Lettera aperta ai parlamentari bellunesi

29 luglio 2012 By

Gentile parlamentare bellunese,
Dopo che è stato bocciato l’emendamento che avrebbe permesso di conservare le province interamente montane il destino della Provincia di Belluno, la nostra HEIMAT, rischia di finire miseramente accorpata alla,Provincia di Treviso.

Ora non ci sono più alibi e quello che non avrebbe mai dovuto accadere sta accadendo: adesso si vedrà se esiste un popolo bellunese e se i rappresentanti politici eletti dai bellunesi, gli uomini a capo delle organizzazioni di categoria e delle associazioni, tutti coloro che in un modo o nell’altro esercitano una funzione pubblica o hanno influenza nella società bellunese, compresi ovviamente gli osannati Sindaci, che sembrano essere gli unici in grado di combinare qualcosa di buono, si vedrà chiaramente se  faranno il loro dovere e difenderanno strenuamente il nostro territorio  oppure si sottometteranno come codardi, al nuovo padrone.

In questo tempo di confusione e smarrimento, con un governo che tratta la storia del popolo delle Dolomiti come fosse il classico bambino gettato con l’acqua sporca degli sprechi altrui,  si vedrà se c’è,nel nostro territorio, una capacità di reazione popolare che metta assieme chi abita ciascuno dei territori che compongono la Nostra splendida provincia.

Questa che si annuncia è una guerra. Una guerra che si combatte,  come tutte le guerre, senza esclusione di colpi.

A Roma decidono che noi saremo Dolomiti-Treviso ? Noi rispondiamo: MAI!

Ogni cittadino bellunese che tenga al proprio onore deve fare subito quel che può, deve produrre  il massimo sforzo, lavorare al massimo delle proprie capacità e mobilitare quanti più cittadini possibile nella lotta per l’autonomia. Non c’è più tempo per la tattica e le mezze parole. Serve la forza dei numeri e delle idee.

I popoli che oggi godono dell’Autonomia hanno dovuto combattere duramente per ottenerla e anche ora, che un provvedimento di stampo fascista vorrebbe cancellare la nostra storia, dobbiamo opporci e prepararci ad una guerra di resistenza che finirà solo con il riconoscimento del nostro diritto all’autogoverno.

Dobbiamo impedire che il voto parlamentare consegni alla bassa il potere di venire a fare, definitivamente,  il sacco del nostro territorio.

Bellunesi ! Ricordate la SADE e il Vajont !

Non c’ė limite alla distruzione del territorio quando chi detiene il potere è mosso solo dalla sete di potere e dall’ingordigia di denaro vittima della logica del denaro che tutto inghiotte.

L’acqua, l’energia, la nostra stessa identità e sopravvivenza sono in gioco ORA e noi abitanti della Provincia di Belluno Dolomiti, che siamo un popolo fiero e non un branco di codardi, non  possiamo attendere gli eventi senza far nulla o peggio rassegnarsi e mettere il nostro destino nelle mani degli altri: è un errore che potremmo pagare a caro prezzo.

Dobbiamo andare alla guerra per conservare identità e territorio, con tutta la forza di cui siamo capaci. Dobbiamo combattere per l’autonomia del nostro territorio con le armi dei referendum. Dobbiamo organizzare uno sciopero fiscale con il quale trattenere, come Bolzano e Trento,  i nove decimi delle imposte. Si vedrà allora se qualcuno avrà il coraggio di dire chiaro che i cittadini sono tutti uguali e che l’autonomia è responsabilità ed equità.

Dobbiamo andare alla guerra per la provincia autonoma Belluno-Dolomiti perché è la nostra casa, quella di chi abita la montagna e vuole continuare a farlo in pace per gli anni a venire
La provincia di Belluno è il luogo che vogliamo governare da noi e dove decidere il nostro futuro senza dover dipendere da chi non vive il nostro territorio e lo vede,il più delle volte, solo come un luogo da sfruttaroe e depredare.

Gentile parlamentare bellunese: Per i motivi che abbiamo elencato ti chiediamo di votare contro il provvedimento del governo che sacrifica la provincia di Belluno !

Ti chiediamo anche di porre in essere tutte le azioni atte ad ottenere un decreto che riconosca il diritto alla sopravvivenza, come ente elettivo Autonomo, della provincia interamente montana di Belluno-Dolomiti.

