ALESSANDRA BUZZO NUOVO PRESIDENTE: “ORA IMPEGNO SUI REFERENDUM”

10 luglio 2016 By

Bona e Buzzo x sito

 

Alessandra Buzzo presidente e Andrea Bona alla carica di vice: questi i nomi scelti dal neonato consiglio federale di Belluno Autonoma Regione Dolomiti per guidare il movimento.
L’elezione di Alessandra Buzzo è arrivata al termine dell’assemblea generale straordinaria che ha portato anche al completamento del consiglio federale; sedici i nomi, rappresentanti delle quattro vallate, che siederanno nel nuovo organo: Ivan Minella, Andrea Bona, Gianni Slongo e Alfonso Liotta rappresenteranno il Feltrino; Silvano Merlin, Carlos Zanon, Jacopo De Pasquale e Diego Cason l’area Belluno/Longaronese/Alpago; per il Cadore/Zoldo, Marinella Piazza, Osvaldo De Lorenzo, Fortunato Panciera e Alessandra Buzzo; infine, in Agordino, Danilo Marmolada,Claudia Soppelsa, Silvano Savio e Giovanna Costa.
“Provo una grande emozione ed un grande orgoglio per questo incarico; – il primo commento di Buzzo – sono pronta a lavorare per il territorio e per i cittadini, le sfide che abbiamo davanti sono impegnative: attendiamo ancore il rispetto dell’accordo per l’elettività della Provincia, mentre ci impegneremo con attenzione sui due fronti dei referendum autunnali. Le nostre posizioni sono chiare: no al referendum sulla riforma costituzionale, che non dà garanzie a Belluno, e sì a quello dell’autonomia veneta, perchè da buoni autonomisti appoggiamo tutte le battaglie che vanno in questa direzione”.
E’ toccato poi al neo-vicepresidente Andrea Bona approfondire le ragioni di queste posizioni, consolidate dopo il confronto con le assemblee di vallata: “Con la nuova riforma costituzionale, non c’è alcun riferimento preciso a Belluno, siamo rinchiusi dentro a un generico concetto di “aree montane”; spiega Bona – ci hanno tolto quel poco che avevamo: se non sono in grado di riconoscerci quanto ci spetta, dobbiamo almeno mantenere quanto già c’è, e per questo diciamo no alla riforma”.
Per quanto riguarda il referendum veneto, “più autonomia hanno i territori rispetto allo Stato centrale e meglio è. – continua Bona – Ci deve essere un riflesso diretto tra chi governa il territorio, chi paga le tasse e chi vive quel territorio; per questo siamo per il sì alla consultazione sull’autonomia del Veneto”.
Un “sì”, questo, che dovrà però tenere conto anche degli impegni della Regione verso il Bellunese: “Su questo tema, chiederemo un incontro al Governatore Luca Zaia – conclude Buzzo – dal quale vogliamo avere rassicurazioni ed impegni precisi per la provincia di Belluno”.

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ASSEMBLEA GENERALE: APPROVATI STATUTO E BILANCIO

19 aprile 2016 By

Carissimi Amiche e Amici autonomisti,

nel corso dell’assemblea di sabato a Pedavena abbiamo vissuto nuovi, importanti momenti per il nostro movimento e – crediamo – anche per il nostro territorio. Si è parlato di politica, dei rapporti con Venezia e Roma, ma anche con i vicini di Trento, Bolzano e del Friuli Venezia Giulia (qui trovate il comunicato stampa inviato ai quotidiani, radio e tv). Questo il “riassunto politico” fatto da Andrea Bona al termine dell’incontro.


Ma durante l’assemblea si è parlato anche e soprattutto di noi. Facciamo un breve riassunto per chi non avesse potuto essere presente:
– abbiamo discusso ed approvato il nuovo statuto del Bard. E’ rimasto invariato rispetto al documento che vi abbiamo inviato pochi giorni fa, tranne che per l’aggiunta, nella parte Assemblee di vallata, della possibilità di creare nuove sezioni di vallata (senza che queste influiscano o modifichino il numero dei consiglieri in consiglio federale);
– abbiamo approvato il rendiconto economico del 2015. Come sapete, abbiamo affrontato l’avventura delle elezioni regionali e tutto il percorso del ricorso ci ha impegnato notevolmente sotto il profilo delle finanze; grazie però al vostro sostegno e a quello di migliaia di bellunesi, siamo riusciti a far quadrare i conti.
– abbiamo approvato il bilancio di previsione per l’anno in corso cui una voce consistente è relativa all’esborso per il ricorso al TAR che è di oltre 13.500,00 euro.

