Per coloro che sono affezionati alla veneticità si ricordano tre cose:

  • Le Venezie sono tre, il Trentino, il Veneto e il Friuli. I Trentini e i Friulani sono legati alla loro storia veneta quanto noi. Appartenere ad altra amministrazione non ha nulla a che vedere con i caratteri etnici e con stravolgimenti identitari.
  • Di che identità parliamo? Pensatela come vi pare. Il fatto è che abbiamo bisogno di politiche attive adeguate e utili in montagna, pena lo spopolamento totale e definitivo dei due terzi della provincia. Preferite la nostalgia d’identità vere o fasulle o una vita vera e possibile delle comunità bellunesi? Volete essere mummie in un museo o vivere in un magnifico ambiente montano, dove si vive bene, meglio che in padania, se si creano le possibilità di fare quello che serve per viverci?
  • L’identità la cerca solo chi l’ha perduta. L’identità la perdono le comunità deboli, in decadenza, che vivono con lo sguardo rivolto al passato, che preferiscono le nostalgie ai progetti vitali, che accettano supinamente l’estinzione e l’emarginazione, che preferiscono il calduccio della servitù alla fresca incertezza della libertà. I morti han bisogno del nome sulla lapide (la famosa identità), i vivi hanno solo il desiderio e la volontà di restare vivi. L’identità è determinata da ciò che le comunità fanno, da come costruiscono relazioni con gli altri, reagendo alle difficoltà. Le comunità che si lasciano morire senza reagire sono già morte. E l’identità con loro.