PROVINCIA ELETTIVA, PIU’ RAPPRESENTANZA A TERRE ALTE E MINORANZE

26 maggio 2015 By

Più rappresentanza in consiglio per le “terre alte”, tutela alle minoranze e una gestione politica più corrispondente al territorio: questa la Provincia che nascerà grazie all’accordo del Bard con il Governo.
“Dobbiamo dimenticare la “vecchia” Provincia, quella che abbiamo conosciuto prima del commissariamento e dell’arrivo dei sindaci. – spiega Andrea Bona – La modifica alla legge Delrio che abbiamo ottenuto prevede uno sforzo anche da parte dei bellunesi: il nostro assetto sarà simile a quello trentino, organizzato in comunità di valle. Ad ogni zona saranno garantiti posti in consiglio, anzi: chi scriverà il nuovo Statuto provinciale potrebbe anche decidere di dare più rappresentanza alle terre alte rispetto alla Valbelluna, dove storicamente si accentra il potere politico”.

“Nell’accordo col Governo viene data grande importanza alle minoranze linguistiche presenti nel Bellunese. – continua Danilo Marmolada – L’obbiettivo sarà quello di garantire ruoli in consiglio anche ai rappresentanti del mondo ladino, così come alle realtà germanofone e ai tre comuni della Ladinia storica. L’idea è di ricalcare le tutele offerte dalla Provincia autonoma di Bolzano: se non proprio una realtà bilingue, almeno un ente in grado di dare rappresentanza, voce e tutela a tutte le minoranze, linguistiche e culturali, presenti nel Bellunese”.

“La storia della nuova provincia – concludono i due candidati di Veneto Civico – è ancora tutta da scrivere, ma questa volta la penna non è in mano a qualcuno a Roma o a Venezia, ma possiamo e dobbiamo deciderla noi. Con l’accordo Bard-Governo abbiamo dato vita al primo capitolo di questa nuova storia, ma a completarla dovranno essere i bellunesi”.

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 CAMERA DI COMMERCIO, DELLAI: “TRENTO LIETA DI APRIRE A BELLUNO”

23 maggio 2015 By

“La Camera di Commercio di Trento mi risulta disponibile e interessata a collaborare con Belluno”. Così l’ex presidente della Provincia di Trento, ora in Parlamento, Lorenzo Dellai, apre il dialogo tra i due enti camerali. L’annuncio di Dellai arriva dopo le prese di posizione di Andrea Bona, candidato Bard-Veneto Civico, contro la possibile fusione bellunese con Treviso. “In questi giorni, sono stato avvicinato da imprenditori e esponenti delle associazioni bellunesi – spiega Bona – che esprimono le loro perplessità a una fusione con Treviso e mi chiedono se veramente c’è la possibilità di un’aggregazione con Trento. La risposta, come confermato da Dellai, è sì, ma serve un segnale”.
Il tempo corre: secondo indiscrezioni, la decisione della fusione con Treviso potrebbe essere già presa e ufficializzata martedì. Anche per questo Dellai chiede di riflettere e di non prendere scelte che possono compromettere il dialogo: “Una sinergia tra Trento e Belluno è interesse reciproco per i territori. Il riordino dei servizi non può prescindere dai modelli di sviluppo; il tessuto delle imprese bellunesi è simile a quello trentino, non a quello delle realtà venete. L’aggregazione di Trento e Belluno, poi, – conclude Dellai – sarebbe coerente con i risultati ottenuti con l’accordo nazionale dal Bard: il ritorno all’elettività è un passo politico verso l’autonomia, e anche il mondo economico deve muoversi nella stessa direzione, per un’impostazione più dolomitica”.

“La fusione di Belluno con Treviso non sarebbe una semplice aggregazione, – conclude Bona – ma significherebbe il dissolvimento della nostra economia in un sistema completamente estraneo all’area alpina. Ecco perchè la scelta dell’aggregazione con Treviso va stoppata ora, e chiedo al presidente Curto – prima di confermare ogni sua decisione – di aprire un confronto con il suo omologo di Trento”.

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TRENO DELLE DOLOMITI: “SIAMO I PRIMI A SOSTENERLO”

21 maggio 2015 By

“Siamo i primi a sostenere l’importanza del treno per il nostro territorio”: l’appello della società civile bellunese ai candidati consiglieri regionali a favore del potenziamento del sistema ferroviario e della realizzazione del Treno delle Dolomiti trova immediato sostegno nel Bard.

“Quello dell’anello ferroviario tra Belluno, Trento e Bolzano è un progetto storico, che come movimento abbiamo riportato alla luce durante l’eurocampagna a favore di Herbert Dorfmann: con lui, aggancio con l’Alto Adige e Strasburgo, abbiamo la concreta possibilità di confrontarci sul progetto con i diretti interessati e cercare in Europa possibili agganci e finanziamenti. Da tempo si parla di chiusura al traffico dei passi dolomitici: il treno è un mezzo ecosostenibile, che rispetta i dettami della Convenzione delle Alpi e i principi di valorizzazione del territorio Dolomiti Unesco. Certo, un’opera così complessa non può essere realizzata dall’oggi al domani, ma grazie al Bard il discorso è sui tavoli di discussione già da tempo”, spiegano Andrea Bona, Alessandra Buzzo e Danilo Marmolada.

