NUOVO GOVERNO IN VISTA: «RISPETTINO GLI IMPEGNI PER IL BELLUNESE»

15 maggio 2018 By

«I bellunesi dei partiti che stanno formando il nuovo governo inizino a lavorare per rispettare gli impegni presi per il nostro territorio»: durante queste ore che portano alla formazione del governo M5S-Lega, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti richiama i parlamentari bellunesi in maggioranza.
«Da una parte, c’è una Lega che non ha firmato il nostro appello in campagna elettorale, ritenendolo “superfluo” perchè già racchiuso nel suo programma; – ricordano dal Bard – dall’altra c’è un Movimento 5 Stelle che, durante la campagna per il referendum sull’autonomia provinciale, ha visto il suo deputato locale impegnato, anche economicamente, sul fronte del sì. Il nuovo governo, quindi, non potrà che sostenere le istanze autonomistiche di questi territori, anche con il supporto di chi, oggi all’opposizione o nella “non-maggioranza”, ha sottoscritto nero su bianco la nostra richiesta di impegno».
Le richieste sono quelle storiche: «L’obbiettivo finale è l’autonomia della Provincia di Belluno. – concludono dal movimento – I passi per arrivarci sono tanti: l’abrogazione della legge Delrio, l’attuazione dell’autonomia prevista dai referendum veneto e bellunese, il ripristino dei trasferimenti agli enti locali, una rappresentanza vera e diretta in Provincia e a Roma,… La campagna elettorale è finita, non si può più essere autonomisti solo a parole: ora che si è al governo, è loro dovere mantenere gli impegni».

Leggi di più...

LEGGI ELETTORALI VENETA E NAZIONALE: «POSTI CERTI PER IL BELLUNESE»

28 aprile 2018 By

In un periodo in cui tanto a Venezia quanto a Roma si discute di leggi elettorali, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti interviene nel dibattito chiedendo certezze per il territorio bellunese.
«È urgente una revisione della legge elettorale regionale: tutti i veneti, e noi del Bard in particolare, abbiamo ancora in mente i problemi, i disagi e i ricorsi che hanno seguito le ultime elezioni. – commentano dal direttivo del movimento – Serve una legge più chiara, ma soprattutto servono certezze per il Bellunese: vanno ripristinati i tre posti per i nostri consiglieri regionali, facciamo valere quella specificità messa nero su bianco dalla stessa Regione nel suo statuto. Un buon segnale arriva dal Comune capoluogo, che nel consiglio comunale di venerdì ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, promosso da Franco Roccon, un’altra “vittima” di questa legge, che va proprio in questo senso».
Altro tema è quello romano: «Questa volta ci è andata particolarmente bene, con sei parlamentari eletti. – sottolineano dal BARD – Ma non dimentichiamo che uno di questi seggi è stato aggiudicato per pochi voti a Belluno anziché a Venezia, mentre un altro, quello di Luca De Carlo, è stato assegnato, rimosso e riassegnato a seguito di ricorsi».
«È fondamentale quindi rivedere il Rosatellum e i suoi collegi: – concludono dal movimento – basta con le leggi che impediscono di fatto la presentazione di partiti territoriali. I collegi, almeno quello bellunese, devono essere tutti a livello provinciale: è inaccettabile avere collegi che vanno da Comelico Superiore a Chioggia! Infine, in nome della specificità riconosciuta anche dalla legge Delrio, legge che va al più presto abrogata, vanno riconosciuti dei seggi alle minoranze linguistiche bellunesi. Lo diciamo da sempre: dalla Provincia fino al Parlamento, a queste terre va garantita dignità e rappresentatività, e in questo momento di “rivoluzione” delle leggi elettorali è tempo di intervenire con decisione».

Leggi di più...