Cliccando qui, potrete leggere le cifre esatte del bilancio 2015, di quello di previsione 2016 e anche qualche numero sull’attività di comunicazione, del blog e della pagina Facebook.

 

Questi gli aspetti “tecnici” dell’assemblea di sabato scorso a Pedavena. Numeri e burocrazia che pesano non poco sulla nostra attività quotidiana, impegnati come siamo a favore del territorio e delle nostre Comunità che meritano un totale impegno per la ricerca di ogni possibile soluzione per non morire.

Siamo felici di condividere questa battaglia con voi.

Continuate a seguirci con fiducia. C’è bisogno di tutti!

 

 

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VECCHI OBBIETTIVI E NUOVE SFIDE: “IL BARD NON SI ARRENDE”

18 aprile 2016 By

L’accordo per l’elettività della Provincia, il referendum per l’autonomia del Veneto, le aperture arrivate dal Friuli Venezia Giulia: questi i temi caldi affrontati dall’assemblea del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sabato pomeriggio in Birreria Pedavena.

Sulla questione elettività, “la partita è ancora aperta, ma le speranze che l’accordo possa essere rispettato si stanno indebolendo”, ha spiegato il vicepresidente Danilo Marmolada, che ha sottolineato però l’importanza di aver messo nero su bianco questo impegno, sottoscritto dal partito di governo e da rappresentanti dello stesso.
“In un accordo tra gentiluomini – ha continuato Diego Cason -, se questo non viene rispettato, la colpa non può ricadere su chi ha fatto di tutto per onorarlo, ma su chi non mantiene la parola data”. Per Andrea Bona, “il Partito Democratico bellunese ha perso ogni diritto di parlare di autonomia in questa terra”.

E’ toccato poi allo stesso Bona illustrare la situazione politica: “A ovest, Trento e Bolzano hanno chiuso le porte, preoccupati a difendere la loro autonomia dalla politica centralista del Governo; a est, c’è stata l’apertura da parte della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, per il passaggio della Provincia di Belluno alla Regione autonoma. Non sappiamo se è una provocazione o una proposta reale, ma siamo pronti a vedere le carte”. Diego Cason ha portato esempi, numeri alla mano, del peso di Belluno in una Regione Dolomiti: “In Veneto siamo il 4% della popolazione, con due consiglieri regionali; in Friuli saremmo il 14,5% con 7 consiglieri, mentre in Trentino – Alto Adige rappresenteremmo il 16,5% degli abitanti con 9 consiglieri”. Poi, le questioni referendarie nazionali e regionali: “In autunno si voterà sulla riforma costituzionale. Una riforma che cancella le province, centralizzando il potere e le decisioni nelle regioni e soprattutto nello Stato; una riforma portata avanti da forze consevatrici e reazionarie che non ci piace per nulla. – ha spiegato Bona – Poi c’è la questione del referendum per l’autonomia del Veneto: qui si mette in gioco il rapporto tra Regioni e Stato, ma anche tra cittadini e Stato”.

Tra gli ospiti intervenuti, la senatrice Raffaela Bellot, il deputato Federico D’Incà, il rappresentante del comitato referendario sappadino Alessandro Mauro e il consigliere provinciale Fulvio Valt. Impossibile non affrontare il caso Sappada, con tutti i suoi risvolti locali e nazionali: Bellot ha ribadito il suo impegno nel chiedere la ricalendarizzazione di Sappada al Senato, mentre D’Incà ha annunciato la richiesta di portare i casi di Lamon e Sovramonte in discussione alla Camera. Valt, da parte sua, ha nuovamente condannato lo stop del consiglio provinciale bellunese, ricordando il suo ordine del giorno per sostenere il passaggio oltre confine di Sappada. Da Alessando Mauro l’attacco più deciso: “Il caso Sappada non tocca solo i sappadini, è il caso Belluno, è il caso montagna. Si è deciso di non decidere: vorrei chiedere a chi ha voluto questo quali sono i progetti concreti per la montagna bellunese. Sono felice di essere qui con altri cittadini impegnati in ogni modo a difendere il proprio territorio”.

