«PROVINCIA POLVERIERA? PARLA CHI LA HA PROVOCATA»

25 novembre 2017 By

Il Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti annuncia la sua partecipazione al convegno di lunedì, organizzato dal Partito Democratico locale, sulla “Provincia di Belluno – Polveriera pronta ad esplodere”.
«Vogliamo capire come farà a giustificarsi chi ha creato questa situazione di sfiducia e tensione. – commentano dal Bard – Siamo arrivati a questo punto per la politica centralista e contro le autonomie locali che questo governo ha portato avanti fin dal suo insediamento».
«La Legge Delrio, i tagli a Province e comuni, enti costretti a ridurre i servizi per la riduzione dei trasferimenti: sono queste le cause che rischiano di portare all’esplosione e alla disgregazione del nostro territorio. Siamo in una polveriera perchè si sono approvati provvedimenti che penalizzano i territori marginali, e a forza di “oppressione” o si soccombe o si reagisce», sottolineano dal Bard.
«Temiamo però che sia l’ennesima auto-incensazione di un partito che alla montagna non ha più nulla da dire e non ha mai avuto nulla da dare. – concludono dal movimento – Guardando la scaletta degli interventi, capiamo già il tenore della serata: attacchi ai comuni referendari, premi a chi fonde i comuni, sostegno alla protesta di chi non gode di fondi e non può fuggire da questa regione. Ricordiamo che i fondi di confine, oggi presieduti dall’onorevole De Menech, sono nati grazie ai referendum per il passaggio di regione; che il Bellunese è entrato nella discussione alla Camera grazie al referendum di Sappada. Vogliono forse rinnegare quanto fatto e i risultati ottenuti e arrivare così alla chiusura dei fondi di confine? Perchè a questo porterà un dibattito, o meglio un monologo, indirizzato su questi binari».
Infine, un’ultima annotazione sulla questione referendaria: «Val di Zoldo comune che “non può chiedere il passaggio ad altra regione”? Beh, -. commentano provocatoriamente dal Bard – nemmeno Colle Santa Lucia è comune di confine, ma si è potuto aggregare alla consultazione di Livinallongo del Col di Lana e Cortina d’Ampezzo. Vogliamo dargli uno sbocco in Friuli? Si faccia un referendum del Longaronese, per Longarone e Val di Zoldo! Vorremmo poi ricordare che tra poco più di un mese entreremo nel 2018: nel 2013 si svolsero nove consultazioni (7 a febbraio, 2 ad aprile), dal Feltrino all’Agordino. Visti i risultati di Sappada, ricordiamo che quelli falliti possono essere riproposti dopo cinque anni…».

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SAPPADA, SI’ AL PASSAGGIO IN FRIULI: «SODDISFATTI E DISPIACIUTI»

22 novembre 2017 By

«Finalmente Sappada ha avuto la risposta che attendeva da nove anni: siamo dispiaciuti per la perdita di un patrimonio culturale, naturale e turistico immenso, ma c’è la soddisfazione per aver finalmente visto riconosciuti i diritti e le richieste della popolazione»: questo il commento a caldo del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, a pochi minuti dal voto favorevole della Camera dei Deputati al passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia.
«È stato un dibattito povero e sconcertante: – commentano dal consiglio federale del BARD – d’improvviso, il nostro Parlamento si è accorto che esiste un problema della montagna, che esistono i comuni referendari e che questi da anni e anni attendono risposte. Dove è stata questa gente dal 2006 ad oggi? Lamon, Sovramonte, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Cortina, Taibon, Voltago, sono nomi riecheggiati nella Camera solo per essere usati come strumento di ostacolo. Per quattro ore alla Camera si è parlato dei problemi del Bellunese, della montagna, dei comuni referendari: abbiamo perso Sappada per incapacità politica, Sappada ora diventi il nostro pegno per un percorso di reale autonomia».
«La sensazione è che i pericoli in questo passaggio non siano finiti: – continuano dal BARD – tra i tanti “delusi” dell’esito, dalla Regione Veneto ai deputati contrari, non mancherà chi solleverà eccezioni di costituzionalità, rallentando ancora l’iter».
Infine, una stoccata ai bellunesi al governo: «Il sottosegretario Bressa, nel momento più importante per la nostra provincia, non era in aula, mentre il deputato De Menech, lasciato solo, ha preferito non partecipare al voto. – sottolineano dal movimento – Non è questa la responsabilità che questo territorio richiede, il Bellunese merita ben altro».
«Meritiamo, ad esempio, – concludono – che la richiesta di calendarizzazione in Conferenza dei Capigruppo della discussione della proposta di legge per il ripristino dell’elettività provinciale, richiesta presentata il 25 ottobre da Lorenzo Dellai, non venga respinta, come accaduto poche settimane fa. È giunto il tempo della responsabilità, per tutti».

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«BASTA OSTACOLI PER SAPPADA!»