LAGO DEL CENTRO CADORE: «RISPETTO PER L’AMBIENTE E PER LE COMUNITA’»

26 aprile 2018 By

«Per quanto riguarda l’indispensabile svuotamento del lago di centro Cadore dai fanghi e ghiaia, noi stiamo con i sindaci. Le operazioni vengano fatte rispettando l’ambiente e le comunità»: anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti difende i diritti delle realtà rivierasche in vista dei lavori di pulizia del lago.
«Ai primi cittadini che si incontreranno domani in un confronto con Enel e  Provincia, chiediamo di pretendere il coinvolgimento anche di quei consorzi Irrigui che sfruttano l’acqua del lago di centro  Cadore non solo per l’irrigazione di campi e campagne, ma anche come “bancomat” per la produzione di energia elettrica. – sottolineano dal movimento – Riteniamo doveroso che tutti gli enti che usufruiscono di queste acque partecipino alle spese di sghiaiamento dei laghi, al plurale perché presto toccherà anche quelli di Auronzo e del Comelico. Queste operazioni dovranno essere effettuate nel pieno rispetto dell’ambiente, delle richieste e degli interessi delle comunità del territorio».
Infine, una proposta per il trasporto dei fanghi verso gli impianti di trattamento: «Perchè non utilizzare la rotaia, sfruttando la ferrovia che arriva fin sulle sponde del lago di centro Cadore? – concludono dal Bard – Siamo consapevoli che la burocrazia sarà un grande problema da risolvere, ma riteniamo che 70 anni di sfruttamento possano essere un buon motivo di accordo. Il prossimo obbiettivo, poi, sarà il 2029, con la scadenza della concessione e la restituzione al bacino della sua capacità di invaso iniziale»

Leggi di più...

Lettera aperta di Andrea Bona, vicepresidente Bard, per il tesseramento 2018

25 aprile 2018 By

Cari bellunesi, soci o simpatizzanti del Movimento autonomista BARD,

 

ho pensato di scrivere questa lettera aperta, dopo le elezioni nazionali, per provare a fare il punto e sollecitare la vostra opinione sul percorso da fare per continuare la strada verso l’autonomia della nostra terra alpina. Quello che si chiude è stato indubbiamente un periodo denso di avvenimenti, dal ogni punto di vista, ma credo che anche i prossimi mesi possano portare novità altrettanto o forse più importanti.

Nell’ottobre scorso, dopo cinque anni dall’indizione del referendum costituzionale per il passaggio della nostra Provincia alla Regione Trentino – Alto Adige, bloccato dalla corte di Cassazione, la nostra gente ha finalmente potuto esercitare il suo diritto di voto, anche se solo consultivo, sul tema dell’autonomia. Nel frattempo la Provincia ha subito tre anni di commissariamento ed è stata ridotta al rango di secondo grado, senza elezione diretta. Durante questo lungo tempo, in cui siamo stati privati del diritto democratico di eleggere i nostri rappresentanti, il nostro senso di appartenenza ad una Comunità poteva essersi disperso fino a spegnersi del tutto, ma così non è stato.

Il risultato del referendum del 22 ottobre, con il 66% dei residenti che si sono recati al voto, dimostra che esiste ancora un popolo in grado di riconoscersi in una Comunità e di chiedere la rinascita di un Ente in grado di rappresentare gli interessi delle nostre genti alpine. Nonostante questo straordinario risultato nessuna iniziativa concreta è stata ancora presa, sia dallo Stato che dalla Regione, per riconoscere autonomia e risorse alla nostra Provincia, umiliata e prostrata dall’applicazione della cosiddetta legge Delrio. Questo sciagurato provvedimento legislativo, nato per distruggere le province italiane e sopravvissuto alla bocciatura del referendum costituzionale del dicembre del 2016, è ora l’ostacolo fondamentale che impedisce anche l’ordinaria amministrazione di quanto resta del nostro Ente territoriale. L’obiettivo nell’immediato è dunque quello di ottenere la cancellazione, per quanto riguarda la Provincia di Belluno, di tutte quelle norme, contenute nella legge Delrio, che impediscono il normale funzionamento dell’amministrazione, ma questo non è evidentemente sufficiente.

