ElezioniSubito

22 novembre 2017

«Finalmente Sappada ha avuto la risposta che attendeva da nove anni: siamo dispiaciuti per la perdita di un patrimonio culturale, naturale e turistico immenso, ma c’è la soddisfazione per aver finalmente visto riconosciuti i diritti e le richieste della popolazione»: questo il commento a caldo del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, a pochi minuti dal voto favorevole della Camera dei Deputati al passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia.
«È stato un dibattito povero e sconcertante: – commentano dal consiglio federale del BARD – d’improvviso, il nostro Parlamento si è accorto che esiste un problema della montagna, che esistono i comuni referendari e che questi da anni e anni attendono risposte. Dove è stata questa gente dal 2006 ad oggi? Lamon, Sovramonte, Colle Santa Lucia, Livinallongo, Cortina, Taibon, Voltago, sono nomi riecheggiati nella Camera solo per essere usati come strumento di ostacolo. Per quattro ore alla Camera si è parlato dei problemi del Bellunese, della montagna, dei comuni referendari: abbiamo perso Sappada per incapacità politica, Sappada ora diventi il nostro pegno per un percorso di reale autonomia».
«La sensazione è che i pericoli in questo passaggio non siano finiti: – continuano dal BARD – tra i tanti “delusi” dell’esito, dalla Regione Veneto ai deputati contrari, non mancherà chi solleverà eccezioni di costituzionalità, rallentando ancora l’iter».
Infine, una stoccata ai bellunesi al governo: «Il sottosegretario Bressa, nel momento più importante per la nostra provincia, non era in aula, mentre il deputato De Menech, lasciato solo, ha preferito non partecipare al voto. – sottolineano dal movimento – Non è questa la responsabilità che questo territorio richiede, il Bellunese merita ben altro».
«Meritiamo, ad esempio, – concludono – che la richiesta di calendarizzazione in Conferenza dei Capigruppo della discussione della proposta di legge per il ripristino dell’elettività provinciale, richiesta presentata il 25 ottobre da Lorenzo Dellai, non venga respinta, come accaduto poche settimane fa. È giunto il tempo della responsabilità, per tutti».