HERBERT DORFMANN DI NUOVO CON NOI

17 gennaio 2016 By

Care amiche, cari amici,
con il nuovo anno non vogliamo perdere le buone abitudini e, chiuso un 2015 molto importante e impegnativo per il nostro Movimento, partiamo nel 2016 con appuntamenti importanti per noi e per tutto il nostro territorio.
In attesa della sentenza del nostro ricorso a sostegno di Alessandra Buzzo, per le elezioni regionali, in calendario a metà di febbraio, stiamo organizzando importanti appuntamenti per tenere accesi i riflettori sulle nostre realtà.

Questa settimana saremo presenti, a fianco del nostro europarlamentare Herbert Dorfmann, a due eventi molto significativi.
Venerdì 22 gennaio saremo con l’On. Dorfmann a Sappada e Agordo: a Plodn, lo affiancheremo nell’incontro con l’amministrazione sappadina sulla annosa questione del passaggio di regione di Sappada verso il Friuli Venezia Giulia.
Dopo questo incontro, previsto alle 13, attraverseremo la provincia per essere presenti ad Agordo, (sala parrocchiale dietro cartoleria Miola) dove alle 17.30 Herbert Dorfmann sarà tra i relatori all’incontro sui Fondi Brancher organizzato dal gruppo “Conca Agordina”; anche in questo caso saremo presenti e faremo sentire la nostra voce sulla gestione e sul futuro dei fondi di confine.
A questo incontro pubblico, Vi invitiamo cari sostenitori e cari tesserati
Più saremo e più faremo sentire il nostro peso e potremo confrontarci direttamente con chi quei fondi li ha inventati, li gestisce e ne deciderà il destino.

Sabato 23.01.2016 il nostro Andrea Bona parteciperà all’importante giornata di studi, APERTA ALLA CITTADINANZA, “LA RIFORMA DELLA SECONDA PARTE DELLA COSTITUZIONE: A CHE PUNTO SIAMO?” che si terrà nell’Aula Magna dell’Istituto Leonardo da Vinci a Belluno con inizio ore 9,15. Anche in questo caso siete tutti invitati.

Si preannunciano settimane di grande impegno per il Bard e i suoi sostenitori, dal ricorso elettorale alla battaglia per il ritorno all’elettività della Provincia, fino alla gestione dei fondi di confine e alle prossime elezioni amministrative.
Noi saremo presenti su tutti questi fronti, grazie anche all’appoggio dei politici europei e nazionali che hanno preso a cuore la causa del nostro territorio; ma è soprattutto grazie al vostro sostegno, materiale e di partecipazione, che il nostro Movimento trova la forza per portare avanti battaglie che i partiti tradizionali non vogliono o non possono affrontare.

Anche per questo, vi ricordiamo che da qualche giorno è possibile iscriversi (o rinnovare l’iscrizione) al Bard per l’anno 2016. Tutte le informazioni per modalità di iscrizione, rinnovo e pagamento le trovate sul nostro blog all’indirizzo http://bellunoautonoma.regionedolomiti.it/blog/modalita-per-il-tesseramento-al-bard

Continueremo a tenervi aggiornati sulle iniziative che abbiamo in programma e su tutte le novità che interesseranno il nostro movimento e la nostra provincia. Abbiamo iniziato questo 2016 con immutata voglia di combattere, e con il vostro sostegno vinceremo tutte le battaglie.

 

 

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Appello al candidato unitario alla segreteria del PD Veneto On. Roger De Menech

2 febbraio 2014 By

APPELLO AL CANDIDATO UNITARIO ALLA SEGRETERIA DEL PD VENETO ON. ROGER DE MENECH ED ALLA SEGRETARIA PROVINCIALE PER IL RITORNO ALLA DEMOCRAZIA E L’AUTONOMIA DELLA PROVINCIA DI BELLUNO: NIENTE TASSE SENZA RAPPRESENTANZA

La candidatura a Segretario Regionale del PD del Veneto dell’onorevole bellunese Roger De Menech offre alla nostra provincia l’occasione per ritornare rapidamente alla democrazia e risolvere l’ormai gravissima questione dell’autonomia di questo territorio interamente montano e ora più che mai sottoposto alla spietata concorrenza del Trentino – Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

Se ripercorriamo brevemente gli eventi degli ultimi mesi ci accorgiamo come il PD svolga un ruolo assolutamente determinante nelle vicende di questi territori. Lo scorso mese di ottobre il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha infatti, solennemente promesso ai bellunesi, commemorando i 50 anni dalla tragedia del Vajont, il riconoscimento di una “forte autonomia” che non può essere, di fronte a quella dei nostri confinanti, se non sancita a livello costituzionale.