In chiusura, l’europarlamentare Herbert Dorfmann: “La riforma costituzionale in atto non piace nemmeno a Bolzano; un territorio autonomista e federalista non può accogliere favorevolmente una riforma centralista”. E sull’accordo elettorale: “Il Partito Democratico sapeva cosa stava firmando, è ancora al governo e ha tutte le possibilità per far rispettare il patto; il Bard fa bene ad insistere con il Pd nel chiedere che mantenga la parola data”.

Nel corso dell’assemblea, il vicepresidente Danilo Marmolada ha ripercorso gli impegni principali affrontati a livello locale, regionale, nazionale ed europeo dal movimento; sono stati poi esaminati ed approvati il nuovo statuto, il rendiconto 2015 e il bilancio di previsione 2016.

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Lettera Aperta alle forze sociali, alle associazioni di categoria, a tutte le persone che hanno a cuore il futuro del territorio Bellunese-Dolomitico: date una mano al territorio della Provincia di Belluno-Dolomiti

22 giugno 2012 By

Potrebbe accadere domattina e il 95 % degli amministratori della provincia, nonché la quasi totalità dei rappresentanti politici bellunesi, fanno finta di niente.  Si tratta  dell’accorpamento a Treviso della nostra provincia, notizia sulla quale qualche commentatore radiofonico bellunese ha pure scherzato, dando il fatto per avvenuto.  Che dire:  siamo nelle mani di una genia di codardi che dell’ignavia hanno fatto mestiere.  Per non parlare dell’ amministrazione provinciale, controllata  da commissari che del nostro territorio,  a voler esser buoni, si potrebbe affermare che gliene importa poco assai.

Ora la situazione politica involve verso esiti che potrebbero essere per noi drammatici e ciò impone che ciascun cittadino bellunese assuma la responsabilità e che rifletta sulle conseguenze delle proprie azioni,  ma soprattutto sulla conseguenza del non agire, del volgere il capo altrove facendo finta di non accorgersi che il territorio Bellunese rischia di perdere la Provincia e con essa la possibilità di autogestione concessa proprio pochi mesi fa dal nuovo Statuto Veneto.

Ci sono nel bellunese risorse economiche enormi. Acqua, Energia, Ambiente. Sono miliardi di euro che fanno gola a molti. Osservate come si muovono i soggetti politici ed a quali interessi rispondono e capirete che la questione dell’autonomia non è folklore ma solidissima economia. Semplicemente vogliono mangiarsi la nostra terra in un boccone!

Noi del BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, ci battiamo con tutte le forze per  l’Autonomia di questo territorio e siamo sorpresi e amareggiati nel vedere con quanta irresponsabile indifferenza la classe dirigente e politica della provincia di Belluno sta accettando, come fatto compiuto, la soppressione dell’Ente col conseguente accorpamento alla Provincia di Treviso. Per non parlare del progressivo svuotamento del sistema dei servizi pubblici, in primis quelli sanitari, di cui fanno maggiormente le spese le zone periferiche della provincia e le Terre Alte.

Questa lettera aperta è un appello a tutte le persone che hanno a cuore il territorio Bellunese-Dolomitico, siano esse rappresentanti di associazioni di categoria, amministratori pubblici, che ricoprano ruoli dirigenziali in enti o istituzioni a siano, come noi siamo, semplici cittadini innamorati della propria terra.

La Provincia di Belluno Dolomiti è in pericolo di definitiva marginalizzazione e soffre uno smarrimento che trova origine da una concomitanza di fattori dei quali la crisi economica è il detonatore.

Un territorio che misura un quinto dell’intero Veneto come superfice ma è abitato da poco più di duecentomila persone, rischia di essere accorpato a Treviso a formare una sola provincia in cui il peso politico della montagna sarà insignificante.

Chiunque legga la storia del territorio Bellunese e la conosca nel dettaglio sa bene che il futuro del nostro territorio non può che stare in una quota sempre crescente di autosufficienza economica , perché da una regione in cui la montagna è solo periferia non può venire granché di buono mentre a prevalere saranno sempre e solo gli interessi delle zone rurali di pianura e delle aree metropolitane.

Alla pianura il nostro territorio interessa solo per le risorse, per le aree edificabili, per lo svago di un fine settimana, nulla più.

Se vogliamo continuare a vivere dignitosamente in montagna non possiamo consegnare il nostro destino  in mani distanti dal territorio quando il nostro vissuto ci conferma, ogni giorno di più, che gli abitanti della pianura hanno a cuore altro che non la qualità della vita di chi in montagna sta per dodici mesi l’anno.

