DORFMANN: “LA RIFORMA COSTITUZIONALE INDEBOLISCE LE AUTONOMIE”

20 aprile 2016 By

D2

“Forti dubbi” sulla riforma costituzionale: questo il giudizio dell’europarlamentare Herbert Dorfmann, ospite dell’assemblea annuale del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, sulle modifiche alla Costituzione recentemente approvate alla Camera dei Deputati.
Nel corso dell’incontro del movimento autonomista, infatti, è stata affrontata la questione della riforma costituzionale – giudicata negativamente anche dal Bard-, che cancella le province e rafforza il potere centrale: “Anche al Sud Tirolo non piace questa riforma: – ha commentato Dorfmann – è chiaro che questa è una riforma centralista, che aumenta le differenze tra l’ordinamento ordinario dello Stato ed il nostro, che diventa più difficilmente difendibile. Non siamo gelosi della nostra autonomia, lo abbiamo sempre detto: abbiamo uno spirito autonomista e federalista; più lo Stato lavora in maniera decentrata, più autonomia viene concessa alle regioni, meglio è, anche per noi”.
“Deve però essere chiaro: – ha continuato Dorfmann – un ordinamento autonomo ha bisogno di una presa di responsabilità a livello locale e purtroppo, sotto questo profilo, alcune regioni che godono di un ordinamento autonomo hanno fallito completamente, suscitando così la reazione centralista dello Stato”.
Sempre in tema di autonomia degli enti locali, non è mancato un accenno all’accordo elettorale sottoscritto dal Bard, Partito Democratico e Governo per il ritorno dell’elettività alla Provincia di Belluno, accordo che vede tra i firmatari lo stesso Dorfmann: “Io lavoro a Bruxelles e vedo da lontano quello che succede a Roma; – ha spiegato l’europarlamentare – bene fa il Bard a chiedere con insistenza il rispetto del patto”.

Leggi di più...

Dolomiti in treno un’idea che piace

18 giugno 2013 By

Ferroria delle DolomitiTRENTO – Forze sociali, comitati popolari e esponenti politici rilanciano la proposta di un anello ferroviario delle Dolomiti che toccherebbe le tre province di Trento, Bolzano e Belluno. Sono due le linee mancanti per creare questo percorso ideale, che secondo i promotori avrebbe un’elevata attrattiva turistica, oltre a rispondere a esigenze di trasporto locale.

Nella parte più meridionale, si tratterebbe di collegare la ferrovia della Valsugana con la città di Feltre, dove ci si connetterebbe alla linea Padova-Calalzo di Cadore. Da quest’ultima località bellunese, nel cuore delle Dolomiti, parte il secondo progetto che punta a far rivivere la storica strada ferrata che attraverso Cortina d’Ampezzo arrivava a Dobbiaco, congiungendosi alla linea della val Pusteria. La «Dolomitenbahn» fu inaugurata nel 1921 e chiusa definitivamente nel 1964: oggi larga parte del vecchio sedime è diventato una pista ciclabile e il nuovo treno correrebbe altrove, sempre circondato dai paesaggi incantati dei Monti Pallidi.

A rilanciare i due progetti era stato un piano elaborato per Confindustria Belluno dal noto studio svizzero di ingegneria dei trasporti Ibv Hüsler cui si sono rivolti in passato anche i Comuni di Trento e di Bolzano nonché la ferrovia della val Venosta, che con quasi tre milioni di passeggeri annui è un caso emblematico di successo della mobilità alpina su rotaia.
Della vecchia idea di costruire l’anello dolomitico si è parlato spesso, in varie sedi, scientifiche e politiche, negli ultimi mesi. Il progetto risponderebbe, fra l’altro, alla crescente esigenza di unire le forze nella promozione turistica delle Dolomiti nel sempre più agguerrito mercato globale. Lo studio svizzero, commissionato anche per valutare i margini di rilancio delle attuali linee locali presenti in provincia di Belluno e decisamente trascurate dalla Regione Veneto (orari disagevoli e materiale rotabile obsoleto), ha certificato le potenzialità di uno scenario che risulterebbe radicalmente modificato in presenza dei due tratti proposti.
Si prospettano ricadute rilevanti sia dal punto di vista turistico sia della mobilità (anche interprovinciale) dei residenti, lavoratori, studenti eccetera. «È dimostrato che il servizio ferroviario favorisce un turismo più stanziale e dunque maggiormente redditizio rispetto a modelli basati sull’auto e peggio ancora sul mordi e fuggi delle moto che invadono rumorosamente le Dolomiti creando problemi seri di sicurezza stradale e di inquinamento acustico», commenta Massimo Girardi dell’associazione fassana Trandolomites. Il suo sodalizio promuove direttamente il progetto della ferrovia dell’Avisio, da Canazei a Lavis, e sostiene altre iniziative orientate a riformare la mobilità in montagna. «Un altro obiettivo – prosegue Girardi – è il coordinamento dell’offerta di trasporto collettivo presente nelle tre province, ai fini di favorirne la fruizione: in questo periodo se ne sta occupando l’Accademia europea di Bolzano su incarico della fondazione Unesco».