Il popolo di Belluno-Dolomiti non  chiede privilegi ma solo equità e giustizia per poter vivere dignitosamente nella propria terra che NON È la Marca Trevigiana ma la PROVINCIA DI BELLUNO!

Il popolo delle Dolomiti merita rispetto e chiede ai suoi rappresentanti eletti, e quindi a TE, di opporti con tutte le forze all’accorpamento della Provincia di Belluno con la Provincia di Treviso.

Viva Belluno-Dolomiti  Autonoma !!

Silvano Martini
Vicepresidente BARD
Belluno Autonoma Regione Dolomiti

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Lettera Aperta alle forze sociali, alle associazioni di categoria, a tutte le persone che hanno a cuore il futuro del territorio Bellunese-Dolomitico: date una mano al territorio della Provincia di Belluno-Dolomiti

22 giugno 2012 By

Potrebbe accadere domattina e il 95 % degli amministratori della provincia, nonché la quasi totalità dei rappresentanti politici bellunesi, fanno finta di niente.  Si tratta  dell’accorpamento a Treviso della nostra provincia, notizia sulla quale qualche commentatore radiofonico bellunese ha pure scherzato, dando il fatto per avvenuto.  Che dire:  siamo nelle mani di una genia di codardi che dell’ignavia hanno fatto mestiere.  Per non parlare dell’ amministrazione provinciale, controllata  da commissari che del nostro territorio,  a voler esser buoni, si potrebbe affermare che gliene importa poco assai.

Ora la situazione politica involve verso esiti che potrebbero essere per noi drammatici e ciò impone che ciascun cittadino bellunese assuma la responsabilità e che rifletta sulle conseguenze delle proprie azioni,  ma soprattutto sulla conseguenza del non agire, del volgere il capo altrove facendo finta di non accorgersi che il territorio Bellunese rischia di perdere la Provincia e con essa la possibilità di autogestione concessa proprio pochi mesi fa dal nuovo Statuto Veneto.

Ci sono nel bellunese risorse economiche enormi. Acqua, Energia, Ambiente. Sono miliardi di euro che fanno gola a molti. Osservate come si muovono i soggetti politici ed a quali interessi rispondono e capirete che la questione dell’autonomia non è folklore ma solidissima economia. Semplicemente vogliono mangiarsi la nostra terra in un boccone!

Noi del BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, ci battiamo con tutte le forze per  l’Autonomia di questo territorio e siamo sorpresi e amareggiati nel vedere con quanta irresponsabile indifferenza la classe dirigente e politica della provincia di Belluno sta accettando, come fatto compiuto, la soppressione dell’Ente col conseguente accorpamento alla Provincia di Treviso. Per non parlare del progressivo svuotamento del sistema dei servizi pubblici, in primis quelli sanitari, di cui fanno maggiormente le spese le zone periferiche della provincia e le Terre Alte.

Questa lettera aperta è un appello a tutte le persone che hanno a cuore il territorio Bellunese-Dolomitico, siano esse rappresentanti di associazioni di categoria, amministratori pubblici, che ricoprano ruoli dirigenziali in enti o istituzioni a siano, come noi siamo, semplici cittadini innamorati della propria terra.

La Provincia di Belluno Dolomiti è in pericolo di definitiva marginalizzazione e soffre uno smarrimento che trova origine da una concomitanza di fattori dei quali la crisi economica è il detonatore.

Un territorio che misura un quinto dell’intero Veneto come superfice ma è abitato da poco più di duecentomila persone, rischia di essere accorpato a Treviso a formare una sola provincia in cui il peso politico della montagna sarà insignificante.

Chiunque legga la storia del territorio Bellunese e la conosca nel dettaglio sa bene che il futuro del nostro territorio non può che stare in una quota sempre crescente di autosufficienza economica , perché da una regione in cui la montagna è solo periferia non può venire granché di buono mentre a prevalere saranno sempre e solo gli interessi delle zone rurali di pianura e delle aree metropolitane.

Alla pianura il nostro territorio interessa solo per le risorse, per le aree edificabili, per lo svago di un fine settimana, nulla più.

Se vogliamo continuare a vivere dignitosamente in montagna non possiamo consegnare il nostro destino  in mani distanti dal territorio quando il nostro vissuto ci conferma, ogni giorno di più, che gli abitanti della pianura hanno a cuore altro che non la qualità della vita di chi in montagna sta per dodici mesi l’anno.

