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Nel primo pomeriggio di oggi, a Pergine Valsugana, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ha sottoscritto, insieme agli altri partiti e movimenti autonomisti dell’arco alpino, il documento “Uniti per un’autonomia più forte, un patto che unisce Veneto, Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta e Slovenia. A firmare il documento, il vicepresidente del Bard, Andrea Bona, insieme al Presidente dell’Union Valdôtaine Progressiste, Giuliano Morelli, il Presidente dell’Union Valdôtaine, Erik Lavevaz, il Segretario regionale della Slovenska Skupnost – SSK/Unione Slovena, Igor Gabrovec, l’Obmann della Südtiroler Volkspartei – SVP, Philipp Achammer, il Segretario Politico del Partito Autonomista Trentino Tirolese – PATT, Simone Marchiori, e Antonio Guadagnini, per Siamo Veneto.
La firma del documento è arrivata al termine del congresso ordinario del PATT.

Il patto per le autonomie
Tra i punti salienti del documento sottoscritto, c’è “l’adesione ai valori autentici del federalismo e al principio di sussidiarietà quale modello di autogoverno responsabile per i territori e le comunità che vi abitano; l’obiettivo politico della tutela delle minoranze etnico-linguistiche; l´importanza di una rappresentanza politica autonomista autorevole; la preoccupazione per il clima di ignoranza, se non di ostilità, generato da una riduzione delle Autonomie a una dimensione meramente finanziaria; la volontà delle autonomie speciali di voler contribuire in maniera responsabile, per la quota di propria competenza, all’azione di risanamento finanziario nazionale;
il riconoscimento dell’eccezionale contributo offerto dalle Regioni a statuto ordinario dell’arco alpino al risanamento finanziario nazionale e della necessità di ridurre progressivamente la quota dei trasferimenti allo Stato per garantire uno standard omogeneo di servizi ai cittadini, che si adegui al livello più alto, tra Regioni e Province speciali e ordinarie”.
L’alleanza politica così sottoscritta ha gli obbiettivi di “rivendicare con convinzione le ragioni delle Autonomie in un contesto politico e in un clima d’opinione incline al centralismo; mettere in campo una rappresentanza politica e istituzionale in grado di operare su tutti i livelli (Parlamento Europeo, Parlamento Italiano, Conferenza Stato-Regioni, Macroregione Alpina, Enti Locali) per tutelare e valorizzare le ragioni e le potenzialità delle Autonomie e garantire il pieno rispetto degli accordi raggiunti e da raggiungere sul piano dei rapporti finanziari e delle competenze con lo Stato centrale; portare avanti ogni iniziativa utile per valorizzare la dimensione e la vocazione plurilingue dei rispettivi territori di confine, per promuovere l’Europa dei Popoli e le Euro-regioni; rinnovare il comune impegno a favore dei territori di montagna e delle comunità che li popolano, anche mediante iniziative parlamentari condivise; sostenere e favorire lo sviluppo a livello comunitario della Macroregione Alpina ed agire perché valorizzi le prerogative e le potenzialità delle comunità di montagna; operare in maniera coordinata nelle fasi fondamentali che riguardano l’elaborazione e l’approvazione di nuovi assetti nazionali e costituzionali e in particolare sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove forme di autonomia e federalismo nelle Regioni dove i cittadini ed i rappresentanti politici ne hanno fatto richiesta; condurre un’azione politica unitaria in tutte le iniziative che puntino alla rivendicazione di una maggiore autonomia delle Regioni o Province ordinarie e al completamento delle competenze statutarie delle Autonomie speciali già esistenti; rivendicare, nell’attività legislativa ordinaria e nei processi di definizione delle riforme, la dinamicità delle Autonomie”.
Inoltre, l’accordo prevede una stretta collaborazione e iniziative comuni tra le sezioni giovanili dei partiti e movimenti sottoscrittori; inoltre, è stato costituito un tavolo permanente per confrontarsi regolarmente sugli sviluppi del federalismo e delle Autonomie.

L’intervento
Prima della sottoscrizione del documento, il congresso del PATT ha ospitato un dibattito che ha coinvolto i diversi firmatari. Il discorso di Andrea Bona ha raccolto il sostegno e gli applausi delle centinaia di persone presenti: «Negli ultimi anni, la Provincia di Belluno ha subìto pesanti attacchi dal centralismo romano, tra tagli ai finanziamenti e la cancellazione della rappresentanza democratica con la legge Delrio. – ha ricordato – Per questo, siamo contenti di essere qui oggi, come testimonianza di una terra che, con forza e disciplina, è riuscita a sopravvivere a questa tempesta. Abbiamo bisogno di autonomia, e l’autonomia del Bellunese e del Veneto è stata sancita dal voto del referendum del 22 ottobre 2017: quelle consultazioni sono un principio costituente, per anni si sono inseguite normi e commi, ma la Costituzione si poggia e rispetta la volontà del popolo, che si è espresso con il referendum costituzionale del 2016 e con la doppia consultazione autonomista del 2017, e a questi risultati bisogna dare seguito».
In conclusione, un ringraziamento all’europarlamentare Herbert Dorfmann: «Se come movimento Bard siamo qui oggi, lo dobbiamo a lui e alla collaborazione che abbiamo iniziato cinque anni fa. Una collaborazione tra realtà alpine confinanti, che oggi amplia i suoi spazi grazie all’accordo sottoscritto con gli altri partiti e movimenti autonomisti».


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