“C’è un altro nodo importante da sciogliere: quello dei servizi. – sottolineano i tre candidati – Dai nostri vicini, le ferrovie funzionano come strumento turistico e sociale, garantiscono trasporto di bici e sci con un trasporto pubblico integrato tra gomma e rotaia. Questo serve anche al Bellunese: le tratte Montebelluna-Calalzo e Conegliano-Calalzo devono passare in mano a chi sa gestire la rete ferroviaria, bisogna ragionare in una prospettiva europea. Serve un servizio ferroviario che possa coordinarsi con quello su gomma; dobbiamo poter portare i cicloturisti da Venezia alle Dolomiti e ritorno tutto l’anno, non solo nei giorni festivi dell’estate, come accadrà tra pochi mesi; dobbiamo collegare le località turistiche bellunesi, trentine e altoatesine e relativi comprensori sciistici, come già fa Bolzano con la Val Pusteria; bisogna garantire mezzi sicuri e confortevoli per i pendolari e gli studenti, anche per fermare lo spopolamento. Con queste proposte e quella del Treno delle Dolomiti si può salvare il servizio ferroviario nella nostra provincia”.

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UGO ROSSI A FELTRE: “APPOGGIO POLITICO PER L’AUTONOMIA DI BELLUNO”

20 maggio 2015 By

Il Bard incassa l’appoggio ufficiale del Presidente della Provincia Autonoma di Trento nel suo cammino verso l’autonomia e le elezioni regionali. Ugo Rossi, lunedì sera a Feltre, ha infatti sostenuto pubblicamente l’accordo elettorale e le scelte compiute dal movimento: “La richiesta di autonomia del Bellunese è un segnale importante anche per i trentini, che si stanno pericolosamente abituando all’autonomia. – ha spiegato Rossi – E’ un valore da difendere e da diffondere, senza gelosie: per questo, daremo tutto il nostro appoggio politico, culturale e di esperienza a questa battaglia”.
Rossi si è soffermato poi sugli accordi elettorali siglati con il Governo: “Un ente elettivo è fondamentale per la montagna: serve chi si prenda la responsabilità delle scelte, e anche le colpe, ma le decisioni vanno prese vicino al territorio, da chi quel territorio lo vive. La modifica della legge Delrio è il primo passo per l’autonomia completa; non sarà un cammino semplice, né rapido, ma si sta avanzando nella giusta direzione”.

All’incontro al ristorante Al Palio, sala piena per Rossi e i tre candidati di Bard-Veneto Civico. Alessandra Buzzo ha ribadito che “autonomia non è chiusura, ma apertura al confronto e sostegno al territorio intero”; Andrea Bona ha sottolineato l’importanza dell’appoggio della Provincia di Trento: “E’ la continuazione di un percorso iniziato quasi cinque anni fa, con i primi contatti con i trentini e con Bolzano, passato poi per la richiesta di referendum provinciale, i referendum comunali per il passaggio di confine e culminato con i 10mila voti a Dorfmann; segno che il dialogo tra le aree alpine c’è e funziona”. Danilo Marmolada è tornato invece con la memoria alle elezioni regionali del 2010: “A Caviola, a Falcade, la Federazione ladina organizzò un incontro con i candidati presidente. Cinque anni fa – esattamente come oggi – vennero a parlare di autonomia, attenzione alla montagna, tutela della sanità montana: parole mai seguite dai fatti. Noi un fatto concreto, l’accordo per il ritorno dell’elettività a Palazzo Piloni, lo abbiamo già portato a casa prima delle elezioni”.

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FUTURO DELLA CAMERA DI COMMERCIO, CONFRONTO CON GLI OPERATORI

19 maggio 2015 By

“La fusione con Treviso non è l’unica possibilità per la Camera di Commercio di Belluno. Vogliamo confrontarci con gli operatori economici e sentire la loro voce, valutando anche le opportunità di un’aggregazione con Trento o Bolzano”. Andrea Bona, candidato Bard alle regionali nella lista Veneto Civico, risponde così alle dichiarazioni del Presidente Luigi Curto. “Che fretta c’è nel voler confrontarsi con Treviso e stabilire così la composizione della nuova giunta? Chiediamo un incontro con gli operatori economici bellunesi, vogliamo aprire un dibattito franco e trasparente: la fusione con Treviso non è l’unica alternativa, si può pensare a una aggregazione extra-regionale con la Camera trentina o altoatesina. Io resto però convinto che l’ente bellunese possa mantenere la sua autonomia, facendo sinergia con le altre realtà camerali alpine. Se la Camera di Commercio di Sondrio – area molto simile alla nostra, dal punto di vista orografico, delle comunicazioni e della vicinanza alle province autonome – nel 2017 chiuderà il bilancio con un avanzo di 200mila euro, potrebbe condividere con Belluno – che registrerà un disavanzo di 749mila euro – i “segreti” della sua gestione; inoltre, nel prossimo confronto tra gli enti camerali e il Governo si potrebbe mettere sul tavolo la richiesta di una revisione dei tagli dei diritti camerali per le realtà montane. Certo, bisognerà dimostrare la volontà di mantenere una gestione autonoma; non c’è nessuna scadenza, nessuna emergenza, nessuna urgenza di celebrare il matrimonio con Treviso. C’è invece il tempo per confrontarsi con il territorio sul destino che si vuol dare all’imprenditoria bellunese”, conclude Bona.

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