Inutile ripercorrere una storia ben conosciuta e fatta di servizi pubblici che se ne vanno , costo della vita che aumenta, opportunità di lavoro che vengono a mancare.

Dice Enrico Borghi: ”essere liberi oggi significa poter dare ai propri figli la possibilità di esercitare il diritto di opzione. Scegliere cioè se rimanere nelle valli oppure andare altrove. Se non c’è sviluppo, se non c’è crescita, se non c’è pari opportunità, se non c’è economia, se non c’è reddito, il diritto di opzione è solo una bella parola, un sogno che si trasforma in delusione e che alimenta il rancore e l’esclusione…”

Noi assistiamo oggi al tentativo di accorpare la provincia di Belluno ad altro Ente, probabilmente Treviso, per raggiungere un dimensione in abitanti superiore al numero magico di trecentomila.  Questo in una Regione che ha recentemente approvato il nuovo statuto che stabilisce essere il la Provincia di Belluno destinataria del trasferimento di fondamentali competenze e risorse in ragione della sua specificità.

Come movimento Belluno Autonoma – Regione Dolomiti abbiamo ricorso al T.A.R. del Veneto, con istanza di legittimità alla Corte Costituzionale, contro la decisione del Ministero dell’Interno e del Prefetto di Belluno di non indire i comizi elettorali per il rinnovo degli organi di governo della Provincia di Belluno. 

Con quest’atto i sottoscrittori del ricorso hanno così esercitato il diritto di ogni cittadino a promuovere, sostituendosi di fatto alla stessa Provincia, una azione popolare per vedere riconosciuta l’utilità di ritornare ad un modello di piena partecipazione alla vita democratica della collettività provinciale bellunese.

I promotori del ricorso intendono così tutelare il diritto dei bellunesi alla piena legittimità democratica della loro Provincia, quale livello di governo tutelato dalla stessa Costituzione e riaffermare l’assoluta necessità di un Ente territoriale in grado di esercitare pienamente la particolare autonomia ora assegnata a Belluno dallo Statuto della Regione Veneto.

Nell’ambito dell’approvazione del cosiddetto Decreto Salva Italia si è infatti inferto, con “un’operazione surrettizia” come ha sostenuto Valerio Onida già Presidente della Corte Costituzionale sul Sole 24 ore del 22 gennaio 2012, un colpo irreversibile all’autonomia amministrativa, funzionale, organizzativa e finanziaria delle Province visto che il testo “non sopprime formalmente le Provincie, ma di fatto sostanzialmente le svuota delle loro natura costituzionale”.

Questo significa, nel particolare caso di Belluno, cancellare ogni prospettiva di un miglioramento della competitività economica e territoriale rispetto alle contermini Regioni autonome del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, condannando irreversibilmente la nostra Provincia ad un rapido declino economico e sociale.

 

Gli estensori del ricorso, il professore avvocato Gabriele Leondini, il dottore Daniele Trabucco e l’avvocato Giuliano Rizzardi, hanno delineato con stupefacente chiarezza la natura del problema giuridico posto con la riduzione, attuata per giunta con il sistema della decretazione d’urgenza, delle Province ad enti di secondo grado e la grave lesione che così si è prodotta al sistema delle autonomie garantito dalla nostra Costituzione e dalla Carta Europea delle Autonomie Locali.

Il Bellunese deve trovare dentro di se le forze per risollevarsi dalla crisi!  Possiede le risorse e ce la farà sicuramente se il meglio della società civile saprà accomunare lo sforzo per costruire, insieme e al di la delle ideologie un futuro di autogoverno per il popolo delle Dolomiti Bellunesi.

Per questo chiediamo a tutti, ma in modo pressante alle associazioni di categoria e agli amministratori e a quanti  presiedono le organizzazioni professionali di partecipare al ricorso con un congruo sostegno economico alle spese, effettuabile sul conto corrente:

Movimento BARD
Belluno Autonoma Regione Dolomiti
IBAN IT81Q085116124 000000 0025514
Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti
fil. di Ponte nelle Alpi, viale Dolomiti 21

Causale: RICORSO AL TAR

Non si può più far finta di nulla!

Ora chi è interessato al territorio, lo vive e lo ama, ha la possibilità di essere protagonista e difenderlo, un giorno potrà guardare negli occhi i suoi figli con la coscienza di aver fatto la sua parte per garantire a loro il diritto di opzione fondamentale che è la libertà.

