LEGGE PER IL “RIPRISTINO” DELLE PROVINCE: «SUBITO ELETTIVITA’ E AUTONOMIA»

8 agosto 2018 By

«La proposta di legge presentata al Senato dalla Lega per il ritorno all’elettività delle province è un segnale importante; finalmente si è capito che quanto stiamo denunciando da anni, dai tempi del commissariamento della Provincia di Belluno prima e della riforma Delrio poi, è un problema reale: i territori hanno bisogno di una forte rappresentanza politica. Si vada avanti con questa legge subito, per votare già nel 2019 per una provincia che goda anche di propria autonomia»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti raccoglie con piacere la notizia della proposta di ripristino delle province, che vede tra i firmatari anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
«Ci sarà da capire di più da questa proposta: – continuano dal movimento – bene il ritorno all’elezione diretta e al ripristino dell’indennità per il Presidente; riteniamo sia fondamentale anche un riconoscimento per l’intera giunta, che ha un ruolo operativo, propositivo e politico che comporta responsabilità nei confronti del territorio».
«C’è da fare in fretta, – concludono dal Bard – bisogna recuperare anni di danni dovuti al commissariamento e alle “province dei sindaci”. In tutto questo, non va dimenticato il risultato del referendum del 22 ottobre: se realmente entro l’anno il Veneto chiuderà la partita autonomistica a Roma, bisogna che si apra al più presto il confronto sull’autonomia della Provincia di Belluno. Alla nuova Provincia vanno date autonomia, competenze e risorse, gestite da un ente che finalmente torna ad essere rappresentativo dei cittadini».

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CONFINI DELLA MARMOLADA: «TAGLIATI FUORI. CON L’AUTONOMIA NON SAREBBE SUCCESSO»

6 luglio 2018 By

Sulla vicenda della ridefinizione dei confini tra Trento e Belluno sulla Marmolada, interviene anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti: «Questa è stata una partita giocata tra due parti, ma al tavolo mancava il protagonista principale, la Provincia di Belluno. Tutto questo non sarebbe successo con una vera autonomia dell’ente».
«Oltre alla mancata o scarsa comunicazione al comune di Rocca Pietore e alla Regione Veneto, infatti, – sottolineano dal movimento – in questo dibattito è stata tagliata fuori la Provincia: tutto si è giocato, e ancora si gioca sui tavoli legali, tra Regione Veneto e Provincia di Trento, e Belluno in tutto questo non è stata minimamente coinvolta».
«Quanto accaduto – concludono dal movimento – è il segnale che per fermare il crollo della montagna, la continua perdita demografica e sociale, serve un’autonomia che consenta di mettere in pratica reali politiche per la montagna e per il territorio. Serve anche il ritorno a una provincia elettiva, che possa ridare dignità istituzionale, nuova credibilità e nuova forza all’ente; sullo sfondo di tutto, resta poi il nostro obbiettivo, la Regione Dolomiti, nella quale i confini interni non saranno più oggetto di una guerra tra poveri».

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AUTONOMIA “CALDA” A PONTIDA, «ZAIA NON SI DIMENTICHI BELLUNO»

2 luglio 2018 By

«Bene che l’autonomia delle Regioni sia stato uno dei temi toccati dal palco di Pontida, ma la Lega e il Presidente Zaia non si dimentichino che in questa partita c’è anche la Provincia di Belluno»: all’indomani del raduno leghista, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti torna a mettere sotto i riflettori la questione autonomista bellunese.
«Il Presidente della Regione e il Ministro agli Affari Regionali concordano: il percorso per l’autonomia del Veneto sarà veloce ed efficace. – sottolineano dal movimento – Zaia non dimentichi, però, che tra quegli oltre 2 milioni di veneti che hanno votato “sì” lo scorso 22 ottobre ci sono decine di migliaia di bellunesi che hanno fatto altrettanto anche per l’autonomia della loro Provincia. Se il processo autonomista veneto va avanti, altrettanto deve fare quello bellunese».
Chiare le indicazioni al Governatore veneto: «Oltre a tutte le risorse e le competenze possibili, – rimarcano dal BARD – c’è da affrontare la questione fiscale: se il Veneto vuole, e pare possa, trattenere i 9/10 dei tributi raccolti, allora a Belluno deve essere garantito un trasferimento almeno pari al residuo fiscale evidenziato dallo studio della CGIA di Mestre. In aggiunta, si dovrebbe chiedere anche la riscossione diretta dei tributi. Autonomia è responsabilità: i bellunesi, col voto del 22 ottobre, hanno scelto di prendersela, ora sta agli altri rispettare e far rispettare questa volontà».