Come ben sapete il referendum bellunese si è svolto nell’ambito di quello più generale sull’autonomia del Veneto che ha raggiunto, anche nella nostra provincia, il quorum del votanti. Nonostante a Roma sia stato aperto un tavolo di trattativa tra lo Stato e la Regione, non ci sono ancora notizie precise sui possibili e concreti risultati e, soprattutto, non vi è certezza sul livello di autonomia e risorse da riservare alla nostra Provincia. Come abbiamo già verificato, con la legge attuativa dello Statuto del Veneto, è molto difficile se non impossibile, per una regione ordinaria, trasferire competenze e risorse sufficienti per il governo di una Provincia alpina come la nostra. Tanto più che la Regione Veneto ha dimostrato, ormai da decenni, di non avere nessun progetto organico per lo sviluppo della Provincia di Belluno ed anche una conoscenza assai limitata della nostra realtà e delle opportunità che questa potrebbe offrire. Per questo motivo la nostra autonomia, che alla fine dovrà essere “speciale”, ossia di rango costituzionale, deve essere riconosciuta direttamente dallo Stato, con un provvedimento che regoli anche i nostri rapporti con la Regione Veneto. Sempre che questa consideri importante conservare il bellunese entro i propri confini.

L’anno che si chiude è però stato caratterizzato da un altro importante e traumatico avvenimento per la nostra Comunità, ossia dal trasferimento di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Il nostro Movimento ha sempre sostenuto i referendum costituzionali ritenendoli non solo un insostituibile strumento di democrazia, ma anche una leva fondamentale per scardinare un sistema che ci imprigiona in una spirale di spopolamento e abbandono inesorabile della montagna. Ma nonostante la necessità di rispettare la volontà democratica degli abitanti di Sappada e fare di tutto per migliorare la loro vita in montagna, è innegabile che si trattato di una grave perdita per la nostra Comunità. Quanto accaduto è il frutto della politica ottusamente reazionaria condotta dal Ministero degli Affari Regionali ed in particolare del sottosegretario Gianclaudio Bressa, che si è dimostrato assolutamente incapace di programmare un nuovo futuro per la nostra terra, limitandosi a congelare l’esistente ed a distribuire le risorse (Fondi di Confine) messe a disposizione da altri (Trento e Bolzano). Ma Sappada potrebbe diventare, se sappiamo conservare e incrementare le attuali relazioni con questa Comunità e con il Friuli, un elemento importante per la costruzione di un nuovo spazio alpino con esiti che potrebbero anche diventare, in un futuro molto prossimo, una grande opportunità.

Nei primi mesi dell’anno si sono svolte anche le elezioni per il parlamento nazionale. La nostra Provincia è stata ancora una volta gravemente penalizzata, rispetto ai vicini territori di Trento e Bolzano, dalla legge elettorale che non riconosce nessuna rappresentanza alle minoranze linguistiche presenti sul nostro territorio. Dobbiamo dire con chiarezza che i ladini dei comuni ex tirolesi, del Cadore, del Comelico e dell’Agordino meritano la stessa tutela e lo stesso riconoscimento costituzionale delle minoranze presenti nelle province di Trento e Bolzano, anche dal punto di vista della rappresentanza elettorale. Nonostante questa pessima legge, abbiamo eletto al parlamento un buon numero di bellunesi, rappresentanti di tutti gli schieramenti. Vedremo adesso se le forze che hanno vinto le elezioni saranno in grado di formare un governo e di condurre il nostro Paese verso una autentica e forte riforma federalista, l’unica in grado di garantirne lo sviluppo e la rinascita nel nuovo contesto europeo.