 

Grazie!

Per il movimento BARD

Silvano Martini – vicepresidente

 

 

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Il Bard scrive a Napolitano e Monti

18 febbraio 2012 By

L’articolo del Corriere delle Alpi in cui si riporta la recente iniziativa del BARD che ha lanciato un appello ai presidenti della Repubblica e del Consiglio sulla condizione della provincia di Belluno.

Il Bard scrive a Napolitano e Monti

«Non vogliamo essere governati dalla pianura che non ha mai capito le nostre problematiche»

BELLUNO

Il Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ha inviato una lettera sul destino delle Province al Presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del consiglio Monti e anche al governatore del Veneto Zaia.

«In Parlamento su indicazione del Governo si sta discutendo della riforma istituzionale con indirizzo di razionalizzare e semplificare gli Enti locali. In questo contesto si è deciso di eliminare le Province come organismo elettivo con eccezione delle Province di Trento e di Bolzano, perché godono dello status speciale. Noi Bellunesi non riusciamo a rassegnarci a questo ingiusto trattamento: dal dopoguerra abbiamo continuamente chiesto e lottato per non essere governati dalla pianura veneta, che non ha mai capito e mai capirà le nostre problematiche. I risultati di oltre cinquanta anni di questo modo di governare sono evidenti a tutti: paesi che muoiono per spopolamento, indice di anzianità altissimo e i giovani che se ne vanno; chi resta ha dentro di se un sentimento di rassegnazione e rabbia che si è manifestato con i referendum di molti comuni per andarsene dal Veneto, con percentuali quasi del 100 per cento di voti favorevoli».

E’ il grido di allarme del Bard: «Il Bellunese è una terra che sta morendo, anche tra l’indifferenza dei vicini, che invece, anno dopo anno, crescono come popolazione ed attività socio-economiche. Per questa ragione, facciamo un appello affinché nella riforma che state costruendo, il territorio della provincia di Belluno sia inserito in una Regione alpina nella quale ci si parli con la stessa lingua, si affrontino gli stessi problemi e dove si possa continuare a vivere».

Aggiunge il Bard: «Noi non vi chiediamo di essere speciali, vi chiediamo di poter restare a vivere sulle nostre montagne, vi chiediamo di poter guardare al futuro con fiducia e siamo sicuri che questo sarà possibile solo se saremmo governati da chi vive gli stessi nostri problemi, cioè in montagna e non da chi vive in una grande area metropolitana di pianura, come è il Veneto. Confidiamo che questo appello venga considerato: è una richiesta di giustizia. Non è più possibile accettare queste continue ingiustizie, che ci umiliano e che fanno morire in noi la speranza di un futuro».

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appello ai presidenti della Repubblica e del Consiglio per il mantenimento della provincia di Belluno e la creazione della Regione Dolomiti

16 febbraio 2012 By

“Appello per la provincia di Belluno e la creazione della Regione Dolomiti”

Sig. Presidente della Repubblica On.le Napolitano

Sig. Presidente del Consiglio Prof. Sen. Mario Monti

 

e p.c.

Presidente della Giunta Regionale del Veneto Luca Zaia

 

In Parlamento su indicazione del Governo si sta discutendo della riforma istituzionale con indirizzo di razionalizzare e semplificare gli Enti locali. In questo contesto si è deciso di eliminare le Province come organismo elettivo con eccezione delle Province di Trento e di Bolzano, perché godono dello status speciale.

Noi Bellunesi non riusciamo a rassegnarci a questo ingiusto trattamento: dal dopo guerra abbiamo continuamente chiesto e lottato per non essere governati dalla pianura veneta, che non ha mai capito e mai capirà le nostre problematiche.

I risultati di oltre cinquant’anni di questo modo di governare sono evidenti a tutti: paesi che muoiono per spopolamento, indice di anzianità altissimo e i giovani che se ne vanno; chi resta ha dentro di sé un sentimento di rassegnazione e rabbia che si è manifestato con i referendum di molti comuni per andarsene dal Veneto, con percentuali quasi del 100 per cento di voti favorevoli.

