Cessione Società Bellunesi – COMUNICATO STAMPA

8 marzo 2013 By

Il Movimento BARD osserva che stanno accadendo diversi eventi relativi alle società partecipate da enti pubblici bellunesi, quali Dolomiti Bus e Dolomiti Ambiente.

A questo proposito, avendo acquisito tutti i dati relativi alle operazioni in corso, in attesa di verificarne la legittimità, esprime la  totale opposizione  a qualsiasi ipotesi di svendita di quote delle Società Bellunesi  ad altre società società pubbliche o private venete. Le decisioni assunte dal Commissario Prefettizio  Provinciale in merito alle società partecipate devono essere  immediatamente sospese in quanto decisioni assunte al di fuori dell’ordinaria amministrazione e totalmente inopportune.

E’ evidente che decisioni di questo tipo, dalle quali dipende l’autonomia economica futura delle amministrazioni locali bellunesi non possono essere definite e assunte da un pubblico funzionario (anche se ottimo) perchè privo della legittimazione dei cittadini. Si fermi ogni decisione poiché esistono alternative economicamente sostenibili e vantaggiose derivanti da  collaborazioni con le provincie alpine vicine in luogo dell’asservimento e svendita delle imprese bellunesi a società della pianura veneta, totalmente prive della esperienza necessaria per la buona gestione di imprese pubbliche in territorio montano.

Denuncia inoltre l’opacità delle informazioni sulle operazione in corso e chiede che il Commissario esprima con chiarezza quali sono le motivazione a sostegno delle sue scelte in materia di società partecipate dalla Provincia di Belluno. Il Movimento BARD condanna anche la vergognosa e servile svendita di territori agricoli a improbabili produttori agricoli, che s’impadroniscono di terreni agricoli al solo fine di giustificare le loro sovrapproduzioni vinicole , che non porteranno alcun vantaggio alla struttura produttiva agricola e alla  popolazione residente.

Chiama le istituzioni bellunesi e cittadini all’attenzione e al controllo democratico su decisioni strategiche per l’interesse comune e per il futuro del trasporto locale, della sanità pubblica, del sistema di uso e distribuzione dell’acqua  e del sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti.

Le imprese estranee al nostro territorio vedono in questi ambiti di intervento solo il “business”, per i bellunesi sono risorse primarie sulle quali fondare la propria autonomia amministrativa ed economica futura.
Grazie.

Moreno Broccon
Presidente Belluno Autonoma Regione Dolomiti

 

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partecipato incontro BARD a Sedico: non solo agricoltura …

2 dicembre 2012 By

Non solo agricoltura all’incontro di venerdì organizzato a Sedico dal Bard. Il Sindaco di Sarentino/Sarntal, Franz Thomas Locher, ha evidenziato il valore attuale dell’istituto secolare del ‘maso’, che coniuga tradizione, esperienza ed innovazione. Infatti gran parte delle aziende agricole locali sono dotate di attrezzature computerizzate all’avanguardia. In tal modo le 186 attività presenti nel comprensorio possono conferire latte di ottima qualità alla cooperativa Mila con la massima redditività.

Orgogliosamente Locher, anch’egli allevatore, ha ricordato che molti ministri europei all’agricoltura sono passati senza lasciar segno del proprio operato mentre i contadini Sudtirolesi sono ancora sulle loro montagne incrementando così anche il turismo e facendo effettiva prevenzione ambientale.

Il segretario del Sindaco s’è soffermato sull’organizzazione comunale, efficiente in ogni campo della vita comunitaria, dall’artigianato all’istruzione, dal campo forestale alla previdenza. Ciò è dovuto, ha affermato, alla visione del Governo provinciale tutta improntata alla salvaguardia del territorio montano e al mantenimento in loco della popolazione.

L’intervento di Diego Cason ha fatto risaltare, grazie al supporto di specifiche, inedite diapositive, le similarità dei territori bellunese, trentino e sudtirolese in ambito forestale, agricolo e colturale ma la loro drammatica distanza in ordine ai risultati economici che ne derivano: ottimizzati nelle Province autonome, minimi da noi. Ciò è dovuto chiaramente alle politiche economiche che la Regione Veneto attua anche in campo agricolo, tutte mirate ad un ambito di pianura, che ci sono del tutto estranee ma che vengono attuate anche da noi, coi risultati che constatiamo.

Sono seguiti interventi di vari nostri conterranei impegnati in agricoltura, dal Presidente della locale latteria cooperativa (tre soli conferenti), ad un volenteroso nuovo imprenditore multifunzionale (allevamento, produzione di formaggio, miele, ecc) all’esperienza innovatrice di Marta Zampieri, allevatrice di capre da cashmere; tutti accomunati da un denominatore comune: marginalità dell’attività, dovuta alla parcellizzazione della proprietà, alla difficoltà di ottenere credito, alla confusione regolamentare unita ad una burocrazia esacerbata.

