo regalare ogni anno 800 milioni di euro allo Stato e vedere quotidianamente calpestata la nostra dignità di cittadini»

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VERTICE CON IL CONSIGLIO D’EUROPA: «ISTANZE FORTI E FONDATE»

23 marzo 2017 By

«Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa ha giudicato le nostre istanze forti e più che fondate, e le deduzioni ineccepibili»: così i rappresentanti del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti commentano gli esiti dell’incontro con i rappresentanti europei.
Buoni segnali lungo un percorso iniziato un anno e mezzo fa, come spiega Paola Paganin, che per prima contattò il Congresso: «Scrissi una mail per spiegare la situazione del nostro territorio; il 22 novembre 2015, con Claudia Soppelsa, presentammo un primo report sulla provincia; il documento è stato studiato, analizzato, ed il Congresso ha deciso di monitorare la situazione e, dopo il fallimento della riforma costituzionale, ci hanno contattato per fare nuovamente il quadro della situazione. E’ la prima volta che il Congresso si occupa della Provincia di Belluno: secondo noi, l’Italia non sta rispettando la Carta europea delle autonomie locali e anche loro vogliono vederci chiaro».
Ora la palla è in mano al Congresso, che si riunirà in seduta plenaria ad ottobre, e da lì potrebbero uscire novità importanti: «Non è un organismo dell’Unione Europea, ma è comunque un organismo internazionale con ruoli di mediazione e conciliazione, con un ruolo di “pressione” e sensibilizzazione politica. – spiega Claudia Soppelsa, consigliere dell’assemblea della vallata agordina del Bard e presentatrice del primo report – Dopo l’incontro di oggi, i membri stileranno un documento molto approfondito e completo da presentare in plenaria; se sarà approvato, sarà inviato al Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa che potrà attivare un tavolo di confronto e di contrattazione con il Governo. Il nostro obbiettivo, cioè quello di sensibilizzare su questa tematica le istituzioni anche fuori dal nostro territorio, è stato quindi raggiunto».
A colpire gli esponenti – un irlandese, un olandese e uno spagnolo -, soprattutto i numeri presentati dal sociologo e componente del consiglio federale Bard Diego Cason: «Il PIL annuale della provincia di Belluno è di 5,5 miliardi di euro all’anno, quello delle province autonome di Trento e Bolzano assieme è di circa 39 miliardi. Ma mentre loro godono di 4,6 miliardi di euro in media ciascuna (5,3 Bolzano; 3,9 Trento) per la gestione delle competenze, a Belluno ne restano, e solamente sulla carta, 60 milioni. Gli esponenti del Congresso non si capacitano di come siano state affidati compiti alla Provincia senza garantire le rispettive risorse».
C’è poi la questione democratica: «La legge Delrio è ancora in vigore, nonostante fosse una legge provvisoria in attesa del referendum costituzionale, dove questo Governo ha preso una vera bastonata. – continua Cason – E’ una legge che va in conflitto con le disposizioni regionali, come lo statuto e la legge 25; inoltre, la Carta europea delle autonomie locali, fatta propria anche dall’Italia, sottolinea come “consigli e assemblee siano elette a suffragio libero, segreto, paritario, diretto ed universale”, l’esatto contrario di quanto prevede la Delrio con questi enti di secondo grado».
Esempi e dati che hanno colpito i membri del Congresso: «Sui loro volti si poteva leggere l’incredulità. – commenta la presidenta Alessandra Buzzo – Più volte abbiamo dovuto ribadire loro i concetti e la situazione, non ci credevano. Ci hanno pure chiesto “avete provato con i referendum per il passaggio di confine verso Trento e Bolzano?”; quando gli abbiamo detto che ne sono stati fatti 15, vinti 7 e nessuno ha avuto ancora risposta sono rimasti sbalorditi».
La ricetta, per cominciare a lenire i problemi del Bellunesi, è ormai un mantra per il Bard: «Elezione diretta del presidente e dei consiglieri provinciali, – conclude Cason – e per la parte economica serve trattenere almeno il 30% delle risorse prodotte. Solo così si può cominciare a ricostruire un ente e un territorio ridotti in ginocchio».