Il Bellunese è una terra incuneata tra la province di Trento e Bolzano, il Friuli e l’Austria, completamente montana – il 70 per cento delle Dolomiti è nel nostro territorio – che sta morendo, anche tra l’indifferenza dei vicini, che invece, anno dopo anno, crescono come popolazione ed attività socio-economiche. Per questa ragione, Vi facciamo un appello affinché nella riforma che state costruendo, il territorio della provincia di Belluno sia inserito in una Regione alpina nella quale ci si parli con la stessa lingua, si affrontino gli stessi problemi e dove si possa continuare a vivere.

Sig. Presidente della Repubblica e del Consiglio, noi non Vi chiediamo di essere speciali, Vi chiediamo di poter restare a vivere sulle nostre montagne, Vi chiediamo di poter guardare al futuro con fiducia e siamo sicuri che questo sarà possibile solo se saremmo governati da chi vive gli stessi nostri problemi, cioè in montagna e non da chi vive in una grande area metropolitana di pianura, come è il Veneto.

Confidiamo che questo appello venga da Voi considerato:  è una richiesta di giustizia. Non è più possibile accettare queste continue ingiustizie, che ci umiliano e che fanno morire in noi la speranza di un futuro.

 

Cordialmente

il Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti

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salvare la Provincia di Belluno con l’autonomia

10 dicembre 2011 By

Il Comitato Belluno Autonomia Dolomiti Regione chiede la mobilitazione dei rappresentanti politici, dei Sindaci, delle associazioni e di tutta la società civile per chiedere il mantenimento della provincia di Belluno ed il riconoscimento di una sua specificità come quella presente nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Belluno ha le stesse caratteristiche orografiche, è un territorio montano e marginale, coperto di neve gran parte dell’anno e con la maggioranza delle aree dolomitiche patrimonio dell’Unesco e confinante con altri stati europei. Una fragilità territoriale a cui si associa la presenza di 39 comuni con l’80% di abitanti appartenenti alla minoranza linguistica ladina e 2 comuni di origine germanofona. Il tutto per 213.000 abitanti (quasi 2 volte quelli della Val D’Aosta).

Un territorio che in questi ultimi anni sta progressivamente spopolandosi in assenza di politiche a favore della residenzialità e per il mantenimento delle attività tradizionali. Questo ambiente ha oggi bisogno di avere le stesse condizioni e opportunità delle province vicine di Trento e Bolzano che stanno dando condizioni di vita ben diverse alla loro popolazione e che sono riusciti a mantenere ambiente, artigianato che sono diventati volano di sviluppo per un turismo vicino alla natura.

Il Comitato chiede la mobilitazione di tutti per difendere un’amministrazione che abbia autonomia sufficiente per gestire risorse ambientali a rischio e tutelare una popolazione storica che rischia altrimenti di sparire.

La soppressione della provincia di Belluno apre uno scenario gravissimo per un territorio marginale come tutta l’area dolomitica che si trova senza autonomia di governo e rappresentanza politica. E’ sotto gli occhi di tutti come le leggi e le normative applicate a favore della montagna nei territori vicini da parte delle province autonome di Trento e Bolzano abbiano permesso lo sviluppo di un territorio altrimenti povero e marginale. Oggi la provincia di Belluno è in continuo spopolamento e le valli dolomitiche abitate per l’80% da minoranze linguistiche ladine e germanofone si trovano senza opportunità per il futuro e vivono l’abbandono di un territorio riconosciuto patrimonio dell’Unesco.

Il Comitato Belluno Autonoma Dolomiti Regione chiede il rispetto del volere della propria popolazione con il passaggio dei comuni che hanno già votato per passare a province e regioni speciali vicine ma anche il mantenimento della Provincia di Belluno ed il riconoscimento a questa, come recentemente statuito anche dalla Regione Veneto, di autonomie gestionali indispensabili alla sopravvivenze delle comunità.

Un territorio a bassa densità abitativa, rappresentato prevalentemente da montagna di cui buona parte inserita nella tutela dell’Unesco ha bisogno di condizioni speciali che permetta una legislazione specifica volta a promuovere la residenzialità e a sostenere il lavoro tradizionale ad alta quota, pena la scomparsa di una minoranza linguistica che per millenni ha abitato con sacrificio ma grande passione queste valli dolomitiche.

Noi chiediamo un impegno di tutti i nostri rappresentanti politici, dei Sindaci, delle Associazioni e di tutta la società civile affinchè sia riconosciuta alla nostra realtà provinciale pari opportunità a quelle presenti nelle altre province ladine italiane (Trento e Bolzano).

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