FUOCHI PER L’AUTONOMIA, 49 POSTAZIONI. LUNEDI’ IN PROVINCIA A SOSTENERE I SINDACI

19 Ottobre 2018 By

Saranno 49 i “fuochi per l’autonomia” che saranno accesi nella sera di domani, sabato 20 ottobre, sui monti e nelle piazze bellunesi. Torna per la settima edizione la manifestazione, organizzata dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, nata in occasione della grande mobilitazione in difesa della Provincia del 2012.
Viene quindi praticamente eguagliato il risultato dello scorso anno, a cui si aggiungeranno i tanti fuochi “non ufficiali” che i bellunesi, tra le Dolomiti e in ogni parte del mondo, accenderanno: «Anche quest’anno, infatti, – sottolineano dal movimento – abbiamo già ricevuto adesioni dei nostri conterranei anche dall’estero. Chiunque può partecipare, basta accendere anche una semplice candela fuori dalla finestra di casa». Non mancheranno poi i “tradizionali” fuochi accesi dagli aderenti al movimento e da semplici cittadini, dal Piave al Monte Garda, da Zorzoi di Sovramonte a Falcade, dall’Alpago al Comelico: «Confidiamo che anche i sindaci partecipino a questa iniziativa. Nei giorni scorsi, abbiamo inviato loro una lettera per spiegare le nostre motivazioni e per chiedere di accendere una fiammella davanti ai loro municipi; speriamo di poter contare su di loro», aggiungono dal BARD.
Quella di quest’anno sarà un’edizione dedicata a ricordare il primo anniversario del referendum provinciale per l’autonomia e a sensibilizzare il mondo civile e politico sulla questione.
Proprio per questo, il movimento sarà presente anche lunedì pomeriggio fuori da Palazzo Piloni, in occasione dell’assemblea dei sindaci che ha come tema proprio lo stato dell’arte sul referendum autonomistico provinciale: «Saremo lì per sostenere i nostri sindaci e per ricordare loro la volontà dei bellunesi. – spiegano dal BARD – Ad ognuno di loro, offriremo la coccarda blu, con il simbolo della nostra provincia, che abbiamo realizzato proprio lo scorso anno, in occasione della consultazione provinciale».
«Crediamo – concludono dal movimento – che iniziative pacifiche e di sostegno come queste possano smuovere le acque nella trattativa tra Stato, Regione e Provincia di Belluno sul tema autonomia; ad oggi, molto si è detto e scritto sulla futura autonomia regionale, ma il discorso provinciale è rimasto molto indietro. È necessario che tanto a Roma quanto a Venezia l’autonomia bellunese entri nell’agenda politica».

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TRE BELLUNESI NEL CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI: «CONGRATULAZIONI, ORA AL LAVORO PER L’AUTONOMIA»

18 Ottobre 2018 By

Domenico Belfi, Mario De Bon, Roberto Padrin: questi, in rigoroso ordine alfabetico, i rappresentanti bellunesi entrati pochi giorni fa nel Consiglio delle Autonomie Locali.
«Congratulazioni a loro e in bocca al lupo per l’importante ruolo che occuperanno per la nostra provincia. – commentano dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti – In quella sede, dove viene data voce agli enti locali nel loro rapporto con la Regione, si dovranno battere per portare avanti provvedimenti che riconoscano e concretizzino l’autonomia della Provincia di Belluno».
«Qualcosa si è mosso a Roma per l’autonomia del Veneto, e vedremo se e come sarà rispettata la data del 22 ottobre per il passaggio dell’intesa in Consiglio dei Ministri e entro l’anno in Parlamento. – continuano dal BARD – Ma, e lo dimostrano gli Stati generali della montagna convocati ieri a Roma, per il Bellunese è stato fatto poco o nulla, sia a livello nazionale che regionale».
«Confidiamo che la Provincia sieda al più presto al tavolo delle trattative nazionali, e che i nostri rappresentanti al CAL difendano le istanze dei bellunesi, rimarcate dal successo del referendum provinciale del 22 ottobre scorso. – concludono dal movimento – Invitiamo poi tutti loro, così come abbiamo già fatto in via formale con tutti i sindaci della provincia, ad aderire ai “fuochi dell’autonomia” in programma sabato sera. Serve il sostegno di tutti per mantenere viva la fiamma dell’autonomia bellunese».

