DORFMANN: “LA RIFORMA COSTITUZIONALE INDEBOLISCE LE AUTONOMIE”

20 aprile 2016 By

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“Forti dubbi” sulla riforma costituzionale: questo il giudizio dell’europarlamentare Herbert Dorfmann, ospite dell’assemblea annuale del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, sulle modifiche alla Costituzione recentemente approvate alla Camera dei Deputati.
Nel corso dell’incontro del movimento autonomista, infatti, è stata affrontata la questione della riforma costituzionale – giudicata negativamente anche dal Bard-, che cancella le province e rafforza il potere centrale: “Anche al Sud Tirolo non piace questa riforma: – ha commentato Dorfmann – è chiaro che questa è una riforma centralista, che aumenta le differenze tra l’ordinamento ordinario dello Stato ed il nostro, che diventa più difficilmente difendibile. Non siamo gelosi della nostra autonomia, lo abbiamo sempre detto: abbiamo uno spirito autonomista e federalista; più lo Stato lavora in maniera decentrata, più autonomia viene concessa alle regioni, meglio è, anche per noi”.
“Deve però essere chiaro: – ha continuato Dorfmann – un ordinamento autonomo ha bisogno di una presa di responsabilità a livello locale e purtroppo, sotto questo profilo, alcune regioni che godono di un ordinamento autonomo hanno fallito completamente, suscitando così la reazione centralista dello Stato”.
Sempre in tema di autonomia degli enti locali, non è mancato un accenno all’accordo elettorale sottoscritto dal Bard, Partito Democratico e Governo per il ritorno dell’elettività alla Provincia di Belluno, accordo che vede tra i firmatari lo stesso Dorfmann: “Io lavoro a Bruxelles e vedo da lontano quello che succede a Roma; – ha spiegato l’europarlamentare – bene fa il Bard a chiedere con insistenza il rispetto del patto”.

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ASSEMBLEA GENERALE: APPROVATI STATUTO E BILANCIO

19 aprile 2016 By

Carissimi Amiche e Amici autonomisti,

nel corso dell’assemblea di sabato a Pedavena abbiamo vissuto nuovi, importanti momenti per il nostro movimento e – crediamo – anche per il nostro territorio. Si è parlato di politica, dei rapporti con Venezia e Roma, ma anche con i vicini di Trento, Bolzano e del Friuli Venezia Giulia (qui trovate il comunicato stampa inviato ai quotidiani, radio e tv). Questo il “riassunto politico” fatto da Andrea Bona al termine dell’incontro.


Ma durante l’assemblea si è parlato anche e soprattutto di noi. Facciamo un breve riassunto per chi non avesse potuto essere presente:
– abbiamo discusso ed approvato il nuovo statuto del Bard. E’ rimasto invariato rispetto al documento che vi abbiamo inviato pochi giorni fa, tranne che per l’aggiunta, nella parte Assemblee di vallata, della possibilità di creare nuove sezioni di vallata (senza che queste influiscano o modifichino il numero dei consiglieri in consiglio federale);
– abbiamo approvato il rendiconto economico del 2015. Come sapete, abbiamo affrontato l’avventura delle elezioni regionali e tutto il percorso del ricorso ci ha impegnato notevolmente sotto il profilo delle finanze; grazie però al vostro sostegno e a quello di migliaia di bellunesi, siamo riusciti a far quadrare i conti.
– abbiamo approvato il bilancio di previsione per l’anno in corso cui una voce consistente è relativa all’esborso per il ricorso al TAR che è di oltre 13.500,00 euro.

Cliccando qui, potrete leggere le cifre esatte del bilancio 2015, di quello di previsione 2016 e anche qualche numero sull’attività di comunicazione, del blog e della pagina Facebook.

 

Questi gli aspetti “tecnici” dell’assemblea di sabato scorso a Pedavena. Numeri e burocrazia che pesano non poco sulla nostra attività quotidiana, impegnati come siamo a favore del territorio e delle nostre Comunità che meritano un totale impegno per la ricerca di ogni possibile soluzione per non morire.

Siamo felici di condividere questa battaglia con voi.

Continuate a seguirci con fiducia. C’è bisogno di tutti!

