«DORFMANN IL NOSTRO CANDIDATO ALLE EUROPEE»

30 Aprile 2019 By

Sarà ancora Herbert Dorfmann il candidato di riferimento del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti alle prossime elezioni europee del 26 maggio.
L’annuncio questa mattina a Venezia, dove Dorfmann ha incassato anche l’appoggio a livello veneto del Partito dei Veneti, per il tramite del consigliere regionale Antonio Guadagnini.
«La partita dell’autonomia regionale e bellunese è scappata di mano ai partiti nazionali, ma nessuno vuole prendersi la responsabilità di dichiararne il fallimento o di forzare la mano. – ha spiegato Andrea Bona, vicepresidente del movimento, presente a Venezia con Marinella Piazza, referente del movimento per il Cadore – A Belluno serve un rappresentante forte, su cui fare affidamento, per il quale la parola “autonomia” non sia solo un vuoto slogan elettorale buono per tutte le stagioni: il Bard crede che questa persona possa essere solamente Herbert Dorfmann».
Prosegue quindi la collaborazione tra il movimento autonomista bellunese e l’esponente SVP, una collaborazione iniziata cinque anni fa e che ha portato Dorfmann ad essere il candidato più votato nel Bellunese nella tornata elettorale 2014, con oltre 6mila preferenze e 10mila voti di lista al SVP.
«In questi anni, – ha sottolineato ancora Bona – con Dorfmann abbiamo lavorato su molteplici fronti, dai Fondi dei Comuni di Confine alla questione mobilità e, su tutto, il sostegno all’agricoltura di montagna, con importanti interventi sulla Politica Agricola Comune».
«Dorfmann – ha concluso Bona – è l’unica voce che realmente può parlare di autonomia in Europa: il continuo scontro al governo tra Lega e Movimento 5 Stelle ha fatto incagliare il percorso autonomistico regionale e, di conseguenza, quello bellunese. Se, come pare, già dal prossimo anno le province torneranno all’elettività, serve un uomo rappresentativo in Europa che possa far dialogare la Provincia di Belluno con le realtà dell’arco alpino, il vero habitat del Bellunese, per programmi di collaborazione e sviluppo reali».
«Sono felice della riconferma della fiducia da parte del movimento Bard: – ha commentato Dorfmann – in questi anni a Bruxelles, mi sono speso per il territorio bellunese dolomitico in ogni aspetto. Sono per l’Europa delle regioni e dei popoli, per lo sviluppo della macroregione alpina, per il riconoscimento dell’autogoverno dei popoli: in questi cinque anni ho lavorato anche per il Bellunese e spero di poter continuare a farlo anche nella prossima legislatura».

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«AUTOSTRADA, TRENO, COMELICO,… RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TERRITORIO!»

20 Aprile 2019 By

«Riprendiamoci il nostro territorio! A Roma si decide di far morire il Comelico, a Venezia non si decide il futuro infrastrutturale della nostra provincia, mentre la questione autonomista veneta e bellunese viene rimpallata tra enti e ministeri perché non arrivi a una conclusione. Basta!»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti analizza con durezza le scelte che si stanno abbattendo sul territorio bellunese.
Cominciando dalla questione del collegamento Comelico-Pusteria: «Fanno bene i cittadini comeliani ad alzare finalmente la testa: saremo al loro fianco in tutte le manifestazioni e le iniziative che vorranno proporre. – annunciano dal movimento – Non è accettabile che una Regione e dei sindaci non vengano messi a conoscenza di vincoli che un ministero vuole mettere sul territorio: dove è finito il rispetto tra gli enti, se proprio non vogliamo farne una questione di “scortesia politica”? È chiaro che non possiamo continuare ad aspettare decisioni che arrivano da chi non sa cosa c’è sul territorio, qual è la situazione e quali sono le necessità e le esigenze dei cittadini. Parliamo di Roma, ma anche di Venezia: il percorso autonomista deve accelerare e portare a una sovrintendenza provinciale, che conosca la realtà in cui opera».
Il dibattito sul collegamento rientra in quello più vasto sulle infrastrutture: «Nessuno prende decisioni concrete per questo territorio, perché elettoralmente non contiamo nulla. La questione autostrada è tornata alla ribalta solo come materia di confronto elettorale, sul Treno delle Dolomiti non si è più pronunciato nessuno. – concludono dal BARD – Siamo solo terreno di dibattito e di scontro politico, non siamo realtà da amministrare e da far sviluppare: per questo è necessaria l’autonomia e una forte rappresentanza politica di un ente eletto democraticamente dai suoi cittadini. Dobbiamo poter governare il nostro territorio, decidere del nostro futuro: se continuerà a farlo qualcun altro, che sia Roma o Venezia, non ne usciremo vivi».

