STATI GENERALI: “SIA UN CONFRONTO REALE E CONCRETO”

18 settembre 2016 By

“Chiediamo che il confronto degli Stati generali della nostra provincia sia reale e concreto, senza scaricabarile e sterili attacchi tra le parti”. Questo l’auspicio del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che annuncia così la sua presenza alla riunione convocata per lunedì pomeriggio a Villa Patt di Sedico.
“Saremo presenti dentro e fuori il palazzo – anticipano dal movimento – per ribadire a tutti quanto stiamo dicendo da anni: questo territorio ha bisogno di autonomia, risorse e responsabilità. Se tutti insieme – politici, amministratori, categorie economiche – non lavoriamo uniti su questi tre fronti, non ci potrà essere nessun futuro”.
“Non sono più sostenibili tagli del Governo ai Comuni, alla Provincia e alla Regione; è inaccettabile che in questo territorio si faccia fatica a far quadrare i bilanci dell’ente provincia e a garantire i servizi quando facciamo registrare un residuo fiscale che va dagli 800 milioni al miliardo di euro all’anno. – continuano dal Bard – Allo stesso tempo, la Regione deve prendersi le sue responsabilità e provvedere alla delega di risorse e competenze alla Provincia, ma i sindaci che la reggono devono avere il coraggio di gestirle, se serve anche battendo i pugni a Roma o a Venezia; se un ingranaggio di questo sistema si inceppa, allora avremo ben poco da fare. Questo dimostra che, come diciamo da anni, la tanto lodata provincia dei sindaci non funziona e non potrà mai funzionare senza risorse, competenze e rappresentatività. A Belluno serve autonomia legislativa e finanziaria, come Trento e Bolzano, ma anche un ente a elezione diretta, i cui rappresentanti rispondano solamente ai cittadini-elettori”.
“Quello che chiediamo a tutti i rappresentanti che parteciperanno agli Stati generali – concludono dal movimento – è di guardare tutti verso lo stesso obbiettivo, superando gli scontri politici e di partito. O ci si salva tutti assieme, o si muore tutti assieme: siamo di fronte a un bivio e non può essere l’ennesimo scaricabarile di responsabilità a condannare un territorio e un popolo”.

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ASSEMBLEA GENERALE: APPROVATI STATUTO E BILANCIO

19 aprile 2016 By

Carissimi Amiche e Amici autonomisti,

nel corso dell’assemblea di sabato a Pedavena abbiamo vissuto nuovi, importanti momenti per il nostro movimento e – crediamo – anche per il nostro territorio. Si è parlato di politica, dei rapporti con Venezia e Roma, ma anche con i vicini di Trento, Bolzano e del Friuli Venezia Giulia (qui trovate il comunicato stampa inviato ai quotidiani, radio e tv). Questo il “riassunto politico” fatto da Andrea Bona al termine dell’incontro.


Ma durante l’assemblea si è parlato anche e soprattutto di noi. Facciamo un breve riassunto per chi non avesse potuto essere presente:
– abbiamo discusso ed approvato il nuovo statuto del Bard. E’ rimasto invariato rispetto al documento che vi abbiamo inviato pochi giorni fa, tranne che per l’aggiunta, nella parte Assemblee di vallata, della possibilità di creare nuove sezioni di vallata (senza che queste influiscano o modifichino il numero dei consiglieri in consiglio federale);
– abbiamo approvato il rendiconto economico del 2015. Come sapete, abbiamo affrontato l’avventura delle elezioni regionali e tutto il percorso del ricorso ci ha impegnato notevolmente sotto il profilo delle finanze; grazie però al vostro sostegno e a quello di migliaia di bellunesi, siamo riusciti a far quadrare i conti.
– abbiamo approvato il bilancio di previsione per l’anno in corso cui una voce consistente è relativa all’esborso per il ricorso al TAR che è di oltre 13.500,00 euro.

Cliccando qui, potrete leggere le cifre esatte del bilancio 2015, di quello di previsione 2016 e anche qualche numero sull’attività di comunicazione, del blog e della pagina Facebook.

 

Questi gli aspetti “tecnici” dell’assemblea di sabato scorso a Pedavena. Numeri e burocrazia che pesano non poco sulla nostra attività quotidiana, impegnati come siamo a favore del territorio e delle nostre Comunità che meritano un totale impegno per la ricerca di ogni possibile soluzione per non morire.

Siamo felici di condividere questa battaglia con voi.

Continuate a seguirci con fiducia. C’è bisogno di tutti!