 

 

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500 giorni senza autonomia

29 maggio 2013 By

500 giorni, cifra tonda.  Con questa settimana sono 500 giorni che i Bellunesi aspettano inutilmente l’attuazione della “specificità” prevista all’articolo 15 dello Statuto che la Regione ha votato in seconda lettura l’11 gennaio 2012.   Da allora sono passati 500 giorni, due inverni, il tempo di due gravidanze, eppure la Giunta ed il Consiglio Regionale del Veneto, per la montagna, non hanno partorito neppure il classico topolino.

Non hanno trovato il tempo e la voglia, cioè la volontà politica, di dare attuazione concreta a quanto avevano scritto nello Statuto.  Eppure, intanto,  persino la riforma Monti che cancellava le provincie in tutta l’Italia ha riconosciuto la specificità montana di Belluno, sancita dalla storia e dalla geografia di questa terra.

Gli abitanti della provincia di Belluno sono persone pazienti e serie.

La pazienza l’abbiamo già dimostrata, aspettando per 500 giorni ed oltre.  Da persone serie, i montanari quando prendono un impegno lo mantengono.  Era quello che ci aspettavamo dal Presidente Zaia e soprattutto dal suo Assessore all’Economia e sviluppo montano, con una specifica delega alle “funzioni amministrative per la provincia di Belluno”, Marino Finozzi, ma non abbiamo visto nulla, a parte i tagli ed il continuo smantellamento di ogni servizio, dalla sanità alla scuola ai trasporti.

Questo non è serio.  Chi approva e scrive, addirittura in una norma di rango statutario,  promesse che poi non mantiene non è serio.  500 giorni, per l’attuazione dell’articolo 15 dello Statuto, potevano bastare.

La Regione Veneto sta perdendo ogni credibilità. Ma i Bellunesi stanno perdendo la loro pazienza.

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ANCHE LA REGIONE VENETO SI COSTITUISCE AL TAR NEL RICORSO DEL BARD PER OTTENERE IL VOTO IN PROVINCIA DI BELLUNO

12 giugno 2012 By

BELLUNO, 12 GIUGNO 2012

Domani Mercoledì 13 giugno, alle ore 9,30, si discuterà al T.A.R. del Veneto a Venezia, il ricorso che chiede il ritorno alle urne per la provincia di Belluno. “ (cfr. copia del ricorso allegata) per l’annullamento in parte qua, previa sospensiva e previa remissione degli atti alla Corte costituzionale della questione di legittimità costituzionale in appresso meglio dedotta, del Decreto del Ministro degli Interni 24 febbraio 2012 e del Decreto del Prefetto della Provincia di Belluno 05 marzo 2012 prot. n. 3597, laddove, rispettivamente, omettono di indire la consultazione per l’elezione diretta degli organi di governo della Provincia di Belluno e la convocazione dei relativi comizi elettorali (doc. nn. 2 e 3)  “

A nome del  Bard, Belluno Autonoma Regione Dolomiti,  desidero ringraziare il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per aver dato corso alla nostra richiesta di appoggio al ricorso, presentato al TAR del Veneto, che mira a ripristinare il diritto del popolo bellunese ad eleggere i propri rappresentanti nel Consiglio Provinciale ora commissariato sine die.

Faccio notare che il ricorso al TAR, con richiesta di sospensiva, da noi promosso è il primo in Italia  e che siamo l’unica realtà provinciale in cui semplici cittadini costituiti in movimento  si sono direttamente attivati con una simile azione ottenendo l’appoggio di quasi tutte le forze politiche ed ora anche l’importante partecipazione diretta della Regione Veneto che interverrà con propri avvocati.

La provincia di Belluno deve rimanere un Ente di primo livello amministrato con un Consiglio Provinciale e un Presidente eletti direttamente dai cittadini, questo anche in considerazione delle funzioni che ad essa saranno trasferite, come prevede il nuovo Statuto appena promulgato.
In occasione di un recente incontro con il BARD il Presidente Luca Zaia ha assicurato che l’articolo 15 dello Statuto troverà presto attuazione ed è intenzione della Regione Veneto chiedere il mantenimento della provincia di Belluno come Ente di primo livello.

