21 Giu 2014

Riceviamo un invito a partecipare alla consegna delle firme in difesa della pediatria di Pieve di Cadore che in questi giorni due mamme Auronzane, Mariantonia Corte Pause e Barbara Ravagnan, hanno raccolto dopo aver promosso una petizione popolare contro la cancellazione dei posti letto assegnati al reparto di pediatria dell’Ospedale di Pieve di Cadore.

A questa prima iniziativa si sono poi associate molte altre iniziative simili e anche l’artista Natalino Balasso ha dato il suo appoggio al lavoro della mamme del Cadore, mediante un intervento sulla sua pagina Facebook: “La sanità non serve a far quadrare i conti. Non serve ad arricchire qualche furbetto. La sanità in teoria serve a curare deboli e malati. Per questo abbiamo inventato una sanità pubblica, per questo la paghiamo… “

Sono migliaia le firme raccolte a favore del mantenimento dei posti letto del reparto di pediatria di Pieve di Cadore e verranno consegnate dalle mamme che hanno promosso l’iniziativa alle autorità regionali alla presenza dei Sindaci e dei rappresentanti politici della provincia di Belluno.

Ancora una volta la popolazione del Cadore-Comelico-Val Boite rischia di subire una diminuzione quantitativa e qualitativa dei servizi sanitari presenti nel territorio. I cittadini del Cadore, anche per mezzo della encomiabile iniziativa di queste mamme, chiede a gran voce il mantenimento di un servizio sanitario fondamentale quale quello dei ricoveri pediatrici perché non è accettabile che i piccoli pazienti e le loro famiglie siano costretti a ricoveri in ospedali distanti anche 150 Km dal Cadore e non tutto può essere risolto con costosissimi voli di elicottero che oltretutto in caso di maltempo o nelle ore notturne non può intervenire.

Dobbiamo anche tenere presente che per dei piccoli pazienti è importante la vicinanza della famiglia e questo è possibile solo se l’ospedale si trova nel raggio di qualche decina di chilometri e non certo a un’ora e mezza d’auto. I bambini di montagna meritano la stessa tutela di quelli che vivono nelle pianure e nei grandi centri urbani della Regione Veneto.

Il BARD, che sta sempre e solo dalla parte della montagna e della sua gente, unisce la sua voce a quella delle mamme delle terre alte per rivendicare con forza il diritto alla salute ! Il diritto a ricevere assistenza sanitaria in condizioni di parità con tutti gli altri cittadini di questa regione.

La nostra montagna non è un posto di serie B da dove scappare appena possibile ma il luogo dell’anima, la nostra terra dove vivere con dignità. La stessa di tutte le altre famiglie e di tutti i bambini del Veneto!