4 Mag 2016

“Saremo anche ai confini dell’impero, ma dobbiamo dire che siamo sempre i primi della classe…”. Gioca la carta dell’ironia il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, dopo l’annuncio del “battesimo” – il prossimo 16 maggio – della Camera di Commercio Belluno-Treviso, nata dalla fusione dei due enti.
“Per più di un anno abbiamo chiesto di aprire un confronto con Trento, territorio con economia più simile alla nostra, – ricordano dal Bard – senza dimenticare che, tra le pieghe della specificità riconosciuta a livello nazionale alle province di Belluno e Sondrio, c’era la possibilità di mantenere l’autonomia dell’ente. Appelli senza risposta”.
“Vedremo che effetti avrà questa fusione verso valle; – continuano dal direttivo – per ora, vengono garantiti i servizi, ma la sfida si giocherà sul lungo periodo. Come saranno ridistribuiti i contributi su un territorio così vasto e che ci vede protagonisti minori, come numero di aziende? In caso di tagli, verranno mantenuti i servizi periferici? Sarà garantita rappresentatività al Bellunese? La specificità bellunese sarà rispettata dal nuovo ente? Sono domande che rivolgiamo al prossimo presidente e che speriamo possano avere presto risposta”.
“Quello che continuiamo a non capire – concludono dal movimento – è perché ci ostiniamo a fare i primi della classe. Siamo l’unica provincia in Veneto che porta a casa con successo la fusione dei comuni (per ora, con il sostegno delle popolazioni interessate); abbiamo concluso tra i primi in Italia la fusione della Camera di Commercio, pur essendo stati risparmiati dall’obbligo di legge; sopportiamo quotidianamente riduzioni dei servizi e dei trasferimenti di risorse ai comuni. Intanto, i nostri giovani, le nostre famiglie, fuggono da queste terre per poter trovare un lavoro o una scuola dove poter mandare i propri figli; i continui sacrifici di questo territorio non trovano alcun riconoscimento. Almeno, negli studi, essere il primo della classe aiuta ad aprirti delle porte nel futuro; nel nostro futuro, continuando così, vediamo solo porte chiuse”.