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CONGRESSO PATT A PERGINE, IL BARD FIRMA IL “PATTO PER LE AUTONOMIE”

24 Marzo 2019 By

Nel primo pomeriggio di oggi, a Pergine Valsugana, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ha sottoscritto, insieme agli altri partiti e movimenti autonomisti dell’arco alpino, il documento “Uniti per un’autonomia più forte, un patto che unisce Veneto, Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta e Slovenia. A firmare il documento, il vicepresidente del Bard, Andrea Bona, insieme al Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste, Giuliano Morelli, il Presidente dell’Union Valdôtaine, Erik Lavevaz, il Segretario regionale della Slovenska Skupnost – SSK/Unione Slovena, Igor Gabrovec, l’Obmann della Südtiroler Volkspartei – SVP, Philipp Achammer, il Segretario Politico del Partito Autonomista Trentino Tirolese – PATT, Simone Marchiori, e Antonio Guadagnini, per Siamo Veneto.
La firma del documento è arrivata al termine del congresso ordinario del PATT.

Il patto per le autonomie
Tra i punti salienti del documento sottoscritto, c’è “l’adesione ai valori autentici del federalismo e al principio di sussidiarietà quale modello di autogoverno responsabile per i territori e le comunità che vi abitano; l’obiettivo politico della tutela delle minoranze etnico-linguistiche; l´importanza di una rappresentanza politica autonomista autorevole; la preoccupazione per il clima di ignoranza, se non di ostilità, generato da una riduzione delle Autonomie a una dimensione meramente finanziaria; la volontà delle autonomie speciali di voler contribuire in maniera responsabile, per la quota di propria competenza, all’azione di risanamento finanziario nazionale;
il riconoscimento dell’eccezionale contributo offerto dalle Regioni a statuto ordinario dell’arco alpino al risanamento finanziario nazionale e della necessità di ridurre progressivamente la quota dei trasferimenti allo Stato per garantire uno standard omogeneo di servizi ai cittadini, che si adegui al livello più alto, tra Regioni e Province speciali e ordinarie”.
L’alleanza politica così sottoscritta ha gli obbiettivi di “rivendicare con convinzione le ragioni delle Autonomie in un contesto politico e in un clima d’opinione incline al centralismo; mettere in campo una rappresentanza politica e istituzionale in grado di operare su tutti i livelli (Parlamento Europeo, Parlamento Italiano, Conferenza Stato-Regioni, Macroregione Alpina, Enti Locali) per tutelare e valorizzare le ragioni e le potenzialità delle Autonomie e garantire il pieno rispetto degli accordi raggiunti e da raggiungere sul piano dei rapporti finanziari e delle competenze con lo Stato centrale; portare avanti ogni iniziativa utile per valorizzare la dimensione e la vocazione plurilingue dei rispettivi territori di confine, per promuovere l’Europa dei Popoli e le Euro-regioni; rinnovare il comune impegno a favore dei territori di montagna e delle comunità che li popolano, anche mediante iniziative parlamentari condivise; sostenere e favorire lo sviluppo a livello comunitario della Macroregione Alpina ed agire perché valorizzi le prerogative e le potenzialità delle comunità di montagna; operare in maniera coordinata nelle fasi fondamentali che riguardano l’elaborazione e l’approvazione di nuovi assetti nazionali e costituzionali e in particolare sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove forme di autonomia e federalismo nelle Regioni dove i cittadini ed i rappresentanti politici ne hanno fatto richiesta; condurre un’azione politica unitaria in tutte le iniziative che puntino alla rivendicazione di una maggiore autonomia delle Regioni o Province ordinarie e al completamento delle competenze statutarie delle Autonomie speciali già esistenti; rivendicare, nell’attività legislativa ordinaria e nei processi di definizione delle riforme, la dinamicità delle Autonomie”.
Inoltre, l’accordo prevede una stretta collaborazione e iniziative comuni tra le sezioni giovanili dei partiti e movimenti sottoscrittori; inoltre, è stato costituito un tavolo permanente per confrontarsi regolarmente sugli sviluppi del federalismo e delle Autonomie.