Inutile ripercorrere una storia ben conosciuta e fatta di servizi pubblici che se ne vanno , costo della vita che aumenta, opportunità di lavoro che vengono a mancare.

Dice Enrico Borghi: ”essere liberi oggi significa poter dare ai propri figli la possibilità di esercitare il diritto di opzione. Scegliere cioè se rimanere nelle valli oppure andare altrove. Se non c’è sviluppo, se non c’è crescita, se non c’è pari opportunità, se non c’è economia, se non c’è reddito, il diritto di opzione è solo una bella parola, un sogno che si trasforma in delusione e che alimenta il rancore e l’esclusione…”

Noi assistiamo oggi al tentativo di accorpare la provincia di Belluno ad altro Ente, probabilmente Treviso, per raggiungere un dimensione in abitanti superiore al numero magico di trecentomila.  Questo in una Regione che ha recentemente approvato il nuovo statuto che stabilisce essere il la Provincia di Belluno destinataria del trasferimento di fondamentali competenze e risorse in ragione della sua specificità.

Come movimento Belluno Autonoma – Regione Dolomiti abbiamo ricorso al T.A.R. del Veneto, con istanza di legittimità alla Corte Costituzionale, contro la decisione del Ministero dell’Interno e del Prefetto di Belluno di non indire i comizi elettorali per il rinnovo degli organi di governo della Provincia di Belluno. 

Con quest’atto i sottoscrittori del ricorso hanno così esercitato il diritto di ogni cittadino a promuovere, sostituendosi di fatto alla stessa Provincia, una azione popolare per vedere riconosciuta l’utilità di ritornare ad un modello di piena partecipazione alla vita democratica della collettività provinciale bellunese.

I promotori del ricorso intendono così tutelare il diritto dei bellunesi alla piena legittimità democratica della loro Provincia, quale livello di governo tutelato dalla stessa Costituzione e riaffermare l’assoluta necessità di un Ente territoriale in grado di esercitare pienamente la particolare autonomia ora assegnata a Belluno dallo Statuto della Regione Veneto.

Nell’ambito dell’approvazione del cosiddetto Decreto Salva Italia si è infatti inferto, con “un’operazione surrettizia” come ha sostenuto Valerio Onida già Presidente della Corte Costituzionale sul Sole 24 ore del 22 gennaio 2012, un colpo irreversibile all’autonomia amministrativa, funzionale, organizzativa e finanziaria delle Province visto che il testo “non sopprime formalmente le Provincie, ma di fatto sostanzialmente le svuota delle loro natura costituzionale”.

Questo significa, nel particolare caso di Belluno, cancellare ogni prospettiva di un miglioramento della competitività economica e territoriale rispetto alle contermini Regioni autonome del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, condannando irreversibilmente la nostra Provincia ad un rapido declino economico e sociale.

 

Gli estensori del ricorso, il professore avvocato Gabriele Leondini, il dottore Daniele Trabucco e l’avvocato Giuliano Rizzardi, hanno delineato con stupefacente chiarezza la natura del problema giuridico posto con la riduzione, attuata per giunta con il sistema della decretazione d’urgenza, delle Province ad enti di secondo grado e la grave lesione che così si è prodotta al sistema delle autonomie garantito dalla nostra Costituzione e dalla Carta Europea delle Autonomie Locali.

Il Bellunese deve trovare dentro di se le forze per risollevarsi dalla crisi!  Possiede le risorse e ce la farà sicuramente se il meglio della società civile saprà accomunare lo sforzo per costruire, insieme e al di la delle ideologie un futuro di autogoverno per il popolo delle Dolomiti Bellunesi.

Per questo chiediamo a tutti, ma in modo pressante alle associazioni di categoria e agli amministratori e a quanti  presiedono le organizzazioni professionali di partecipare al ricorso con un congruo sostegno economico alle spese, effettuabile sul conto corrente:

Movimento BARD
Belluno Autonoma Regione Dolomiti
IBAN IT81Q085116124 000000 0025514
Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti
fil. di Ponte nelle Alpi, viale Dolomiti 21

Causale: RICORSO AL TAR

Non si può più far finta di nulla!

Ora chi è interessato al territorio, lo vive e lo ama, ha la possibilità di essere protagonista e difenderlo, un giorno potrà guardare negli occhi i suoi figli con la coscienza di aver fatto la sua parte per garantire a loro il diritto di opzione fondamentale che è la libertà.

 

Grazie!

Per il movimento BARD

Silvano Martini – vicepresidente

 

 

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