Quanto alle risorse necessarie per creare l’anello delle Dolomiti e per altri progetti ferroviari, secondo Girardi molto si può fare «mediante una revisione del capitolo di spesa nazionale nei trasporti, oggi destinato per oltre il 70% all’alta velocità, con la sola quota residua ai servizi locali che però interessano la stragrande maggioranza (il 90%) dei passeggeri».
Nel caso della Primolano-Feltre (venti chilometri) si stima una spesa di duecento milioni, forse il quadruplo per la Calalzo-Dobbiaco (65 chilometri), ma va considerato che fondi sono reperibili anche a livello europeo (come nel caso del progettato collegamento dalla val Venosta alla Svizzera). Poi, si pensa alla possibilità di coinvolgere finanziatori privati ma c’è anche chi suggerisce che una parte dei denari necessari potrebbero scaturire da un’eventuale riforma del fondo per i Comuni di confine cui, sulla base di una legge dello Stato, Trento e Bolzano sono chiamate ogni anno a contribuire con 40 milioni ciascuna.

Frattanto, nel mondo politico si registrano aperture verso questo tipo di scelte infrastrutturali strategiche per le Dolomiti: nelle settimane scorse, confrontandosi con soggetti sociali bellunesi, hanno espresso pareri favorevoli alle due ferrovie sia il presidente sudtirolese Luis Durnwalder sia il senatore trentino Franco Panizza.

Articolo di:Zenone Sovilla (L’Adige)

Per approfondimenti:

Leggi di più...

incontro tra il BARD e il presidente del Südtirol Luis Durnwalder

10 aprile 2012 By

Alcuni esponenti del BARD hanno incontrato a Bolzano, giovedì 6 aprile, il Presidente del Südtirol Luis Durnwalder. L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e comprensione, da parte del Presidente, per i problemi che derivano alla provincia di Belluno dalla mancanza di autonomia del territorio.

Abbiamo esposto al Presidente gli obiettivi del BARD ricevendo il massimo sostegno alla causa dell’autonomia e l’invito a chiedere per il territorio bellunese la stessa autonomia del Trentino e del Südtirol.

Riguardo al trasferimento della provincia di Belluno nella Regione Trentino Alto Adige-Südtirol Durnwalder ha espresso la sua contrarietà perché considera oramai inutile l’istituto della Regione Autonoma Trentino Alto Adige-Südtirol e non ritiene utile l’adesione a una Regione priva di prospettive future. Nel corso dell’incontro  egli ha più volte ribadito che vorrebbe eliminare la Regione al più al più presto. “Sono i trentini che ci abbracciano perché hanno paura che ce ne andiamo” ha detto con un sorriso.

La delegazione del BARD invece gli ha fatto notare, sulla scorta di valutazioni di costituzionalisti che conoscono bene il protocollo De Gasperi-Gruber e le vicende dello Statuto regionale, che questo è l’unico percorso, a legislazione vigente, che può essere tentato. Ci sarà bisogno di una migliore definizione di questa divergenza di opinioni nella quale le ragioni del Presidente Durnwalder sono state espresse con chiarezza e precisione.

Il BARD, pur comprendendo bene le ragioni del Presidente, pensa di predisporre delle considerazioni scritte per spiegare meglio l’iter da seguire perché questa è una questione di vitale importanza per i Bellunesi. Per questa ragione egli considera indispensabile e preferibile la costituzione di una provincia Autonoma di Belluno con le stesse caratteristiche delle due province contermini con le quali si condividono caratteristiche ed esigenze dovute alla conformazione del territorio del tutto diverso dal resto del Veneto.  “Parliamo la stessa lingua” ha detto Durnwalder per rendere con forza l’esigenza dei bellunesi di staccarsi dal Veneto e costruire il proprio futuro con politiche adeguate.

Il presidente del Südtirol, nel corso dell’incontro, ha duramente criticato le classi dirigenti venete incapaci, a suo dire, di gestire, con politiche adatte, il territorio montano bellunese, del tutto assimilabile a quello della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol. Il presidente ha più volte dichiarato la sua ampia disponibilità a migliorare ed estendere la collaborazione tra le province confinanti al fine di un’integrazione che egli ritiene utile a entrambi i territori soprattutto a quelli direttamente confinanti, che soffrono oggi la concorrenza del potente sistema turistico ed economico del Südtirol.

