“MORTE DI SERGIO REOLON, ONORE A UN VERO COMBATTENTE”

26 gennaio 2017 By

“Onore a un combattente vero”: così Alessandra Buzzo, presidente del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, ricorda Sergio Reolon, scomparso questa mattina dopo una lunga malattia.
“Reolon ha segnato la vita politica del Bellunese degli ultimi 30 anni, lottando fino all’ultimo; – ricordano dal movimento – una vita fatta di lotte per il territorio, dalle questioni del lavoro come l’ACC alla firma con l’allora presidente della regione Galan per l’autonomia bellunese, fino alla battaglia per il demanio idrico, senza tralasciare il suo impegno in consiglio regionale. Non dimentichiamo i contrasti avuti con lui, soprattutto durante le elezioni regionali del 2015, ma questo è il momento del dolore e della riflessione”.
Tutto il movimento e i suoi associati si stringono intorno alla famiglia per questa perdita.

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GIOVANI D’EUROPA A COURMAYEUR: “UN ONORE E UN’OCCASIONE UNICA”

29 settembre 2016 By

“E’ stato un onore essere ospiti della Jeunesse Valdotaine, movimento giovanile dell’Union Valdotaine, in occasione della celebrazione dei suoi settant’anni. Un movimento che è per noi uno dei punti di riferimento nella difesa delle minoranze e dell’autonomia dei popoli che abitano le Alpi. E’ stata una straordinaria occasione, sia umana che politica, di confronto con altri movimenti e persone con cui condividiamo molte problematiche, ma anche una visione nuova di Europa dei popoli”. Con queste parole Claudia Soppelsa, Alex Pra e Filippo De Monte – i tre giovani rappresentanti del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti – riassumono l’incontro che li ha visti tra i protagonisti lo scorso sabato 24 settembre a Courmayeur, in occasione dei 70 anni della sezione giovanile dell’Union Valdotaine e dell’incontro internazionale giovanile delle minoranze d’Europa.
“Questi momenti di scambio, rafforzamento reciproco e amicizia sono importantissimi in un Europa sempre più ostile alle autonomie locali”, spiegano i tre ragazzi.

Intervento Claudia Soppelsa

Sul palco della manifestazione è intervenuta anche Claudia Soppelsa, consigliere dell’assemblea di vallata agordina del Bard: “Siamo riusciti a raccontare a centinaia di giovani arrivati da tutta l’Europa il territorio bellunese e le sue problematiche, ben chiare ai nostri vicini, ma non così note a chi abita dall’altro lato dell’arco alpino”.
“Conoscere le decine di persone che militano, operano e si riconoscono nella Jeunesse Valdotaine – concludono i tre ragazzi – ci ha fatto anche capire l’importanza dei movimenti giovanili di questi partiti territoriali, una vera e propria scuola dove crescono le future generazioni di politici del territorio. Un esempio che purtroppo da noi ancora manca”.

Gruppo Bard Courmayeur tagliato

Photo credit: Andrea Vallet

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“REGIONE DOLOMITI, BELLUNO COME AOSTA”