Il pubblico, tra cui molti allevatori, ha seguito con interesse i relatori, intervenendo con acutezza nella successiva discussione. Alla fine sono stati donati agli ospiti sudtirolesi una scelta di formaggi della latteria sociale di Sedico e una bottiglia di Cuss, il vino prodotto da Marco De Bacco a Seren del Grappa, recentemente premiato al prestigioso concorso di vini di montagna ad Aymavilles (Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste).

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incontro del BARD a Trichiana con gli interventi dei sindaci Cavallet e Cesa e una testimonianza di ‘vita dalle Province Autonome’

25 novembre 2012 By

Pieno successo a Trichiana per l’incontro organizzato dal Bard “Belluno domani…noi la pensiamo così”. In una sala gremita di cittadini provenienti da tutta la Sinistra Piave, il Sindaco Giorgio Cavallet ha ricordato che anche il suo Comune, come altri della Valbelluna, soffre per una situazione economica cui non si vedono per ora vie di sbocco e per la quale addirittura non ci sono aiuti come invece sembrano ottenere i Comuni di confine tramite i fondi Letta o Brancher.

L’intervento di Diego Cason, supportato da una serie impietosa di diapositive sulla nostra realtà economica, demografica, abitativa, ha evidenziato una volta ancora come sia necessaria una decisa svolta a favore delle nostre Comunità, pena la loro frammentazione e scomparsa.

Moreno Broccon, presidente del Movimento, ha svolto la sua relazione focalizzando l’attenzione sulla difficoltà di ottenere attenzione per le nostre problematiche sia da parte della Regione Veneto che del Governo nazionale. Il doppio successo ottenuto negli ultimi mesi con l’articolo 15 del nuovo Statuto veneto sulla nostra specificità ed il mantenimento dell’ente Provincia devono essere, per Broccon, il punto di partenza per costruire una governance gestita dai Cittadini delle vallate, che meglio di altri ne conoscono le criticità e ne possono proporre le soluzioni più adeguate.

Interessantissimo l’intervento di Luciano Dalle Grave, nostro concittadino che da anni vive in Val Badia/Gadertal, a La Villa/La Ila, ove s’è sposato con Martha, ladina doc, dalla quale ha avuto due figli. Entrambi operatori in campo turistico, lui nella ristorazione, lei nel Consorzio Dolomiti Superski. Dolorosamente, ma coscientemente, ha deciso di vivere definitivamente in provincia di Bolzano/Bozen ove le politiche a favore del territorio, del turismo e della famiglia sono un forte richiamo per chi desideri una vita familiare aperta alle sfide che sempre più spesso ci troviamo ad affrontare. Politiche che ha esplicitato con esempi riferiti alla propria quotidianità e che di riflesso dimostrano quanto siano assenti ma necessarie nella nostra Provincia.

E’ intervenuto anche il Sindaco di Mel, Stefano Cesa, che ha concordato col collega Cavallet, evidenziando ancor più le disparità create dalla gestione dei fondi Letta e Brancher. A conclusione un confronto di idee con i presenti, molto interessati ai progetti esposti dai relatori.

Il prossimo incontro si svolgerà a Sedico, con un’altra testimonianza di vita dalle Province Autonome.

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Il Bard all’attacco: una vergogna gli Stati generali della Provincia di Belluno

6 luglio 2012 By

Dal Corriere delle Alpi del 5 luglio 2012

Il Bard all’attacco: una vergogna gli Stati generali

Il vice presidente Silvano Martini: «È incredibile che non si sia trovata l’unità d’intenti sul futuro dell’ente Provincia. I veri nemici di questo territorio non stanno a Venezia, li abbiamo dentro le mura di casa»

di Paola Dall’Anese

BELLUNO. «Gli stati generali sono falliti: un fallimento sia del presidente della Camera di Commercio, che aveva tanto voluto questo incontro, sia del tavolo stesso e di tutti i suoi partecipanti, che non hanno saputo far fronte comune per rivendicare il ritorno della Provincia come ente di primo livello. I nemici di questo territorio, come si evince da quanto accaduto, non stanno a Venezia, ma tra le mura di casa nostra».

Non usa mezzi termini Silvano Martini, vice presidente del Bard, per criticare e bocciare in toto gli stati generali convocati dalla Camera di Commercio di Belluno, che non sono riusciti a trovare un accordo e una condivisione sul futuro dell’ente Provincia.

Anzi, la questione ha diviso amministratori, parti economiche e sindacali. Al termine dell’incontro, infatti, non si è giunti a nessuna presa di posizione su questo tema: parte dei presenti, infatti, erano a favore della rivendicazione della Provincia come ente di primo livello, cioè eletta direttamente dalla popolazione, mentre l’altra metà era arroccata su un’idea di palazzo Piloni di secondo livello, come da disegno del governo centrale.