Il ministro Graziano Delrio ha tentato, durante la sua visita a Belluno lo scorso mese di dicembre, di costringere i bellunesi a fare un passo indietro, anche rispetto a quanto garantito dalla Costituzione, accettando l’ipotesi di una Provincia non elettiva o di secondo grado, che è stata fermamente rifiutata dai nostri stessi Sindaci. In quell’occasione i deputati De Menech e Bressa, che accompagnavano il ministro, si spera abbiano capito quanto forti e giustificate siano le richieste di democrazia e di autonomia dei bellunesi. Read more →

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Emergenza neve: un sentito ringraziamento alla Provincia Autonoma di Trento

2 febbraio 2014 By

A seguito delle grandi nevicate che hanno messo in grande difficoltà le comunità della Provincia di Belluno, la Provincia Autonoma di Trento ha provveduto a mandare uomini e mezzi in aiuto della nostra gente, in particolare quella confinante con il Primiero. A tal fine, come Movimento BARD ed a nome dei Bellunesi, ringraziamo sinceramente il Presidente Ugo Rossi e gli Assessori Tiziano Mellarini e Mauro Gilmozzi per questa manifestazione di solidarietà alpina.

Ancora ad oggi 15.000 utente non dispongono di energia elettrica e le previsioni meteo restano preoccupanti. Le precipitazioni sono state eccezionali, ma non dissimili da quelle cadute in anche in Trentino. Quello che si percepisce chiaramente, invece,  è la mancanza di un governo della nostra Provincia: da due anni infatti l’Ente è commissariata e non va al voto a causa della riforma delle province nazionale. Senza un governo forte ed autonomo delle aree alpine, queste sono destinate a soccombere.

Anche per questo motivo avere il supporto delle comunità autonome vicine è fondamentale e speriamo inizio di una fase storica di intense e profonde collaborazioni.

Qui il comunicato stampa emesso dalla Provincia di Trento!

Foto: Luca Zafron

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Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia

20 ottobre 2013 By

Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia
Belluno 26 ottobre  2013 – Piazza del Duomo alle ore 11

La provincia di Belluno è commissariata da due anni ed il Governo non convoca elezioni democratiche nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che ha reso palese l’illegittimità dei provvedimenti che prorogano il commissariamento dell’Ente.

La Provincia di Pordenone è andata al voto a giugno mentre  quelle di Trento e Bolzano voteranno il 27 ottobre- Si tratta di un’evidente disparità di trattamento tra territori e noi crediamo che lasciare ancora senza rappresentanza popolare liberamente eletta  il territorio bellunese non sia più accettabile.

Nella sua recente visita a Longarone, in occasione delle commemorazioni del disastro del Vajont, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha detto “La provincia di Belluno è incuneata fra due province autonome e una regione speciale e bisogna intervenire per evitare asimmetrie istituzionali che non hanno senso perché per il Bellunese ci vogliono forme di autogoverno marcate e un’autonomia forte”.

E’ esattamente ciò che serve alla provincia di Belluno e noi intendiamo chiedere, anche con la manifestazione del prossimo 26 ottobre,  che alle parole seguano i fatti!

Nei prossimi mesi si deciderà il destino delle province e con esse il destino dei territori alpini di Belluno e Sondrio: è importante sostenere il lavoro di quanti si battono per ottenere finalmente l’Autonomia di Belluno-Dolomiti e il voto per l’elezione popolare del nuovo Consiglio Provinciale.

Ad un anno di distanza dalla grande manifestazione “Salviamo la Provincia di Belluno” tenuta la sera del 24 ottobre 2012 a Belluno, abbiamo organizzato la “Seconda Giornata dell’Autonomia e della Democrazia” che si terrà in Piazza del Duomo a Belluno nella giornata di Sabato 26 ottobre dalle ore 11 del mattino. La sera saranno accesi fuochi su moltissime cime del Bellunese.

La presenza di tanti Bellunesi è necessaria perché è tempo di convergere, tutti,  sull’obiettivo che è a portata di mano: L’AUTONOMIA per BELLUNO – DOLOMITI

La  manifestazione, con la partecipazione di tutte le forze della società civile Bellunese, darà corpo alla volontà dei Bellunesi di ottenere l’Autonomia che ad essi spetta, in ragione della conclamata specificità del territorio della provincia di Belluno. Provincia che, insieme alla provincia di Sondrio, il cui presidente, Massimo Sertori,  parteciperà all’evento, è interamente montana, confina con stato estero ed è compresa tra realtà dotate di autonomia speciale.