L’intervento
Prima della sottoscrizione del documento, il congresso del PATT ha ospitato un dibattito che ha coinvolto i diversi firmatari. Il discorso di Andrea Bona ha raccolto il sostegno e gli applausi delle centinaia di persone presenti: «Negli ultimi anni, la Provincia di Belluno ha subìto pesanti attacchi dal centralismo romano, tra tagli ai finanziamenti e la cancellazione della rappresentanza democratica con la legge Delrio. – ha ricordato – Per questo, siamo contenti di essere qui oggi, come testimonianza di una terra che, con forza e disciplina, è riuscita a sopravvivere a questa tempesta. Abbiamo bisogno di autonomia, e l’autonomia del Bellunese e del Veneto è stata sancita dal voto del referendum del 22 ottobre 2017: quelle consultazioni sono un principio costituente, per anni si sono inseguite normi e commi, ma la Costituzione si poggia e rispetta la volontà del popolo, che si è espresso con il referendum costituzionale del 2016 e con la doppia consultazione autonomista del 2017, e a questi risultati bisogna dare seguito».
In conclusione, un ringraziamento all’europarlamentare Herbert Dorfmann: «Se come movimento Bard siamo qui oggi, lo dobbiamo a lui e alla collaborazione che abbiamo iniziato cinque anni fa. Una collaborazione tra realtà alpine confinanti, che oggi amplia i suoi spazi grazie all’accordo sottoscritto con gli altri partiti e movimenti autonomisti».

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COLLEGAMENTO COMELICO-PUSTERIA: «UNICA SPERANZA CONTRO LO SPOPOLAMENTO»

20 Marzo 2019 By

Anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ribadisce il pieno sostegno al collegamento sciistico tra il Comelico e la Pusteria: «Oltre al messaggio politico di un territorio dolomitico unito, quell’infrastruttura è l’ultima speranza contro lo spopolamento di un’area che maggiormente tra quelle del nostro territorio soffre l’abbandono dei suoi residenti. Serve realizzarla, e siamo al fianco della popolazione in questa battaglia».
«Certamente le Dolomiti e l’ambiente sono beni da rispettare, ma non si può continuare con il “no” a priori: trattando alcune condizioni si può arrivare ad un “sì” ragionato e condiviso. Siamo sicuri che con il dialogo si può ottenere una soluzione rispettosa dell’ambiente e in grado di “dar da mangiare” agli operatori del territorio, e siamo pronti a fare da paciere in questo confronto: per questo, chiediamo alle associazioni ambientaliste un incontro per poter mettere sul tavolo le ragioni di tutti. – affermano dal movimento – Senza opere e senza reddito non si vive, parliamo di circa 40 milioni di euro di investimento, un terzo arriva da un privato; il settore turistico occupa migliaia di persone in quell’area, e centinaia di queste sono del Comelico. Veramente vogliamo far perdere loro il lavoro e farle fuggire dal territorio per le opinioni e le scelte di un ristretto gruppo di benpensanti e di burocrati? Le montagne sono belle se qualcuno le cura e le vive, altrimenti, come sosteneva Mario Rigoni Stern, “quando l’ultimo montanaro sarà sceso a valle le ortiche invaderanno anche piazza San Marco”, e noi non abbiamo intenzione di trasferirci nelle metropoli a vivere con il reddito di cittadinanza, vogliamo vivere e far vivere le nostre montagne e le nostre valli con il nostro impegno e il nostro lavoro».
Infine, un passaggio sulle Sovrintendenze, «realtà che dipendono da Roma, con tecnici e burocrati, che non conoscono le necessità e le specificità della montagna. – sottolineano dal Bard – Enti simili, che hanno la pesante responsabilità di decidere dello sviluppo dei territori, devono essere il più vicino possibile alle realtà di cui si occupano: autonomia è far decidere ai bellunesi dello sviluppo del Bellunese».