 

 

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CONSIGLIO PROVINCIALE E “CASO SAPPADA”: I DOCUMENTI

17 marzo 2016 By

Cari Amiche e Amici Autonomisti,

in fondo a questa pagina potete trovare il testo dell’intervento del consigliere provinciale Fulvio Valt, eletto nella lista Consiglieri per l’autonomia, promossa dal nostro movimento alle ultime elezioni amministrative, che ha sostituito il Consigliere Moreno Broccon, che per gravi problemi di famiglia ha dovuto abbandonare il seggio.

Approfittiamo per ringraziare Moreno e Flavio per la disponibilità dimostrata.

Segnaliamo che Fulvio (più avanti potete leggere il suo intervento) era al suo secondo Consiglio e si è trovato in mezzo ad una tempesta, in un Consiglio convocato d’urgenza per approvare un OdG pensato per fermare il processo di approvazione in Commissione affari Costituzionali al Senato il passaggio di Sappada al Friuli, a seguito di un referendum legittimo.

Non era per nulla facile e Fulvio ha fatto benissimo il suo lavoro facendo un’ottima figura anche se nessuno, tranne lui, ha avuto il fegato di votare l’OdG alternativo che potrete leggere di seguito.

Al BARD dispiace che Sappada sia costretta ad abbandonare il bellunese, noi vorremmo salvare tutte le comunità Dolomitiche.

Ma dopo otto anni di attesa e tante delusioni i nostri amici di Sappada provano a salvarsi per conto loro.

Del resto se leggete l’ordine del giorno del Consiglio provinciale proposto dalla presidente (trovate anche quello in fondo a questo intervento), votato dai consiglieri Padrin, Bugana, Lise, Svaluto Ferro, Deon, Larese Filon, con il voto contrario di Valt e le astensioni di Bristot, Tormen e Grones, vi farà capire meglio di tutte le chiacchiere, il perché.

I referendum sono l’unico strumento legale che abbiamo per imporre alla Regione e allo Stato di affrontare il problema posto dalle comunità dolomitiche senza rappresentanza e senza poteri in mezzo a comunità forti dotate di statuti speciali che ci fanno una concorrenza incontrastabile.

Gli amici di Sappada sono stati gli unici a portare questi temi in Parlamento e il Consiglio provinciale, non eletto, senza poteri a questo riguardo, ha dato modo al Governo di stralciare dall’ordine del giorno della Commissione affari Costituzionali al Senato il passaggio di Sappada al Friuli.

Sappiate che la riforma costituzionale approvata al Senato elimina la provincia e di conseguenza priva l’ente di area vasta bellunese di riconoscimento Costituzionale, gli toglie autonomia politica, finanziaria, tributaria e non potrà più essere oggetto di trasferimenti da parte dello Stato.

Inoltre rende inapplicabile l’art.15 dello Statuto del veneto che riconosce la specificità bellunese.

Per questo abbiamo fatto un OdG alternativo e sostenuto le richieste di Sappada, e continueremo a farlo finchè avremo il vostro sostegno e il vostro aiuto.

ODG Sappada – Fulvio Valt

Intervento Fulvio Valt – Sappada

ODG Sappada – Provincia

 

 

 

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spopolamento del Bellunese: si può arginare con fiscalità di vantaggio e adeguata remunerazione della risorsa acqua

5 marzo 2012 By

di Silvano Martini

Credo che la fiscalità di vantaggio, più che l’istituzione di una zona franca diffusa, che ritengo di poco probabile attuazione, possa essere uno strumento potente per rimediare al progressivo spopolamento dei nostri paesi più piccoli o per quei paesi dove sono evidenti le conseguenze nefaste procate dall’esodo delle piccole imprese commerciali e produttive che costituiscono il tessuto connettivo delle nostre comunità.

Certo se non ci si dà una mossa si rischia di chiudere la porta della stalla quando i buoi saranno scappati da un pezzo e magari già morti di vecchiaia.

Per fare un esempio concreto: credo che un paese come Lorenzago non sarebbe rimasto senza macelleria se si fosse applicata una compensazione fiscale di vantaggio che salvaguardasse la redditividitá di quell’attività senza costi per lo stato e con una riduzione sensibile dei costi sociali della collettività di Lorenzago che è costretta a spostarsi con l’auto per far fronte alle necessitá quotidiane.

Ovviamente l’argomento è vasto e andrebbe affrontato nella sua complessità ma sono certo che se potessimo adottare un modello di governo per la montagna utilizzando le risorse che abbiamo , senza chiedere privilegi ma solo giustizia, potremmo garantire con relativa facilitá un livello di benessere per i cittadini dei nostri paesi di montagna pari a quello di chi vive nei fondovalle e nelle zone urbane.