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Dolomiti in treno un’idea che piace

18 giugno 2013 By

Ferroria delle DolomitiTRENTO – Forze sociali, comitati popolari e esponenti politici rilanciano la proposta di un anello ferroviario delle Dolomiti che toccherebbe le tre province di Trento, Bolzano e Belluno. Sono due le linee mancanti per creare questo percorso ideale, che secondo i promotori avrebbe un’elevata attrattiva turistica, oltre a rispondere a esigenze di trasporto locale.

Nella parte più meridionale, si tratterebbe di collegare la ferrovia della Valsugana con la città di Feltre, dove ci si connetterebbe alla linea Padova-Calalzo di Cadore. Da quest’ultima località bellunese, nel cuore delle Dolomiti, parte il secondo progetto che punta a far rivivere la storica strada ferrata che attraverso Cortina d’Ampezzo arrivava a Dobbiaco, congiungendosi alla linea della val Pusteria. La «Dolomitenbahn» fu inaugurata nel 1921 e chiusa definitivamente nel 1964: oggi larga parte del vecchio sedime è diventato una pista ciclabile e il nuovo treno correrebbe altrove, sempre circondato dai paesaggi incantati dei Monti Pallidi.

A rilanciare i due progetti era stato un piano elaborato per Confindustria Belluno dal noto studio svizzero di ingegneria dei trasporti Ibv Hüsler cui si sono rivolti in passato anche i Comuni di Trento e di Bolzano nonché la ferrovia della val Venosta, che con quasi tre milioni di passeggeri annui è un caso emblematico di successo della mobilità alpina su rotaia.
Della vecchia idea di costruire l’anello dolomitico si è parlato spesso, in varie sedi, scientifiche e politiche, negli ultimi mesi. Il progetto risponderebbe, fra l’altro, alla crescente esigenza di unire le forze nella promozione turistica delle Dolomiti nel sempre più agguerrito mercato globale. Lo studio svizzero, commissionato anche per valutare i margini di rilancio delle attuali linee locali presenti in provincia di Belluno e decisamente trascurate dalla Regione Veneto (orari disagevoli e materiale rotabile obsoleto), ha certificato le potenzialità di uno scenario che risulterebbe radicalmente modificato in presenza dei due tratti proposti.
Si prospettano ricadute rilevanti sia dal punto di vista turistico sia della mobilità (anche interprovinciale) dei residenti, lavoratori, studenti eccetera. «È dimostrato che il servizio ferroviario favorisce un turismo più stanziale e dunque maggiormente redditizio rispetto a modelli basati sull’auto e peggio ancora sul mordi e fuggi delle moto che invadono rumorosamente le Dolomiti creando problemi seri di sicurezza stradale e di inquinamento acustico», commenta Massimo Girardi dell’associazione fassana Trandolomites. Il suo sodalizio promuove direttamente il progetto della ferrovia dell’Avisio, da Canazei a Lavis, e sostiene altre iniziative orientate a riformare la mobilità in montagna. «Un altro obiettivo – prosegue Girardi – è il coordinamento dell’offerta di trasporto collettivo presente nelle tre province, ai fini di favorirne la fruizione: in questo periodo se ne sta occupando l’Accademia europea di Bolzano su incarico della fondazione Unesco».

Quanto alle risorse necessarie per creare l’anello delle Dolomiti e per altri progetti ferroviari, secondo Girardi molto si può fare «mediante una revisione del capitolo di spesa nazionale nei trasporti, oggi destinato per oltre il 70% all’alta velocità, con la sola quota residua ai servizi locali che però interessano la stragrande maggioranza (il 90%) dei passeggeri».
Nel caso della Primolano-Feltre (venti chilometri) si stima una spesa di duecento milioni, forse il quadruplo per la Calalzo-Dobbiaco (65 chilometri), ma va considerato che fondi sono reperibili anche a livello europeo (come nel caso del progettato collegamento dalla val Venosta alla Svizzera). Poi, si pensa alla possibilità di coinvolgere finanziatori privati ma c’è anche chi suggerisce che una parte dei denari necessari potrebbero scaturire da un’eventuale riforma del fondo per i Comuni di confine cui, sulla base di una legge dello Stato, Trento e Bolzano sono chiamate ogni anno a contribuire con 40 milioni ciascuna.

Frattanto, nel mondo politico si registrano aperture verso questo tipo di scelte infrastrutturali strategiche per le Dolomiti: nelle settimane scorse, confrontandosi con soggetti sociali bellunesi, hanno espresso pareri favorevoli alle due ferrovie sia il presidente sudtirolese Luis Durnwalder sia il senatore trentino Franco Panizza.

Articolo di:Zenone Sovilla (L’Adige)

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