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DEMOCRAZIA E AUTOGOVERNO, L’EUROPA “STUDIA” BELLUNO

21 marzo 2017 By

Il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa arriva in Italia e si prepara a studiare il “caso Belluno”: l’appuntamento è per giovedì 23 marzo a Venezia e al tavolo di confronto è stato chiamato anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
Il risultato di un lavoro iniziato nel 2015 dal movimento grazie all’invio al congresso di un esposto: titolo del documento, “Le politiche dello Stato italiano violano la Carta europea delle autonomie locali”.
L’incontro approfondirà la situazione bellunese: sotto la lente della delegazione – si legge nella lettera di invito – finiranno tra gli altri “le riforme e gli sviluppi relativi all’auto-governo locale e provinciale, in particolare sullo status specifico della provincia interamente montana di Belluno; le competenze degli enti locali e provinciali; la cooperazione e la distribuzione delle responsabilità tra la provincia di Belluno e la regione Veneto; la situazione finanziaria delle autorità locali e provinciali; le condizioni dei rappresentanti eletti locali e provinciali e la loro compensazione finanziaria”.
I delegati, un rappresentante olandese ed una spagnola, analizzeranno con il Bard, la Presidente della Provincia e i sindaci la situazione dell’autogoverno locale a Belluno, alle luce delle indicazioni della Carta Europea delle Autonomie Locali; al termine dell’incontro, verrà stilato un rapporto e una lista di “raccomandazioni sulla democrazia regionale e locale” che verrà sottoposta alla votazione del Congresso nella sessione di ottobre.
“È un evento e un’opportunità unica: – spiega la presidente Alessandra Buzzo, che sarà presente all’incontro – la questione bellunese arriva sotto la lente dell’Europa, finalmente potremo spiegare senza filtri qual è la situazione del nostro territorio, il quadro economico drammatico delle nostri istituzioni locali, il fallimento della riforma delle province, la problematica di un’area interamente montana, confinante con l’estero e stretta tra realtà confinanti autonome. Sarà l’occasione per sollecitare il ripristino dei finanziamenti agli enti locali, ma anche per chiedere che venga riconosciuta concretamente la specificità di quest’area montana; chiederemo il rispetto della Carta delle Autonomie Locali e della Costituzione italiana, con la cancellazione della legge Delrio e il ritorno all’elettività. In Europa, molte riforme sono state introdotte dagli stati membri sulla base delle raccomandazioni del Congresso, inidividuate ed approvate proprio dopo questi monitoraggi. Questa può e deve essere la svolta per la nostra provincia”.

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MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE: “DOVE SIETE STATI FINORA?”

18 marzo 2017 By

“Accogliamo finalmente con piacere le iniziative di mobilitazione delle province, alle quali parteciperemo con orgoglio, ma ci chiediamo: dove siete stati finora?”: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti commenta la settimana di iniziative che a livello nazionale e locale mirano a portare sotto i riflettori i problemi degli enti provinciali.
“Veneto Strade, la sicurezza delle scuole, ma anche la protezione civile, la cultura, il turismo, l’economia: sono infinite le problematiche che si sono abbattute sulla Provincia di Belluno. Noi abbiamo denunciato i rischi della riforma Delrio e dei tagli agli enti locali ben prima che il bubbone scoppiasse, ma il nostro allarme è caduto nel vuoto, tra il silenzio e le critiche di chi ci prendeva per oppositori e pessimisti. La Provincia di Belluno è e sarà sempre quella più in difficoltà, tra quelle a statuto ordinario: speriamo che questo scossone a livello nazionale serva a portare un giusto riconoscimento di dignità a questo territorio”, spiegano Alessandra Buzzo e Ivan Minella, rispettivamente presidente Bard e consigliere provinciale del gruppo Consiglieri e sindaci per l’autonomia.
“Ora tutti, dal partito di governo a quelli di opposizione, vogliono il ritorno dell’elettività diretta per l’ente provinciale; ora finalmente tutti si chiedono come far fronte alle competenze senza risorse e senza personale. – concludono Buzzo e Minella – Nessuno è profeta in patria, lo sappiamo; siamo felici che finalmente ci sia un’unità di intenti a Belluno, in Veneto e in tutta Italia, per ridare alle province il giusto ruolo e riconoscimento democratico ed economico, anche se resta l’amarezza di aver visto le proprie denunce cadere nel vuoto solo per posizioni politiche aprioristiche, perdendo così tempo ed opportunità”.

 

Democrazia e lkibertà

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