«AVANTI CON L’AUTONOMIA. NIENTE FRENATE O RETROMARCE»

15 Set 2018 By

«Nella battaglia per l’autonomia del Veneto, che deve portare necessariamente benefici e risultati alla Provincia di Belluno, noi stiamo con il Presidente Zaia. Non è più il tempo delle frenate o delle retromarce, né da parte del Governo né di chi fino a pochi mesi fa guidava questo Paese»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti torna a chiedere azioni per la concretizzazione dell’autonomia regionale e provinciale, quando manca poco più di un mese al primo anniversario dei referendum.
«Il sottosegretario Bressa si deve rassegnare: la Costituzione prevede la possibilità di delegare fino a tutte le 23 materie e la trattativa Veneto-Stato, se ci sarà, dovrà essere su tutte, senza per questo portare questa Regione al pari di regioni e province a statuto speciale. – sottolineano dal Bard – Già, le province: anche quelle sono ancora in Costituzione, nonostante il fallito tentativo del Partito Democratico di eliminarle…»
«Anche le retromarce del Movimento 5 Stelle non sono accettabili. – proseguono dal movimento – In Veneto e a Belluno i loro rappresentanti si sono spesi per i referendum autonomisti, ed a livello nazionale hanno siglato un contratto con un partito che non ha certo fatto mistero di voler chiudere questa partita in breve tempo»
Dal BARD tornano a mettere al centro dell’attenzione anche il “pieno ripristino” della Provincia di Belluno: «Se veramente per il primo anniversario dei referendum arriverà l’accordo tra Regione e Governo, allora è necessario accelerare per capire come cambierà il ruolo della Provincia. – sottolineano – Bisogna portare a casa competenze e risorse, sul modello di quanto già accade a Sondrio e potrebbe accadere a Verbania, se passasse il referendum per il cambio di regione del prossimo 21 ottobre. Non dimentichiamo, poi, la questione elettività, vero snodo per poter governare con decisione un territorio: da tempo giace in Senato una proposta della Lega per il ripristino del voto popolare; lo stesso Ministro dell’Interno ha sottolineato il ruolo delle province, soprattutto nelle aree periferiche, e i suoi candidati alle ultime elezioni politiche nel Bellunese hanno ribadito l’intenzione di abrogare la legge Delrio. Ora li attendiamo alla prova dei fatti».

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LEGGE PER IL “RIPRISTINO” DELLE PROVINCE: «SUBITO ELETTIVITA’ E AUTONOMIA»

8 Ago 2018 By

«La proposta di legge presentata al Senato dalla Lega per il ritorno all’elettività delle province è un segnale importante; finalmente si è capito che quanto stiamo denunciando da anni, dai tempi del commissariamento della Provincia di Belluno prima e della riforma Delrio poi, è un problema reale: i territori hanno bisogno di una forte rappresentanza politica. Si vada avanti con questa legge subito, per votare già nel 2019 per una provincia che goda anche di propria autonomia»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti raccoglie con piacere la notizia della proposta di ripristino delle province, che vede tra i firmatari anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
«Ci sarà da capire di più da questa proposta: – continuano dal movimento – bene il ritorno all’elezione diretta e al ripristino dell’indennità per il Presidente; riteniamo sia fondamentale anche un riconoscimento per l’intera giunta, che ha un ruolo operativo, propositivo e politico che comporta responsabilità nei confronti del territorio».
«C’è da fare in fretta, – concludono dal Bard – bisogna recuperare anni di danni dovuti al commissariamento e alle “province dei sindaci”. In tutto questo, non va dimenticato il risultato del referendum del 22 ottobre: se realmente entro l’anno il Veneto chiuderà la partita autonomistica a Roma, bisogna che si apra al più presto il confronto sull’autonomia della Provincia di Belluno. Alla nuova Provincia vanno date autonomia, competenze e risorse, gestite da un ente che finalmente torna ad essere rappresentativo dei cittadini».

