6 Lug 2014

Il Movimento BARD  (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) preso atto del Piano di Sviluppo Rurale approvato dalla Giunta Regionale del Veneto con PDA n°94 del 11/06/2014 ed accertato che le aree classificate montane, come delimitate nella tabella a pag. 10, finiscono per ricomprendere non solo le aree svantaggiate della Provincia di Belluno e delle altre zone alpine ma buona parte dell’area collinare – per esempio i Comuni di Malcesine, Negar, in parte anche Verona, Marostica, Caltecucco, Monfumo, Valdobbiadene, Refontolo fino a Vittorio Veneto – verosimilmente non tra le più bisognose di aiuto in campo agricolo.

Considerato che il metodo di individuazione di tali aree montane viene definito in poche righe alle pag. 313 e 314 sotto il titolo di “informazioni specifiche” e questo modo di operare non offre nessuna garanzia che le risorse in campo agricolo riservate dall’Unione Europea per le aree montane arrivino effettivamente alle aziende che operano nelle aree svantaggiate.

Tenuto anche conto che il movimento BARD e i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori, delle Amministrazioni locali, dei GAL e della società bellunese hanno in più occasioni incontrato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato e i dirigenti del settore agricoltura ed ogni volta si sono scontrati con la ferma volontà della struttura burocratica regionale di non riconoscere le istanze della montagna privandola delle risorse e delle misure indispensabili per il rilancio della nostra economia.

Accertato dall’esame del Piano di Sviluppo Rurale che nessuna delle richieste a suo tempo avanzate dal mondo agricolo e dalla società bellunese è stata accolta, il Movimento BARD invita le Associazioni di categoria a mobilitarsi per contrastare l’approvazione di tale Piano che non tutela gli interessi della nostra gente che vive e lavora in montagna.

Chiede anche e fermamente ai nostri Consiglieri Regionali di bloccare, con ogni azione possibile, la ratifica in Consiglio di tale documento.

La vicenda del Piano di Sviluppo Rurale, che ha visto impegnata per mesi e con considerevole dispendio di energie la società bellunese, dimostra una volta di più l’immediato bisogno della nostra Provincia di staccarsi completamente dal contesto amministrativo del Veneto da sempre incapace di riconoscere alla montagna quanto gli spetta di diritto.

VIA DAL VENETO! AVANTI VERSO LA REGIONE DOLOMITI!