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PROVINCE, APERTURA DI MATTARELLA ALL’ELETTIVITA’: «SI E’ CAPITO IL RUOLO DI QUESTI ENTI»

12 Febbraio 2019 By

Un saluto che è un chiaro messaggio politico a sostegno delle province, del loro ruolo e dell’elettività dell’ente: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti legge il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Assemblea dell’Unione delle Province di Italia, riuniti oggi a Roma.
«Le parole del Presidente Mattarella sono quelle di un uomo di Stato e di democrazia, che ha capito il vero ruolo degli enti locali e del loro rapporto con il territorio. – commentano dal movimento – È ancora più importante leggere il riferimento e l’attenzione alle condizioni delle zone interne e montane; da bellunesi, sentiamo la perfetta aderenza delle considerazioni del Presidente alla nostra realtà, e il fatto che il ruolo delle province sia fondamentale anche nei pensieri della più alta carica dello Stato ci conforta».
Diversi i passaggi del saluto del Presidente che hanno attirato l’attenzione del direttivo BARD: “L’Italia di domani, cui guarda il tema prescelto per l’Assemblea, è l’orizzonte comune al quale tendere in una prospettiva di equilibrata distribuzione di competenze e responsabilità fra i livelli di governo, secondo i principi costituzionali di autonomia, sussidiarietà e buon andamento dell’amministrazione. – si legge nella nota del Quirinale – A fronte di obiettivi di semplificazione istituzionale, di revisione della spesa e di efficientamento amministrativo, che hanno motivato gli interventi di riordino degli anni passati, permane l’esigenza di presidiare adeguatamente funzioni di delicata e impegnativa rilevanza per la vita dei territori, dall’edilizia scolastica alla viabilità, che impattano direttamente su diritti primari delle persone, quali istruzione, mobilità, sicurezza. Recenti eventi calamitosi hanno, inoltre, ricordato l’importanza che, in un’ottica di coesione sociale e territoriale, la programmazione di area vasta consenta di ridurre le condizioni di ritardo e svantaggio di zone interne e montane, la cui qualità di vita è spesso strettamente correlata proprio allo stato della viabilità secondaria, dei trasporti e dell’ambiente”.
In evidenza anche il passaggio sul possibile ripristino dell’elettività: “Nel percorso di revisione organica dell’ordinamento delle province e città metropolitane – fra gli obiettivi del tavolo istituito di recente presso la Conferenza Stato-Città – potrà essere valutata la coerenza del quadro legislativo vigente, anche riguardo all’allocazione delle funzioni e delle risorse necessarie per il loro esercizio, nonché alla legittimazione degli organi elettivi”, continua la lettera; «Le parole del Presidente ricordano quanto noi ribadiamo a livello locale da anni. – concludono dal BARD – Competenze, risorse, elettività, legittimazione democratica: questi sono i perni sui quali si fonda la forza e la dignità di un ente locale e, di riflesso, del suo territorio. Speriamo che il messaggio del Presidente della Repubblica venga recepito dalle forze politiche e si metta finalmente fine all’agonia e alla vergogna alle quali le province italiane sono state condannate negli ultimi anni».
Un primo segnale è arrivato in questo senso è arrivato dal neo-eletto Presidente nazionale dell’UPI, Michele De Pascale, Presidente della Provincia di Ravenna: «Le Province devono essere considerate un’opportunità, e Governo e Regioni devono considerare queste istituzioni quali sede naturale per le funzioni amministrative. Certo però che al decentramento delle funzioni devono corrispondere le risorse. L’emergenza finanziaria è ancora la priorità: le risorse per assicurare i servizi, per garantire la sicurezza delle scuole, per la manutenzione dei 130 mila chilometri di rete viaria. È su questo che continueremo a chiedere risposte al Governo, questa è la nostra battaglia principale. Quanto poi alle questioni istituzionali è chiaro che la legge Delrio deve essere al più presto rivista profondamente, perché ormai non è più coerente. Dalla nostra esperienza possiamo dire che il sistema di elezione di secondo grado non funziona, perché produce sui territori un conflitto di interesse tra le funzioni di Sindaco e Presidente di Provincia. Per questo se Governo e Parlamento, proporranno il ritorno all’elezione diretta, avranno il nostro sostegno», le prime parole del nuovo presidente.

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