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«INCENTIVI E BASTA TAGLI, COSI’ SI SALVA LA SANITA’»

18 Settembre 2018 By

Anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti entra nel dibattito sullo scenario sanitario bellunese: «Servono incentivi e contratti integrativi per convincere i professionisti a venire in montagna a lavorare, sul modello di Bolzano, ma questo non è sufficiente, come dimostra la stessa provincia altoatesina. I tagli dei trasferimenti statali agli enti locali hanno comportato difficoltà nella gestione e pianificazione dei servizi, e così non si può andare avanti».
Per i vertici del movimento, «un medico viene a lavorare in montagna certo attratto da uno stipendio adeguato e incentivante, ma servono anche strutture all’altezza, macchinari moderni, prospettive. Senza soldi, nulla di questo si può fare: serve un’autonomia che consenta alle realtà locali di pianificare e investire anche in sanità. A forza di stringere la cinghia per volere di Roma, stiamo facendo le nozze con i fichi secchi. La soluzione non è quella di chiudere gli ospedali, come propone qualcuno, ma al contrario di investire e renderli “attrattivi” per i professionisti».
Diversi quindi gli aspetti su cui intervenire: «Serve innanzitutto il ripristino dei trasferimenti statali agli enti locali almeno ai livelli pre-crisi; con l’autonomia dei territorio, servirà un piano di interventi, investimenti ed incentivi. Bisognerà ragionare anche con il mondo universitario sulle specializzazioni e sui corsi a numero chiuso. – concludono dal Bard – Dalla Regione servirà poi un piano socio-sanitario che riconosca le difficoltà e le problematiche della gestione sanitaria in montagna, assicurando adeguate coperture finanziarie».

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«AVANTI CON L’AUTONOMIA. NIENTE FRENATE O RETROMARCE»

15 Settembre 2018 By

«Nella battaglia per l’autonomia del Veneto, che deve portare necessariamente benefici e risultati alla Provincia di Belluno, noi stiamo con il Presidente Zaia. Non è più il tempo delle frenate o delle retromarce, né da parte del Governo né di chi fino a pochi mesi fa guidava questo Paese»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti torna a chiedere azioni per la concretizzazione dell’autonomia regionale e provinciale, quando manca poco più di un mese al primo anniversario dei referendum.
«Il sottosegretario Bressa si deve rassegnare: la Costituzione prevede la possibilità di delegare fino a tutte le 23 materie e la trattativa Veneto-Stato, se ci sarà, dovrà essere su tutte, senza per questo portare questa Regione al pari di regioni e province a statuto speciale. – sottolineano dal Bard – Già, le province: anche quelle sono ancora in Costituzione, nonostante il fallito tentativo del Partito Democratico di eliminarle…»
«Anche le retromarce del Movimento 5 Stelle non sono accettabili. – proseguono dal movimento – In Veneto e a Belluno i loro rappresentanti si sono spesi per i referendum autonomisti, ed a livello nazionale hanno siglato un contratto con un partito che non ha certo fatto mistero di voler chiudere questa partita in breve tempo»
Dal BARD tornano a mettere al centro dell’attenzione anche il “pieno ripristino” della Provincia di Belluno: «Se veramente per il primo anniversario dei referendum arriverà l’accordo tra Regione e Governo, allora è necessario accelerare per capire come cambierà il ruolo della Provincia. – sottolineano – Bisogna portare a casa competenze e risorse, sul modello di quanto già accade a Sondrio e potrebbe accadere a Verbania, se passasse il referendum per il cambio di regione del prossimo 21 ottobre. Non dimentichiamo, poi, la questione elettività, vero snodo per poter governare con decisione un territorio: da tempo giace in Senato una proposta della Lega per il ripristino del voto popolare; lo stesso Ministro dell’Interno ha sottolineato il ruolo delle province, soprattutto nelle aree periferiche, e i suoi candidati alle ultime elezioni politiche nel Bellunese hanno ribadito l’intenzione di abrogare la legge Delrio. Ora li attendiamo alla prova dei fatti».

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LEGGE PER IL “RIPRISTINO” DELLE PROVINCE: «SUBITO ELETTIVITA’ E AUTONOMIA»

8 Agosto 2018 By

«La proposta di legge presentata al Senato dalla Lega per il ritorno all’elettività delle province è un segnale importante; finalmente si è capito che quanto stiamo denunciando da anni, dai tempi del commissariamento della Provincia di Belluno prima e della riforma Delrio poi, è un problema reale: i territori hanno bisogno di una forte rappresentanza politica. Si vada avanti con questa legge subito, per votare già nel 2019 per una provincia che goda anche di propria autonomia»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti raccoglie con piacere la notizia della proposta di ripristino delle province, che vede tra i firmatari anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
«Ci sarà da capire di più da questa proposta: – continuano dal movimento – bene il ritorno all’elezione diretta e al ripristino dell’indennità per il Presidente; riteniamo sia fondamentale anche un riconoscimento per l’intera giunta, che ha un ruolo operativo, propositivo e politico che comporta responsabilità nei confronti del territorio».
«C’è da fare in fretta, – concludono dal Bard – bisogna recuperare anni di danni dovuti al commissariamento e alle “province dei sindaci”. In tutto questo, non va dimenticato il risultato del referendum del 22 ottobre: se realmente entro l’anno il Veneto chiuderà la partita autonomistica a Roma, bisogna che si apra al più presto il confronto sull’autonomia della Provincia di Belluno. Alla nuova Provincia vanno date autonomia, competenze e risorse, gestite da un ente che finalmente torna ad essere rappresentativo dei cittadini».

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