A questo proposito dobbiamo prendere esempio, per la nostra battaglia a favore dell’autonomia, anche dal risultato delle elezioni svoltesi in Catalogna dove il fronte “indipendentista”, che ha raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi, è sostenuto da tre partiti di differente orientamento politico, ma concordi di fronte all’obiettivo da raggiungere. Anche nel nostro caso sarebbe auspicabile un’unità di intenti, tra tutte le forze politiche, per arrivare rapidamente al riconoscimento della nostra autonomia, che non significa “indipendenza”, ma responsabilità; questo è però molto difficile se si antepongono, al proprio territorio, gli interessi di una sola parte.

Nonostante tutte le difficoltà e le incertezze dell’attuale fase politica e amministrativa, è però indubbio che il nostro Movimento ha contribuito a porre, con forza e determinazione, il tema dell’autonomia di Belluno nell’agenda italiana ed anche europea. D’altro canto non è possibile accettare, senza ribellarsi, il progressivo spopolamento e l’abbandono di una terra alpina tra le più belle al mondo ed ancora in grado di produrre, per la laboriosità dei suoi abitanti, il reddito sufficiente per governarsi con autonomia e responsabilità. Per questo motivo vi chiedo di iscrivervi o di rinnovare la vostra iscrizione al Movimento BARD.

Abbiamo bisogno dell’aiuto e del sostegno di tutti i bellunesi. Con un piccolo versamento mensile potete anche aiutarci nelle nostre iniziative!

Grazie a tutti voi e Sani!

Feltre, 25 aprile 2018.

Andrea Bona
Vicepresidente del Movimento BARD.

Leggi di più...

«ZONA FRANCA E TRENO PER CONTRASTARE LO SPOPOLAMENTO»

13 aprile 2018 By

«Bene che sia ripreso il confronto sulla proposta di una “zona franca” nelle Dolomiti: oltre alla Provincia di Trento, deve essere estesa anche a quella di Belluno, dove però serve anche un impegno di Governo e Regione sulle infrastrutture»: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sulla proposta, rilanciata dal consigliere provinciale trentino Claudio Civettini, dell’istituzione di Zone Economiche Speciali in provincia di Trento.
«Questa proposta deve valere anche per il territorio bellunese: – commentano dal Bard – lo spopolamento e l’abbandono, conseguenza dell’assenza di servizi e di politiche per la montagna, sono sempre più drammatici. Si istituisca quindi al più presto una Zona Economica Speciale, con forme agevolate di tassazione, estesa a tutta la Provincia di Belluno».
«Anche l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin ha rilanciato la proposta trentina, proponendola di estenderla a Belluno e Sondrio: siamo sicuri che farà valere queste ragioni con i suoi colleghi di partito in Parlamento, mentre noi garantiamo tutti i nostri sforzi per raccogliere l’appoggio degli altri bellunesi a Roma», sottolineano dal movimento, rilanciando: «È però necessario che si realizzino infrastrutture degne e funzionali per questo territorio. Attendiamo ancora dalla Regione Veneto una risposta alla sollecitazioni dell’assessore trentino Mauro Gilmozzi sulla firma della convenzione per la presentazione del progetto della tratta ferroviaria Feltre-Primolano, un collegamento fondamentale e non alternativo alla più discussa Calalzo-Cortina. Poco contano le dichiarazioni dell’onorevole Roger De Menech, il cui partito è all’opposizione in Regione: chiediamo un segnale da parte dei veri responsabili della politica regionale, all’assessore Elisa De Berti e al Presidente Luca Zaia».
«Oltre a questo, – concludono dal Bard – il prossimo Governo dovrà anche pensare allo sbocco ferroviario a Nord: una linea ferroviaria predisposta per il traffico merci che si congiunga da Calalzo, con il tracciato più breve e con meno pendenza, alla rete ferroviaria austriaca. Inoltre, è fondamentale risolvere le emergenze della viabilità ordinaria, con una serie di interventi che portino la rete stradale bellunese al livello degli standard minimi europei. Siamo una delle aree economicamente più attive del Paese e non abbiano nemmeno gli strumenti minimi per vivere e lavorare dignitosamente».

Leggi di più...