Se penso che dei 1.200 milioni di euro di energia idroelettrica prodotta con la nostra acqua e sul nostro territorio, tornano alla nostra comunità solo 21 miseri milioni, allora mi rendo conto che quelli che dipingono il territorio Bellunese come povero e assisitito dallo stato sono dei bugiardi. Ancora… credo che le società che per il tramite delle lobby parlamentari sono riuscite a ottenere una proroga fino al 2029 delle concessioni idroelettriche sono in realtà le autrici del furto continuato e sistematico delle risorse della Provincia. Questi soggetti sono i veri nemici del nostro territorio e auguro loro di finire come meritano.

Se il territorio Bellunese e alpino in genere continuerà ad accettare supinamente l’occupazione colonialista del proprio territorio senza muovere un dito dubito che il popolo ed il territorio bellunese, così come lo conosciamo, vedrà la luce della prossima generazione.

Intere vallate stanno per diventare deserto sotto gli occhi di rappresentanti politici comprati per qualche decina di migliaia di euro al mese dal potere dei partiti che oramai rappresentano solo l’interesse di una casta che della politica si serve per arricchire e sistemare parenti e amici ed ha cancellato completamente il senso della missione che dovrebbe essere la ragione di vita di chi fa politica onestamente.

È necessario togliere i soldi alla politica, subito, perchè a far politica vada chi ha passione e voglia di lavorare davvero, come si dovrebbe, per migliorare le condizioni di vita della montagna.

L’eterna ed impari lotta tra la città e la montagna si vincerà solo quando avremo stabilito ma volta per tutte che la cifra del potere non può essere solo il numero dei cittadini che votano e che a determinare la politica oltre alla quantità di cittadini elettori deve essere l’ampiezza del territorio. Va riconosciuto alla montagna il diritto a vedere compensati, tramite il corretto pagamento delle risorse sottratte ad essa, come l’acqua e l’energia, i costi del vivere in montagna presidiandola per garantire che il delicato territorio non venga abbandonato con le conseguenze del caso.

Ogni volta che osservo la messe di dati che certificano, come la cronaca di una morte annunciata, il progressivo spopolamento e contemporanea marginalizzazione di larga parte del territorio Dolomitico penso ai nostri parlamentari ed al poco o nulla che sono riusciti ha portare a casa e penso a rappresentanti del sud Tirolo e del Trentino e al molto che tutti i giorni riescono a fare per il loro territorio.

Dove sta la differenza ?

Solo nel fatto che se la produttività dei parlamentari del Trentino – Sud Tirol , a favore del loro territorio, fosse pari allo zero ottenuto dai nostri, non oso pensare la fine che farebbero tornando a casa a fine settimana. Credo che rischierebbero un corso di nuoto in qualche letamaio dell’Alta Pusteria.

È necessario che prendiamo coscienza del furto che ogni giorno avviene sul nostro territorio ai danni di noi che lo abita ed ancora di più è necessario che rivendichiamo in modo forte che non intendiamo aspettare il 2029 per riprenderci ciò che è nostro.

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Cosa deve accadere ancora in questa benedetta provincia perchè il popolo si muova?

28 febbraio 2012 By

di Silvano Martini

Quando penso alla provincia di Belluno e guardo i fatti degli ultimi tempi, trovano conferma le peggiori previsioni riguardo al futuro del nostro territorio. Si capisce che i tempi sono difficili ed il verbo tagliare ha invaso il vocabolario della politica, ma è ovvio che la provincia di Belluno soffre la crisi molto più delle province contermini, proprio a causa di quella specificità che è la ragione per cui noi chiediamo l’autonomia.

La cronaca degli utlmi tempi è la cronaca di una morte annunciata e non occorre certo essere dotati di poteri speciali per vedere quale sarà la fine di questo territorio se non faremo nulla per impedire che il peggio accada.

Noi sappiamo bene che ci sono le risorse per colmare il divario economico con il resto del paese ed evitare il fallimento del sistema dei servizi pubblici, a cominciare dalla sanità, e sappiamo altrettanto bene che è venuto il momento di porre fine al furto, perchè di questo si tratta, dell’acqua e dell’energia che questa produce. Le concessioni idroelettriche che scadono nel 2029, vent’anni in più che nelle province a statuto speciale, sono la scandalo che sta sotto i nostri occhi e per il quale nessuno dei nostri uomini politici ha mosso un dito. I risultati si vedono.

Mi chiedo se un popolo possa lasciare ancora per molto che le ricchezze del proprio territorio vengano sottratte impunemente dai soliti noti senza reagire. Cosa deve accadere ancora in questa benedetta provincia perchè il popolo si muova?

 

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