7 Giugno 2012

L’articolo del Corriere delle Alpi che spiega il nostro punto di vista sulle iniziative volte ad indire nuovi referendum per cambiare provincia.

Il Bard: «Legittimi tutti i referendum»

L’intervento del movimento autonomista sulle nuove ventilate iniziative per cambiare provincia

BELLUNO. «Il Bard è nato per dare una speranza di futuro alle comunità della provincia di Belluno». Nuovo intervento del movimento Belluno Autonoma Dolomiti Regione sulla questione dei referendum “secessionisti”: «La divisione e la discordia tra le comunità bellunesi produrrà la loro estinzione. E’ solo la cultura alpina che potrà permetterci di resistere alla concorrenza che la globalizzazione internazionale ci costringe ad affrontare. La cultura della pianura urbanizzata non è in grado di affrontare i problemi e i bisogni della montagna, non ne conosce la realtà, i caratteri, le risorse, le debolezze, i vincoli e le necessità».

Alcune comunità bellunesi hanno già proposto un referendum per aderire alla provincia di Trento (Lamon e Sovramonte), alla provincia di Bolzano (Cortina, Colle e Livinallongo), alla provincia di Udine (Sappada). «In tutti questi casi», dice il Bard, «i referendum hanno dato un esito chiaro, i cittadini hanno approvato il progetto di trasferimento ad altra amministrazione provinciale. La decisione, però, non ha prodotto l’esito voluto poiché la Regione Veneto non ha ancora espresso il proprio parere, necessario per procedere nell’iter di trasferimento.

Per questo il Bard ha proposto un referendum provinciale per verificare la volontà dei cittadini di trasferirsi come terza provincia autonoma nella regione Trentino-Alto Adige, proponendo una soluzione unitaria che impedisca ad alcune nostre comunità di divenire minoranza entro altre provincie. Il referendum è stato ingiustificatamente negato dalla Corte di Cassazione. Il ricorso al Capo dello Stato del giugno 2011, contro questa delibera illegittima, è fermo in Consiglio di Stato e non è ancora stato istruito».

Nel frattempo il governo nazionale con il decreto “Salva Italia” ha deciso di trasformare le Provincie in enti non elettivi. In questa fase di passaggio alcuni Comuni stanno decidendo di proporre referendum per trasferirsi in provincia di Trento, Bolzano e Udine.

« Il Bard ritiene che questi referendum, pur rappresentando un rischio per l’unità della provincia, siano legittimi, giusti e necessari. Sono una reazione dei montanari al degrado, all’abbandono, al sentimento di scoramento, all’assenza di speranza. Sono una rivendicazione di democrazia reale e le preoccupazioni e le difficoltà che essi sollevano, hanno una loro genuina essenza di rivendicazione di un ruolo, stabilito dalla Costituzione italiana e dalla legislazione vigente, d’iniziativa politica riconosciuta ai cittadini. Per questo motivo il Bard li sosterrà e farà tutto il possibile per favorirne lo svolgimento in un clima di dialogo e collaborazione, senza innescare conflitti, al fine di dare a queste iniziative il senso di una rivendicazione corale e condivisa di adeguati strumenti di buon governo locale per tutte le comunità della provincia di Belluno».

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