PROVINCE, LA SICILIA TORNA ALL’ELETTIVITA’: «UNA BATTAGLIA NAZIONALE»

14 agosto 2017 By

La decisione dell’assemblea regionale siciliana di reintrodurre l’elezione diretta per i presidenti del “liberi consorzi” (le ex Province in Sicilia), del sindaco metropolitano e dei consiglieri degli enti raccoglie il plauso del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
«Si torna alla democrazia; – commentano dal consiglio federale – è fondamentale che i territori possano eleggere i propri rappresentanti, il loro destino non può essere deciso da accordi di partito e spartizioni da manuale Cencelli. Il ritorno all’elettività degli enti provinciali è già una battaglia nazionale, che deve vedere in campo tutte le forze politiche».
«In Italia continua a restare in vigore la legge Delrio, palesemente incostituzionale; la vittoria del “no” al referendum del 4 dicembre la ha ulteriormente indebolita, ed è ora che la sua abolizione e il ripristino delle elezioni dirette diventino una priorità», continuano dal Bard.
«La decisione dell’assemblea siciliana, per bocca dell’assessore regionale all’agricoltura in quota PD, sarà “inevitabilmente impugnata” dal governo nazionale. – concludono dal movimento – Segno che la tanto sbandierata attenzione alla democrazia e agli enti locali forse non è così solida: non si può continuare con questa politica fatta di centralismo, tagli e inefficienze. È tempo che si riconoscano gli errori fatti, si ammettano colpe e responsabilità e si ripristinino la democrazia e la rappresentatività che definiscono la dignità di un popolo e di un territorio».

 

image1

 

 

Leggi di più...

Referendum sull’autonomia: «Arrivati a questo punto per colpa del Governo»

20 luglio 2017 By

«De Menech smetta di addossare tutte le responsabilità sulla Regione e riconosca le gravi colpe del suo governo»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti risponde così alle considerazioni dell’ex segretario regionale del Partito Democratico sul referendum provinciale per l’autonomia.
«Si può lavorare e fare ancora molto sull’attuazione della legge 25, – affermano dal movimento – ma è indubbio che la situazione di gravissima crisi che l’ente Provincia sta attraversando va addossata alle politiche degli ultimi anni di governo».
Lungo, per il Bard, l’elenco delle colpe dei governi Letta-Renzi-Gentiloni: «Partiamo dal taglio dei trasferimenti statali; – spiegano dal consiglio federale – praticamente azzerati, così come azzerata è stata la democrazia, con la legge Delrio, palesemente incostituzionale e purtuttavia oggi ancora in vigore. Non dimentichiamoci le promesse fatte sul finanziamento al decreto enti locali e sui soldi per Veneto Strade, finora rimaste insoddisfatte. Chiudiamo con un tasto dolente, per il nostro movimento e i bellunesi tutti: sono passati oltre due anni dalla firma dell’accordo per il ripristino dell’elettività della Provincia di Belluno, e i rappresentanti bellunesi in maggioranza non hanno fatto nulla per portare in discussione l’argomento».
«Siamo arrivati a questo punto per colpa delle politiche conservatrici e centraliste di questo governo; è ora di voltare pagina, di chiudere un tristissimo capitolo nella storia italiana che ha visto gli enti locali trasformarsi in semplici uffici burocratici, senza capacità economiche e dignità politica», affermano dal Bard, concludendo: «Vorremmo infine ricordare all’ex segretario regionale PD che il referendum provinciale sull’autonomia è stato votato all’unanimità da 44 sindaci di ogni estrazione politica: se De Menech e il suo partito vogliono mettere il cappello su un’iniziativa autonomistica per questa provincia, è il caso che cambino bersaglio e tirino fuori dal cassetto nel quale è stato dimenticato l’accordo dell’aprile 2015».

Leggi di più...

«Basta rinvii, Sappada ha diritto a una risposta»

8 luglio 2017 By

“Sappada ha diritto a una risposta, il Senato deve rispondere a quei cittadini che attendono da anni”: questo l’appello del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti in vista del voto di martedì pomeriggio sul passaggio del comune sappadino al Friuli Venezia Giulia.
“Da troppi anni i sappadini sono oggetto di prese in giro da parte di Roma. – sottolineano dal movimento – È giunta l’ora di rispondere alle richieste di questo territorio”.
“L’unica salvezza per Sappada e per i comuni referendari può arrivare solo da una risposta affermativa da Roma alle loro istanze; – continuano dal Bard – dovrebbe ormai essere chiaro che dai rappresentanti bellunesi del Partito Democratico non possono arrivare aiuti. È necessario un segnale, un voto che condanni l’autoritarismo centralista di questo Governo”.
“L’appello – concludono dal movimento – è chiaramente ai senatori bellunesi, che sostengano come fatto finora la battaglia sappadina, ma anche a quei senatori pd stufi di questa scelta e visione politica che uccide rapidamente le autonomie locali e le comunità”.

Leggi di più...