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CONFINI DELLA MARMOLADA: «TAGLIATI FUORI. CON L’AUTONOMIA NON SAREBBE SUCCESSO»

6 Lug 2018 By

Sulla vicenda della ridefinizione dei confini tra Trento e Belluno sulla Marmolada, interviene anche il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti: «Questa è stata una partita giocata tra due parti, ma al tavolo mancava il protagonista principale, la Provincia di Belluno. Tutto questo non sarebbe successo con una vera autonomia dell’ente».
«Oltre alla mancata o scarsa comunicazione al comune di Rocca Pietore e alla Regione Veneto, infatti, – sottolineano dal movimento – in questo dibattito è stata tagliata fuori la Provincia: tutto si è giocato, e ancora si gioca sui tavoli legali, tra Regione Veneto e Provincia di Trento, e Belluno in tutto questo non è stata minimamente coinvolta».
«Quanto accaduto – concludono dal movimento – è il segnale che per fermare il crollo della montagna, la continua perdita demografica e sociale, serve un’autonomia che consenta di mettere in pratica reali politiche per la montagna e per il territorio. Serve anche il ritorno a una provincia elettiva, che possa ridare dignità istituzionale, nuova credibilità e nuova forza all’ente; sullo sfondo di tutto, resta poi il nostro obbiettivo, la Regione Dolomiti, nella quale i confini interni non saranno più oggetto di una guerra tra poveri».

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AUTONOMIA “CALDA” A PONTIDA, «ZAIA NON SI DIMENTICHI BELLUNO»

2 Lug 2018 By

«Bene che l’autonomia delle Regioni sia stato uno dei temi toccati dal palco di Pontida, ma la Lega e il Presidente Zaia non si dimentichino che in questa partita c’è anche la Provincia di Belluno»: all’indomani del raduno leghista, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti torna a mettere sotto i riflettori la questione autonomista bellunese.
«Il Presidente della Regione e il Ministro agli Affari Regionali concordano: il percorso per l’autonomia del Veneto sarà veloce ed efficace. – sottolineano dal movimento – Zaia non dimentichi, però, che tra quegli oltre 2 milioni di veneti che hanno votato “sì” lo scorso 22 ottobre ci sono decine di migliaia di bellunesi che hanno fatto altrettanto anche per l’autonomia della loro Provincia. Se il processo autonomista veneto va avanti, altrettanto deve fare quello bellunese».
Chiare le indicazioni al Governatore veneto: «Oltre a tutte le risorse e le competenze possibili, – rimarcano dal BARD – c’è da affrontare la questione fiscale: se il Veneto vuole, e pare possa, trattenere i 9/10 dei tributi raccolti, allora a Belluno deve essere garantito un trasferimento almeno pari al residuo fiscale evidenziato dallo studio della CGIA di Mestre. In aggiunta, si dovrebbe chiedere anche la riscossione diretta dei tributi. Autonomia è responsabilità: i bellunesi, col voto del 22 ottobre, hanno scelto di prendersela, ora sta agli altri rispettare e far rispettare questa volontà».

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AUTONOMIA VENETA E BELLUNESE: «ORA LA PROVINCIA ACCELERI»

16 Giu 2018 By

«Visto l’annuncio del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è tempo che la Provincia di Belluno acceleri con decisione e attivi il percorso per ottenere le risorse e le competenze che le spettano, anche in rispetto all’esito referendario dello scorso 22 ottobre»: il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sprona Palazzo Piloni e i rappresentanti politici bellunesi, all’indomani delle dichiarazioni del presidente Zaia che mercoledì 20 consegnerà al Ministro per le autonomie il dossier veneto sulle materie da trasferire dallo Stato alla Regione.
«L’affinità politica tra Ministero e Regione Veneto sta accelerando il percorso autonomia regionale – sottolineano dal movimento – e noi non possiamo restare indietro, non ci meritiamo di stare fuori dai giochi visto anche il risultato del referendum del 22 ottobre, che ha visto raggiungere nel Bellunese un quorum difficilmente preventivabile alla vigilia del voto e che ha rinforzato il risultato della consultazione regionale».
«Il Presidente della Provincia e tutti i rappresentanti bellunesi, da Belluno a Venezia a Roma, portino la Regione al tavolo e si inizi subito a discutere di cosa e quanto deve essere trasferito dalla laguna alle Dolomiti. – concludono dal Bard – L’iter dell’autonomia veneta potrebbe chiudersi già entro fine anno, e qua si assiste passivamente alle trattative: è il tempo della sveglia, “il crollo della montagna” ha bisogno di autonomia per essere rallentato prima e stoppato poi, e chi oggi occupa ruoli istituzionali deve assumersi la responsabilità di portare, o non portare, a casa il risultato».

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