Noi del BARD ci auguriamo che le Istituzioni bellunesi, dopo anni d’interesse esclusivo e cieco per il Veneto, sappiano cogliere questo segnale di grande apertura e disponibilità del presidente Durnwalder, finora quasi del tutto ignorato.

Ringraziamo il presidente Durnwalder per la gentile accoglienza riservata nella certezza che questa importante occasione segni l’inizio di una lunga e proficua collaborazione nell’interesse reciproco.

per il BARD il Presidente Moreno Broccon

incontro fra il BARD Movimento Belluno Autonoma Regione DOlomiti ed il presidente del Südtirol Durnwalder

Leggi di più...

il BARD in piazza Battisti a Trento insieme ai Trentini per difendere l’Autonomia

11 marzo 2012 By

Ieri, 10 marzo, il movimento Belluno Autonoma – Regione Dolomiti con 15 rappresentanti, ha manifestato a Trento a favore dell’Autonomia Trentina. Insieme a circa altri 1000 trentini, provenienti da tutti i comuni della provincia, il BARD ha manifestato per difendere il modello di autogoverno trentino, che ha garantito in questi decenni sviluppo, crescita e benessere nel rispetto dell’ambiente montano.

Tale autonomia e modello di governo rappresenta quello che anche Belluno deve ottenere, se vuole sopravvivere e ricominciare a crescere. I Bellunesi con gli amici Trentini e del Sud Tirolo potranno vivere in una regione moderna, aperta ed avere una governance comune in un’area alpina omogenea.

Proprio su questi temi il BARD incontrerà prossimamente il Presidente della Provincia di Trento, Dellai e la ex presidente della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Margherita Cogo.

Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti

MANIFESTAZIONE AUTONOMIA

MANIFESTAZIONE AUTONOMIA, Trento 10 marzo 2012: stretta di mano tra il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Dellai ed il Presidente del BARD Moreno Broccon (foto Alessio Coser)

 

Leggi di più...

Belluno Autonoma Regione Dolomiti sarà a Trento per manifestare con gli amici Trentini e difendere il valore dell’Autonomia

10 marzo 2012 By

Sabato 10 marzo il movimento BARD “Belluno Autonoma Regione Dolomiti” sarà a Trento per manifestare con gli amici Trentini e difendere il valore dell’Autonomia . Spesso gli amministratori del Veneto hanno criticato l’autonomia del Trentino e del Sud Tirolo e da più parti si sono levate voci che chiedono di sopprimere le autonomie speciali. Noi autonomisti bellunesi siamo invece convinti che l’autonomia, e quella del Trentino Alto Adige- Sud Tirol in particolare, va difesa perché rappresenta la risposta migliore che sia mai stata data, in termini di autogoverno e responsabilità di gestione, ad un territorio alpino.

Il movimento BARD chiede l’Autonomia per il territorio Bellunese senza mettere in discussione lo statuto e la particolare autonomia del Trentino. Il bellunese, terra ricca di risorse naturali e depositaria del 45 percento delle Dolomiti UNESCO non intende portare via nulla ai vicini Trentini ma chiede aiuto per ottenere condizioni di autogoverno del territorio bellunese che sono state finora costantemente negate dallo stato Italiano e dalla stessa regione del Veneto.

Cari amici Trentini, avete la fortuna di gestire in proprio le vostre risorse e noi non proviamo alcuna invidia per questo ma ci chiediamo come sia possibile che dal nostro territorio se ne vadano un miliardo e duecento milioni di euro di energia elettrica prodotta con la nostra acqua e ne tornino solo 21 milioni pari all’ 1.75 % .

Non siamo barboni che insidiano le vostre case, ci vedrete in piazza Battisti a difendere la vostra autonomia con passione.

Siamo abitanti di un territorio uguale al vostro e ricco come il vostro, forse ancora di più, ma subiamo il continuo saccheggio delle nostre risorse ed il progressivo spopolamento che colpisce duramente tutto il territorio bellunese e in misura maggiore la parte alta. Il bellunese sta morendo non per colpa sua ma per la scelta deliberata e scellerata dei centri di potere del Veneto che si sono già macchiati in passato del sangue innocente di 2000 abitanti di Longarone uccisi dalla politica Colonialista e rapace della pianura che pensa solo ai suoi interessi economici ed è incapace di produrre una modello di governo per la montagna: non ce la facciamo più!

Abbiamo bisogno del vostro aiuto, cari amici trentini, non per espropriarvi della vostra bella casa ma per costruirne una, se possibile ancora più bella, vicino alla vostra. Una forte Regione Dolomitica è nell’interesse di tutti: contiamo sul vostro appoggio! Grazie!

Per il Movimento BARD Belluno Autonoma Regione Dolomiti
Il presidente Moreno Broccon

Leggi di più...