mappa "stato dei referendum" comunali in provincia di Belluno - agg. 2 dic 2012

5 Febbraio 2016

 

“L’assessore regionale Gianpaolo Bottacin ha ragione: il passaggio di Sappada al Friuli innescherà la valanga dei comuni referendari, e non basteranno più i fondi di confine a fermare la frana“. Il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti appoggia le dichiarazioni dell’esponente leghista bellunese sulla situazione dei comuni di confine e dell’intero bellunese: “Lo abbiamo ribadito pochi giorni fa: non si possono usare i fondi ex Brancher per tenere in scacco il Bellunese. È tempo che il Governo e il Partito Democratico, tramite i loro esponenti bellunesi, diano risposte concrete“.

“La proposta di un Veneto a statuto speciale è affascinante, – continuano dal Bard – ma crediamo che sia difficilmente praticabile, e comunque bisognerebbe riconoscere a Belluno un’autonomia particolare. La partita si gioca comunque sul piano fiscale: si ottenga il riconoscimento del modello del Trentino Alto Adige. Trento e Bolzano riscuotono i tributi, trattenendone il 90% e versando a Roma il restante, così possono garantire sviluppo e servizi: questo è il sistema che ci serve”.

“Anche per questo – proseguono dal Bard – chiediamo intanto che il deputato e segretario Pd, Roger De Menech, raccolga l’idea dell’assessore Bottacin di modifica dell’articolo 116 della Costituzione”. Bottacin, infatti, nei giorni scorsi aveva rilanciato la proposta di inserire all’articolo 116 anche il nome della Provincia di Belluno, a fianco di quello di Trento e Bolzano: “Se Lega e Pd riuscissero a portare a casa questa modifica, verrebbero finalmente cancellate le disuguaglianze con i nostri vicini. Bressa e De Menech portino al più presto questa proposta sul tavolo del Governo, senza dimenticare l’accordo per il ripristino dell’elettività“.

L’autonomia in Costituzione limiterebbe la voglia di fuga dei comuni di confine bellunese, ma dal movimento chiedono che non si stoppi il cammino dei comuni referendari: “Da Lamon a Taibon, passando per Sappada e i comuni ladini – le cui motivazioni non sono solo politico-economiche, ma soprattutto storiche -, tutti i comuni che hanno visto vincenti i referendum per il passaggio di regione hanno diritto ad avere risposte, nel rispetto della democrazia e della volontà del popolo. Solo una provincia veramente autonoma può arginare la valanga referendaria. – concludono dal movimento – Davvero si vuole arrivare al braccio di ferro con il territorio, pur di non riconoscere al Bellunese la giusta dignità?”