«AUTONOMIA DEL VENETO? SÌ CONDIZIONATO»

5 maggio 2017 By

Belluno come Bolzano, provincia autonoma in una regione autonoma: questa la condizione che il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti pone per sostenere il referendum autonomista veneto.
«Appoggiamo ogni richiesta di autonomia, ma il referendum del 22 ottobre deve assicurare garanzie anche per il Bellunese. In una battaglia così importante, non è possibile che a Belluno non vengano riconosciute specifiche forme di autonomia», commentano dal consiglio federale del movimento.
La rincorsa verso un simile obbiettivo non può oerò essere fatta in solitaria, così dal Bard arriva l’appello alle forze sociali ed economiche bellunesi: «Chiediamo tutti insieme al Presidente Zaia, al quale va comunque riconosciuto il coraggio di aver indetto la consultazione in questo clima di “ostilità” verso le autonomie locali, di garantire fin d’ora autonomia, competenze e risorse al nostro territorio, in caso di vittoria alle urne; questa non è una battaglia partitica, qui si gioca il nostro destino e il ruolo del Bellunese in un Veneto che dalla vittoria uscirebbe completamente rinnovato».
Non mancano poi le critiche all’ex segretario regionale del Partito Democratico, Roger De Menech: «Lui attacca la Regione Veneto accusandola di non riconoscere le differenze del territorio, ma il suo governo in questi anni ha praticamente azzerato i trasferimenti alle Province, costringendole addirittura a ricorrere alla giustizia per veder garantito il loro diritto ad avere almeno i fondi necessari per la gestione ordinaria. Inoltre, porta anche la sua firma l’accordo, siglato a Roma il 14 aprile 2015 e non ancora onorato, che prevede il ritorno alla elettività per la Provincia di Belluno».
«Prima di chiedere la “doppia scheda” per l’autonomia bellunese, – concludono dal Bard – bisognerebbe rispettare gli accordi e gli enti locali. I bellunesi hanno già indicato la loro voglia di autonomia, bocciando il referendum del 4 dicembre che avrebbe cancellato le province e annullato ogni possibile, giustificata e necessaria rivendicazione autonomista. De Menech e il Partito Democratico pensino piuttosto ad abrogare la legge Delrio, una legge temporanea, ma ancora in vigore nonostante il fallimento della riforma costituzionale, e a ripristinare i trasferimenti statali in modo da garantire i servizi. Se vogliono riempire di fatti la specificità delle “aree montane”, permettano alle tre province interamente montane di trattenersi almeno il 70% del gettito fiscale, altrimenti continueremo a parlare di una scatola bella, ma vuota».

Leggi di più...

ASSEMBLEA BARD 2017: “VIA LA DELRIO, POI RISORSE E ELETTIVITA’”

9 aprile 2017 By

La legge Delrio, le risorse per gli enti locali, l’elettività della Provincia e le prossime elezioni comunali: questi i temi principali affrontati durante la quinta assemblea generale del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che si è tenuta sabato pomeriggio in Birreria Pedavena.
«Siamo sempre presenti quando si tratta di difendere il territorio»: con queste parole, la presidente Alessandra Buzzo ha aperto i lavori, che sono proseguiti nel segno di queste parole.
«Il popolo bellunese ed italiano ha mandato un messaggio forte e chiaro a questo Governo, con la bocciatura del referendum costituzionale; – ha spiegato il vicepresidente Andrea Bona – nonostante questo, a Roma non c’è ancora nessuna volontà di cancellare quel disastro che è la legge Delrio. Bisognava immediatamente ripristinare l’elettività della Provincia: sono anni che non andiamo a votare e questo ha avuto effetti devastanti sul nostro territorio. Abbiamo fatto passi indietro per l’autonomia degli enti locali, mentre a noi servono risorse proprie e capacità di amministrarle».
Contro la legge Delrio, i cui effetti sta sperimentando direttamente da qualche mese, anche il consigliere provinciale Ivan Minella: «I sindaci e i consiglieri comunali, delegati a rappresentare il territorio nell’ente Provincia, sono frenati dal loro ruolo e non sono totalmente liberi nell’affrontare alcuni temi di spessore. Uno degli argomenti da affrontare al più presto in consiglio è quello dell’elettività, che è una priorità, anche se non sarà la soluzione ai problemi. Una risposta alle difficoltà dell’ente potrebbe arrivare dal finanziamenti al decreto Enti locali: da Roma arrivano parole di fiducia, ma noi abbiamo imparato a non fidarci; per questo, chiedo ai miei colleghi in consiglio di far valere i loro contatti politici affinchè i finanziamenti arrivino presto e nella misura annunciata, altrimenti sarà la dissoluzione socio-economica della provincia».
Presente all’incontro anche la senatrice di Fare! Raffaela Bellot, che ha rilanciato la proposta tosiana del referendum per la macroregione triveneta; un’idea che non convince del tutto, mentre sull’altro referendum, quello dell’autonomia veneta in calendario per l’autunno, le posizioni sembrano più chiare: «Da autonomisti non possiamo ostacolare una simile richiesta, – commenta Bona – per cui sosterremo la campagna del “sì”, ma con una richiesta precisa di un trattamento speciale per la provincia di Belluno. Lo slogan potrebbe essere “Belluno come Bolzano nel Veneto autonomo”. Speriamo che a Roma capiscano il messaggio: autonomia non è spreco di risorse, ma è responsabilità di governare i cittadini rispondendo ai bisogni dei territori».
Dopo la presentazione dell’imponente attività del 2016 e l’approvazione del bilancio, è toccato ai presidenti delle quattro assemblee di vallata fare il quadro della situazione, anche in vista delle elezioni comunali in calendario per il prossimo 11 giugno. In particolare, le attenzioni del Bard si stanno concentrando in Agordino su Falcade; nel Feltrino su Feltre e Cesiomaggiore; in Valbelluna, la partita più importante si gioca nel capoluogo, mentre in Cadore gli occhi sono puntati su Pieve di Cadore. Nulla è comunque ancora stato deciso: si attende infatti l’ufficializzazione dei candidati per poter iniziare un confronto con loro e valutare se e in che modo partecipare alla competizione elettorale.

 

MINELLA BUZZO BONA

Leggi di più...