«È una vergogna», commenta Martini, «per portare avanti la nostra battaglia per l’autonomia e per il riconoscimento della nostra specificità dobbiamo possedere un ente di primo livello. E il tentativo fallito del consigliere Reolon di chiedere una presa di posizione su questo punto, dimostra che non c’è un’idea condivisa».

Per Martini «molti nel nostro territorio hanno in mente una provincia con sovranità popolare uguale a zero. Ora che si va verso l’unione dei comuni, che siamo di fronte ad esempi come quelli del Bim Gps e al disastro che ha creato, e se pensiamo che a breve i servizi pubblici dovranno andare a gara, non possiamo non rilevare come sempre più comuni stiano perdendo la possibilità di gestire i servizi in proprio, essendo costretti a esternalizzarli con tutti gli interessi economici che esistono dietro a questi appalti. Serve un’amministrazione che abbia una visione d’insieme e che faccia da intermediaria».

Per il vice presidente del Bard, che attende a breve un pronunciamento del Tar del Lazio in merito alla possibilità di tornare alle urne per l’elezione dei rappresentanti provinciali, «questo tavolo è stato un fallimento, non si è trovata la capacità di portare avanti un’unica mozione sulla Provincia. A me dispiace vedere tutta l’agitazione dei presidenti della Camera di commercio Doglioni e dell’Uapi Curto: il tutto mi suona tanto come un segnale che è in atto una campagna elettorale che vede il secondo premere per arrivare ai vertici camerali e il primo tendere a non so quali obiettivi».

A lamentarsi per l’esclusione dal tavolo anche il presidente dell’Usarci, Mario Nicolai. «Ci hanno tenuti fuori, eppure anche noi siamo una parte economica di questa provincia».

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Un de profundis la riunione degli stati generali alla Camera di Commercio

5 luglio 2012 By

di Tomaso Pettazzi

Reduce, da spettatore, dagli Stati generali della Provincia indetti dalla CCIAA locale, mi sento di esprimere un forte disagio per quanto lì avvenuto.

Innanzitutto l’esiguo numero dei partecipanti, erano presenti poco più di una ventina di Sindaci, ha di fatto tolto autorevolezza ad un incontro che avrebbe dovuto rappresentare il momento più alto di sintesi di come il Bellunese viva questa stagione terribile e cosa proponga per la sua soluzione.

E poi, di fronte alle immense mancanze quotidianamente testimoniate dai mass media, si è preferito discutere su quali e quante mansione dovrebbero essere demandate ai possibili Enti sostitutivi della Provincia stessa, dando per scontati, senza alcun tentativo, ed orgoglio, di difesa, il suo declassamento e fine ingloriosa. Doglioni è uno storico, credo quindi reputi appropriata a tal proposito la frase: ”dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, cioè “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”.

Una delle poche proposte valide, che avrebbe avuto una valenza di unità politica territoriale, è stata la richiesta di Sergio Reolon. Sottoscriviamo, suggeriva, un documento di richiesta per il mantenimento di una Provincia di primo livello, quindi con mansioni prettamente politiche, non solo di vago indirizzo di intenti. Sostenuta, a voce, dalla stragrande maggioranza dei presenti, è stata bocciata in nome di una deprecabile necessità di attesa del parere dei non presenti. Col plauso del solito Toscani, utopisticamente legato al sogno della macro Magnifica Comunità Cadorina, che tutto sopirà e tutto risolverà. E con il silenzio colpevole delle Associazioni di categoria e dei Sindaci nel complesso. Invito chi era a favore a renderlo noto alla cittadinanza.

Infine, ciliegina sul frutto avvelenato, la dichiarazione dello stesso Presidente Doglioni che invitava a non sottilizzare su primo o secondo livello, definendo la differenza una semplice questione lessicale. Qualcuno, spero, gliela spiegherà in seguito.

Da parte sua, il Commissario prefettizio Capocelli ha svolto egregiamente il suo compito di esecutore (leggesi eliminatore) della Provincia. Convitato di pietra, non è intervenuto nemmeno su richiesta ed alla fine s’è allontanato, dribblando pure i giornalisti che lo inseguivano per avere commenti.

In definitiva una pessima mattinata, che verrà purtroppo ricordata tra le pagine più fosche da chi scriverà la nostra storia recente. Un vero e proprio de profundis.

Unica nota positiva: finalmente c’è la prova provata che i Bellunesi non possono attendersi nulla di buono da questa genia di pavidi, ma devono rimboccarsi le maniche per trovare solo in se stessi la forza di redenzione dalla situazione disperata in cui siamo precipitati.

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