15 agosto 2016 By

manifestazione cortina ferragosto

“Se la politica non è in grado di mantenere le promesse, si costituisca la Regione ordinaria Dolomiti con la sola Belluno, così ci potranno essere risorse e leggi specifiche per il territorio”: questa la proposta arrivata dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti durante la manifestazione di domenica in Corso Italia a Cortina.
Tutti i membri del consiglio federale, armati di cartelli con i volti e le dichiarazioni dei rappresentanti locali e nazionali del Governo, sono scesi nel cuore della Regina delle Dolomiti: uniti da un cordone giallo-blu, dietro lo striscione “Non prendeteci in giro. Belluno autonoma subito”, hanno percorso più volte il cuore della località ampezzana. Obbiettivo, far “gettare la maschera” a chi, negli anni, ha promesso autonomia e elettività al Bellunese: dall’ex premier Enrico Letta ai ministri Boschi e Delrio, fino ai bellunesi De Menech e Bressa.
“Ho scelto io stessa di sfilare con la foto del sottosegretario Bressa – spiega Alessandra Buzzo, presidente Bard – per ricordare a tutti che stiamo ancora aspettando una risposta alla lettera aperta che gli ho inviato pochi giorni dopo la mia elezione a presidente, poco più di un mese fa. Il movimento e i bellunesi hanno diritto di sapere se c’è la volontà e la possibilità di mantenere fede alla parola data. Se non è possibile, lo si dica; ne prenderemo atto e ognuno farà le proprie valutazioni”.
Il corteo autonomista ha sfilato lungo Corso Italia tra la curiosità e l’interesse di residenti e turisti: in molti si sono avvicinati per chiedere informazioni e esprimere sostegno; rare, invece, le critiche.
“Abbiamo raccolto le simpatie di tanti, – commenta il vicepresidente Andrea Bona – e stiamo pensando di riproporre questa manifestazione anche in piazza Walther, a Bolzano, per chiedere anche ai nostri cugini trentini e altoatesini il rispetto dei patti sottoscritti più di un anno fa”.
Da qui la proposta: “L’obbiettivo è sempre la Regione Dolomiti: Trento e Bolzano non vogliono farla con noi? Bene, facciamola da soli: istituire una regione ordinaria non comporta concedere ulteriori statuti di autonomia; c’è un limite legislativo di almeno un milione di abitanti, ma esistono già eccezioni, come la Val d’Aosta – 130mila – o il Molise – 330mila. Non potrà essere un problema per un territorio interamente montano confinante con stato estero, riconosciuto per questo specifico dal Governo nazionale: si faccia la Regione Dolomiti ordinaria con i 200mila abitanti di Belluno, così potremo fare leggi adatte al territorio e gestire in modo mirato le risorse”.
“E’ una storia che si trascina da troppo tempo, non solo dalle elezioni regionali e dall’accordo elettorale tra Governo e Bard. – conclude Alessandra Buzzo – Chi si assume un impegno, deve portarlo a termine, oppure dichiarare l’impossibilità di ottenere risultati, ma solo dopo aver provato in tutti i modi a raggiungere l’obbiettivo”.
Ma non finisce qua: la mobilitazione si è spostata dalla strada alla piazza, quella virtuale. Al termine della manifestazione, sul canale Youtube del Bard e sulla pagina Facebook è stato caricato un filmato che ripercorre quanto accaduto negli ultimi anni, con le dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti politici e i loro impegni per l’autonomia e la specificità del Bellunese.

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COMELICO ZONA FRANCA, “PROPOSTA DA NON SOTTOVALUTARE”

6 maggio 2016 By

“L’istituzione di una zona franca in Comelico è una proposta da non sottovalutare, senza però dimenticare che servono soluzioni per tutta la provincia”. Il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti accoglie con interesse la proposta, partita da due commercianti comeliani e arrivata fino ai tavoli regionali.
“E’ un progetto che potrebbe aiutare la ripartenza dell’economia di quei territori; – spiegano dal movimento – se ne era già parlato durante la scorsa legislatura, ma non se ne fece nulla. Ora, invece, pare che le cose si stiano muovendo, e anche in fretta, e speriamo che si possa portare a casa il risultato il prima possibile, adeguando il provvedimento alle stringenti normative europee”.
“Lo abbiamo sempre detto: appoggiamo qualsiasi tipo di proposta concreta che possa aiutare le nostre popolazioni, soprattutto quelle delle terre alte, senza guardare al colore politico. – ricordano dal Bard – In questo caso, poi, la proposta viene direttamente dal territorio, dagli imprenditori, e non possiamo che essere felici del fatto che ci sia ancora qualcuno disposto ad impegnarsi e a lottare per il suo paese, per la sua terra”.
“Ma attenzione: – concludono dal movimento – questa è solo una piccola goccia nel mare dei bisogni della montagna. Servono anche progetti di più ampio respiro, che possano aiutare l’intero territorio provinciale; una autonomia, una specialità, che garantiscano a tutte le aree del Bellunese opportunità di rilancio e di crescita. La zona franca del Comelico può essere un primo passo, ma non potrà rimanere un caso isolato; una strada possibile? Trattenere sul territorio il residuo fiscale: per Belluno, si parla di una cifra di circa 800 milioni di euro all’anno. Se la Regione Veneto vuole avviare un percorso verso l’autonomia modello Trento e Bolzano, come dichiarato dal Presidente Luca Zaia, allora questo deve essere il primo punto in discussione nel confronto con lo Stato”.