“(cfr. di seguito l’articolo 15 del nuovo statuto del veneto appena promulgato) La Regione, ferma la salvaguardia delle esigenze di carattere unitario, conferisce con legge alla Provincia di Belluno, in considerazione della specificità del suo territorio transfrontaliero e interamente montano nonché abitato da significative minoranze linguistiche, forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in particolare in materia di politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, sostegno e promozione delle attività economiche, agricoltura e turismo. La Provincia di Belluno, d’intesa con le autonomie locali, in attuazione dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza e sulla base di appositi accordi, provvede a sua volta a conferire ai comuni o alle loro forme associative quelle funzioni amministrative che non richiedono l’esercizio unitario a livello provinciale.”

Certi della Vostra attenzione,
A nome del BARD

Silvano Martini

(Vicepresidente)

(allegati: ricorso per chiedere il ritorno alle urne per la provincia di Belluno)

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per il BARD tutti i referendum per cambiare provincia sono legittimi, giusti e necessari

7 giugno 2012 By

L’articolo del Corriere delle Alpi che spiega il nostro punto di vista sulle iniziative volte ad indire nuovi referendum per cambiare provincia.

Il Bard: «Legittimi tutti i referendum»

L’intervento del movimento autonomista sulle nuove ventilate iniziative per cambiare provincia

BELLUNO. «Il Bard è nato per dare una speranza di futuro alle comunità della provincia di Belluno». Nuovo intervento del movimento Belluno Autonoma Dolomiti Regione sulla questione dei referendum “secessionisti”: «La divisione e la discordia tra le comunità bellunesi produrrà la loro estinzione. E’ solo la cultura alpina che potrà permetterci di resistere alla concorrenza che la globalizzazione internazionale ci costringe ad affrontare. La cultura della pianura urbanizzata non è in grado di affrontare i problemi e i bisogni della montagna, non ne conosce la realtà, i caratteri, le risorse, le debolezze, i vincoli e le necessità».

Alcune comunità bellunesi hanno già proposto un referendum per aderire alla provincia di Trento (Lamon e Sovramonte), alla provincia di Bolzano (Cortina, Colle e Livinallongo), alla provincia di Udine (Sappada). «In tutti questi casi», dice il Bard, «i referendum hanno dato un esito chiaro, i cittadini hanno approvato il progetto di trasferimento ad altra amministrazione provinciale. La decisione, però, non ha prodotto l’esito voluto poiché la Regione Veneto non ha ancora espresso il proprio parere, necessario per procedere nell’iter di trasferimento.

Per questo il Bard ha proposto un referendum provinciale per verificare la volontà dei cittadini di trasferirsi come terza provincia autonoma nella regione Trentino-Alto Adige, proponendo una soluzione unitaria che impedisca ad alcune nostre comunità di divenire minoranza entro altre provincie. Il referendum è stato ingiustificatamente negato dalla Corte di Cassazione. Il ricorso al Capo dello Stato del giugno 2011, contro questa delibera illegittima, è fermo in Consiglio di Stato e non è ancora stato istruito».

Nel frattempo il governo nazionale con il decreto “Salva Italia” ha deciso di trasformare le Provincie in enti non elettivi. In questa fase di passaggio alcuni Comuni stanno decidendo di proporre referendum per trasferirsi in provincia di Trento, Bolzano e Udine.

« Il Bard ritiene che questi referendum, pur rappresentando un rischio per l’unità della provincia, siano legittimi, giusti e necessari. Sono una reazione dei montanari al degrado, all’abbandono, al sentimento di scoramento, all’assenza di speranza. Sono una rivendicazione di democrazia reale e le preoccupazioni e le difficoltà che essi sollevano, hanno una loro genuina essenza di rivendicazione di un ruolo, stabilito dalla Costituzione italiana e dalla legislazione vigente, d’iniziativa politica riconosciuta ai cittadini. Per questo motivo il Bard li sosterrà e farà tutto il possibile per favorirne lo svolgimento in un clima di dialogo e collaborazione, senza innescare conflitti, al fine di dare a queste iniziative il senso di una rivendicazione corale e condivisa di adeguati strumenti di buon governo locale per tutte le comunità della provincia di Belluno».

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