3 novembre 2017 By

«Basta provare ad ostacolare il cammino di Sappada verso il Friuli Venezia Giulia! Ci sono stati nove anni per intervenire e non si è fatto, ora si pensi al futuro della montagna e non a intrappolare la democrazia»: a pochi giorni dal voto alla Camera, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti interviene contro i ripetuti attacchi al passaggio di regione del comune sappadino.
«Troviamo incredibile che la parte veneta del partito che ha governato il nostro Paese per metà di questi nove anni si trovi oggi, a pochi giorni dal voto, a chiedere l’aiuto della Regione Veneto e della Provincia di Belluno per fermare il passaggio. – commentano dal BARD – Non si poteva intervenire prima? Perchè cambiare idea dopo il proprio voto favorevole al Senato? Deve finire l’epoca in cui si tacitano le spinte autonomiste e democratiche con la creazione o il ripristino di fondi di confine. I sappadini hanno votato ed è giusto e doveroso che la Camera si esprima, piaccia o non piaccia il passaggio; non si può ostacolare la democrazia, tirando in ballo soggetti che già si sono espressi favorevolmente e il cui parere non è nemmeno vincolante. Sono contrari? Si assumano la responsabilità, votino no e si confrontino con il processo democratico».
«Si dice che a Sappada “il vento è cambiato”, ma non possono bastare qualche commento contrario o appena 200 firme su 1100 elettori per ribaltare un referendum che ha visto oltre il 70% dei sappadini chiedere il passaggio», commentano dal movimento.
«Basta con il centralismo che annulla le autonomie e le comunità. – concludono dal BARD – Venga rispettata almeno la dignità dei comuni referendari, si dia loro una risposta, positiva o negativa che sia: non è continuando a nascondere i problemi sotto il tappeto che si fa buona politica. Al PD veneto vogliamo poi ricordare che attendiamo ancora il rispetto dell’accordo sottoscritto da loro per il ripristino dell’elettività provinciale: il referendum per l’autonomia del 22 ottobre, sostenuto anche da loro, porterà nuove competenze alla Provincia, che devono essere gestite da un ente forte e rappresentativo. Si rispetti la democrazia, si cestini l’incostituzionale legge Delrio, si ripristinino risorse e elettività alla Provincia e si difendano i diritti dei cittadini, veneti, friulani, sappadini o lamonesi che siano».

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FUOCHI PER L’AUTONOMIA: 50 POSTAZIONI PER L’EDIZIONE 2017

13 ottobre 2017 By

Saranno 50 i “fuochi per l’autonomia” che saranno accesi nella sera di sabato 14 ottobre sui monti e nelle piazze bellunesi. Torna per la sesta edizione la manifestazione nata in occasione della grande mobilitazione in difesa della Provincia del 2012.
Dalle sponde del Piave ai municipi di Voltago e Falcade, dal rifugio Costapiana al Monte Garda, fino alle porte di Palazzo Piloni: anche quest’anno tutta la provincia sarà illuminata dai fuochi autonomisti. «Come negli anni precedenti, abbiamo già ricevuto adesioni anche dall’estero: Germania, Svizzera, anche Australia. Tutti bellunesi lontani da casa e che vogliono partecipare a questa battaglia, quest’anno con ancora più forza visto che le regole non consentono loro di poter votare dall’estero per il referendum provinciale», fanno sapere dal movimento.
Un’edizione dei fuochi, quella 2017, che assume un’importanza maggiore proprio in vista della consultazione del 22 ottobre: «Con i nostri fuochi, speriamo di poter riscaldare i cuori dei bellunesi verso il referendum per l’autonomia provinciale. – commentano dal Bard – È fondamentale che tutti vadano a votare, non avremo più un’occasione simile. Non è più tempo di discutere se potevamo fare di meglio o di peggio, se si è speso troppo, se è un quesito colorato di rosso, di verde o di grigio: ci stanno chiedendo se vogliamo realmente gestire noi questo territorio, senza intromissioni romane o veneziane. Dobbiamo rispondere, altrimenti nessuno ce lo chiederà più e il futuro per noi non riserverà nulla di positivo», concludono dal movimento.

Qui potete trovare tutte le foto dell’edizione 2017.

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«SINDACI E CONSIGLIERI SI MOBILITINO PER IL REFERENDUM»

11 ottobre 2017 By

«Sindaci e consiglieri comunali si mobilitino per informare i propri cittadini sul referendum provinciale del 22 ottobre»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti raccoglie e rilancia l’appello lanciato dal Presidente della Regione Veneto ai primi cittadini.
«Per portare più elettori possibili alle urne, serve informazione. – spiegano dal movimento – I comitati e i movimenti si stanno muovendo con spot, manifesti ed incontri, ma è necessario che anche i sindaci e i consiglieri comunali si facciano carico di tutto questo».
«Non si preoccupino, non stiamo chiedendo loro di fare campagna per il sì, ma solo di far conoscere a più bellunesi possibile l’esistenza del referendum e le modalità di svolgimento», continuano dal Bard.
Ecco quindi alcune proposte: «Innanzitutto, organizzare serate informative, ben pubblicizzate; poi, spedire ad ogni cittadino una lettera nella quale vengono spiegate i meccanismi di voto. A tutte le bacheche comunali e all’interno dei municipi andrebbero affissi manifesti informativi. Bisogna portare più gente possibile alle urne, – concludono dal movimento – e la responsabilità maggiore in questo sta in capo ai sindaci, promotori di questo referendum».

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