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MOBILITA’ TRA LE DOLOMITI: “L’EUROPA PUNTA SUL TRENO”

26 marzo 2016 By

“I cittadini non scelgono il treno per salvare solo l’ambiente; lo prendono se è una soluzione più veloce ed economica rispetto alla gomma, ed è per questo che il futuro delle mobilità delle Dolomiti va ragionato e deciso dal territorio”: così l’europarlamentare Herbert Dorfmann, nel corso della serata dedicata alla mobilità tra le Alpi organizzata nella Magnifica Comunità di Cadore dal movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti.
A introdurre la serata, Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità di Cadore, che ha sottolineato l’interesse dell’ente per il futuro della mobilità – e non solo – delle aree del Cadore e Comelico (in prima fila, diversi sindaci e consiglieri dei comuni appartenenti alla Magnifica); è toccato poi a Marinella Piazza, BARD, illustrare con foto d’epoca l’era del “trenino delle Dolomiti”, a dimostrazione che la potenzialità turistica del mezzo è fortissima.
Dopo un’analisi della situazione e dei progetti a livello europeo, con un occhio particolare allo sviluppo delle reti TEN (reti di trasporto trans-europee, sia su gomma che su rotaia), l’europarlamentare ha affrontato i temi caldi del Bellunese: “Il treno tra le Dolomiti non può essere solo una rievocazione nostalgica di quello che c’è stato 50 anni fa, – ha spiegato – ma deve essere una soluzione moderna e funzionale. Deve essere a servizio dei cittadini, degli studenti, dei lavoratori; con la realizzazione del collegamento tra Feltre e la Valsugana acquisirebbe poi una valenza turistica fondamentale, che permetterebbe anche ai turisti di raggiungere il Feltrino, Belluno, il Cadore, Cortina”.
Molti dei presenti in sala hanno sottolineato l’importanza di decidere presto la funzione della ferrovia: “Questa è una scelta che spetta ai territori, ai cittadini, alle amministrazioni. – la risposta di Dorfmann – . È certo che questa decisione influirà molto anche sullo sviluppo del tracciato: un treno a valenza locale e turistica vede in Dobbiaco il suo naturale collegamento; se si parla di trasporto merci, invece, sarebbe più funzionale l’arrivo a San Candido. Il treno poi non deve essere un sistema isolato, ma deve essere in forte collaborazione col trasporto pubblico locale su gomma, e anche questo ragionamento spetta al territorio”.
Una scelta dei territori che comunque potrà trovare sostegno economico in Europa: “Il piano Juncker – ha spiegato l’europarlamentare – prevede un Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici da oltre 20 miliardi di euro, a loro volta in grado di mobilitare prestiti e investimenti per 315 miliardi di euro. È in quest’ambito che si potrebbero trovare risorse a sostegno di questo progetto”.
Tra gli intervenuti, anche i rappresentanti del Comitato Peraltrestrade, che hanno sottolineato come la mobilità sia destinata a cambiare, togliendo alla gomma il ruolo da protagonista nel trasporto di merci e persone. Inevitabile quindi il riferimento alla proposta di prolungamento dell’autostrada, recentemente tornato alla ribalta delle cronache: “La Convenzione delle Alpi vieta nuove autostrade nella zona alpina; – commenta Dorfmann – è vero che l’Italia non ha ratificato interamente la Convenzione, escludendo proprio dei passaggi relativi ai collegamenti autostradali, ma Austria e Germania hanno accolto integralmente il documento, impedendo quindi di fatto lo sfondamento a Nord”.

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