Carissimi amici e amiche,

oggi pubblichiamo questa lettera inviata da Alberto Ghelli, tesserato Bard di Cibiana di Cadore, agli organi di stampa locali.

Ci pare offra numerosi spunti di riflessione, e per questo ringraziamo Alberto e tutti quelli che cercano di mobilitare e sensibilizzare l’opinione pubblica sullo “stato di salute” del nostro territorio e della nostra democrazia.

Buona lettura!


In questo nostro Paese, si utilizza la Democrazia conquistata con tanta sofferenza e sacrifici dai nostri padri, per poi apprendere che taluni la utilizzano non per creare giustizia ai cittadini ma solamente per i loro tornaconto.

Mi riferisco a ciò che stà accadendo nel territorio bellunese in merito alla “fuga”, espressa in modo democratico, di cittadini che a maggioranza hanno scelto di volere abbandonare la Provincia di Belluno, la loro terra, per andare a fare parte di un altro territorio, non tanto perchè più bello, il territorio bellunese è fantastico, vi sono le montagne più belle del mondo, ma perchè, ed è inutile nascondercelo, le aspettative di vita in quei territori (Trentino, Friuli) sono migliori dovuto al fatto di una maggiore disponibilità economica che quei luoghi hanno in quanto a Statuto Speciale.

Come non comprendere quei cittadini chiamati ad una scelta certamente non facile, anche se hanno votato a favore e fatto la scelta di lasciare quel territorio dove sono nati e cresciuti, è come quando una mamma distacca il figlioletto dal seno per iniziare a nutrirlo con le prime pappe, è una scelta necessaria nel tempo, ma lascia sempre un certo non so che.

Personalmente comprendo e condivido tale scelta, anche se dolorosa, mi chiedo e chiedo, sperando che qualcuno chiarisca tale dubbio, ma era proprio necessario arrivare a tanto?,

Vi è la legge Regionale n°25 del 08 agosto 2014 approvata sia dalla maggioranza che dalla minoranza con un solo voto contrario, avente come titolo:
“Interventi a favore dei territori montani e conferimento di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria alla provincia di Belluno in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto del Veneto.”

Sarebbe stato sufficiente applicare, come democrazia vuole, tale legge Regionale, per avere quei benefici derivanti dall’articolo 15, non sarebbe stata una autonomia come quella della Regione Friuli o Trentino, ma un grande passo in avanti rendendo giustizia a quei territori montani da tempo bistrattati e tenuti da troppo tempo non nella dovuta considerazione e stanchi di sentire dire dal politico di turno “che per evitare lo spopolamento nei piccoli comuni di montagna occorre portare infrastrutture e servizi che abbisognano”, parole dette al vento, sinora mai mantenute.

Per quanto riguarda l’art.15 sembra il copione di una commedia comica, invece trattasi di una tragica realtà, tutti tacciono, non solo la maggioranza del Consiglio Regionale ma anche chi ha formulato la proposta, la minoranza, l’art. 15 è un suo figlio, perché non gridare e prendere una posizione forte per la sua non applicazione, sono trascorsi ormai quasi due anni dall’approvazione, il tutto, con la complicità di tutti è sprofondato nel più profondo oblio.

Lor Signori, quando al mattino entrando in bagno e guardandosi allo specchio, non provano un senso di vergogna non applicando ciò che loro stessi hanno a suo tempo approvato?, hanno dato praticamente la loro parola, ma questa vale cosi poco?

A breve alcuni comuni della Provincia di Belluno saranno chiamati alle urne per le elezioni amministrative, spero che i cittadini di questi comuni tengano nella dovuta considerazione quanto espresso, il montanaro ha certamente scarpe grosse ma anche il cervello fine e saprà valutare e premiare chi lo merita.

Il Presidente della Regione Veneto sig. Luca Zaia, dopo avere di fatto non applicato l’art. 15, ripeto approvato a grande maggioranza, ora vuole promuovere un referendum riguardo l’autonomia del Veneto.

Sig. Presidente, democraticamente applichi ciò che anche Lei e la sua maggioranza avete approvato, compreso la minoranza taciturna, “la specificità riguardo la Provincia di Belluno” e sarebbe cosa bene fatta avere una risposta in merito.

Nonostante ciò non siamo soli a combattere contro i mulini a vento, e i poteri forti, vi è una forza politica che da tempo lotta per vedere e ottenere giustizia per il popolo Bellunese e nonostante i fatti, come quelli riguardanti il sindaco di S. Stefano di Cadore Sig.ra Alessandra Buzzo, il BARD è sempre in prima fila per ottenere giustizia e quella tanto sofferta Democrazia e Autonomia per la provincia di Belluno.