Abbiamo già visto che la strada scelta per il nostro referendum è legata a quanto disposto al comma 2 dell’art. 132 della Costituzione Italiana che prevede la possibilità, da parte di una provincia, di essere staccata da una regione per essere aggregata ad un’altra.

La normativa di dettaglio che regola l’iter è contenuta in seno alla L. 25 maggio 1970, n. 352, che regola agli artt. 41 e seguenti, per l’appunto, le operazioni per l’esercizio del voto referendario.

Vi è tuttavia una condizione che risulta imprescindibile per dare avvio alla pratica referendaria così come descritta: è assolutamente necessaria la delibera del Consiglio Provinciale interessato al distacco, nella quale sia chiarita l’espressa volontà di essere staccati dalla regione Veneto per essere aggregati alla regione Trentino Alto Adige.

Successivamente l’elenco delle fasi attuative dovrà essere il seguente:

  • La richiesta di referendum deve essere quindi depositata presso la cancelleria della Corte di cassazione.
  • L’Ufficio centrale per il referendum, costituito presso la Corte di cassazione, accerta che la richiesta di referendum sia conforme alle norme dell’articolo 132 della Carta costituzionale e della legge.
  • L’ordinanza dell’Ufficio centrale che dichiara la legittimità della richiesta di referendum è immediatamente comunicata al Presidente della Repubblica e al Ministro per l’interno, nonché al delegato che ha provveduto al deposito.
  • Il referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, entro tre mesi dalla comunicazione dell’ordinanza che dichiara la legittimità della richiesta, per una data di non oltre tre mesi da quella del decreto.
  • Il referendum è indetto nel territorio delle regioni della cui fusione si tratta, o nel territorio della regione dalla quale le province o i comuni intendono staccarsi per formare regione a sé stante.
  • La proposta sottoposta a referendum è dichiarata approvata, nel caso che il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito del referendum non sia inferiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto il referendum, altrimenti è dichiarata respinta.
  • Nel caso di approvazione della proposta sottoposta a referendum, il Ministro per l’interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, presenta al Parlamento il disegno di legge costituzionale o ordinaria di cui all’articolo 132 della Costituzione.
  • La promulgazione della legge ordinaria prevista dall’art. 132, secondo comma della Costituzione è espressa con la formula seguente:

«La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, a seguito del risultato favorevole al referendum indetto in data. . ., hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica promulga la seguente legge:  …».