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AUTONOMIA VENETA E BELLUNESE: «ORA LA PROVINCIA ACCELERI»

16 giugno 2018 By

«Visto l’annuncio del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è tempo che la Provincia di Belluno acceleri con decisione e attivi il percorso per ottenere le risorse e le competenze che le spettano, anche in rispetto all’esito referendario dello scorso 22 ottobre»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sprona Palazzo Piloni e i rappresentanti politici bellunesi, all’indomani delle dichiarazioni del presidente Zaia che mercoledì 20 consegnerà al Ministro per le autonomie il dossier veneto sulle materie da trasferire dallo Stato alla Regione.
«L’affinità politica tra Ministero e Regione Veneto sta accelerando il percorso autonomia regionale – sottolineano dal movimento – e noi non possiamo restare indietro, non ci meritiamo di stare fuori dai giochi visto anche il risultato del referendum del 22 ottobre, che ha visto raggiungere nel Bellunese un quorum difficilmente preventivabile alla vigilia del voto e che ha rinforzato il risultato della consultazione regionale».
«Il Presidente della Provincia e tutti i rappresentanti bellunesi, da Belluno a Venezia a Roma, portino la Regione al tavolo e si inizi subito a discutere di cosa e quanto deve essere trasferito dalla laguna alle Dolomiti. – concludono dal Bard – L’iter dell’autonomia veneta potrebbe chiudersi già entro fine anno, e qua si assiste passivamente alle trattative: è il tempo della sveglia, “il crollo della montagna” ha bisogno di autonomia per essere rallentato prima e stoppato poi, e chi oggi occupa ruoli istituzionali deve assumersi la responsabilità di portare, o non portare, a casa il risultato».

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“IL CROLLO DELLA MONTAGNA”, SERATE SULL’ANALISI DEI DATI DELLA CGIA

13 giugno 2018 By

Prenderà il via venerdì sera da Canale d’Agordo il ciclo di incontri “Il crollo della montagna”, organizzato del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, sull’analisi del report socio-economico commissionato dalla Provincia di Belluno ed elaborato dalla CGIA di Mestre; ad illustrare il documento sarà il sociologo e fondatore del movimento, Diego Cason.
«Durante queste serate, cercheremo di illustrare ai bellunesi qual è il quadro demografico, sociale ed economico della nostra provincia. – spiegano dal consiglio direttivo – I dati della CGIA parlano chiaro: siamo un territorio in grave sofferenza, ma che ha le potenzialità per risollevarsi».
«Saranno analizzate le questioni legate alle infrastrutture, ai diversi settori economici, allo spopolamento; – aggiungono dal Bard – tutti fattori legati anche alla morfologia e alla storia del nostro territorio, certo, ma non vanno sottovalutate o dimenticate le colpe della politica: mai si è fatta una politica di sviluppo per la montagna, da sempre considerata territorio marginale e improduttivo. I numeri della CGIA dicono però altro, ed è giusto che i bellunesi lo sappiano. A questo territorio serve un’autonomia reale, che ci permetta di sostenere l’economia e “raddrizzare” le situazioni problematiche: i numeri ci sono, basta poterli gestire con il cervello da montanari, e non da veneziani o romani».
Quattro gli appuntamenti in programma, tutti al venerdì con inizio alle 20.30: il primo, come anticipato, venerdì 15 giugno a Canale d’Agordo, nella sala Ex Cavallino del Museo Albino Luciani. Toccherà poi a Feltre, venerdì 22 in Sala Ocri, a Pieve di Cadore, venerdì 29 in Sala Coletti a Tai, e chiusura a Belluno, venerdì 6 luglio in Sala Bianchi.

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