la deludente proposta di Gobbo di accorpare la provincia di Belluno a quella di Treviso …

16 Giugno 2011 By

Si apprende dalla stampa la proposta di Gobbo per portare alcuni ministeri anche in Veneto. Scelta a fronte della quale sarebbe disposto a razionalizzazioni nella spesa locale, ad esempio accorpando la provincia di Belluno a quella di Treviso.

Teniamo a precisare che tali affermazioni ci lasciano stupiti e delusi. Delusi perché ci aspetteremmo dal principale partito della regione una proposta unica ed organica per la valorizzazione delle autonomie locali. Mentre infatti può avere un senso accorpare i comuni troppo piccoli per gestirsi con successo da soli, che senso può avere unire realtà tanto diverse quali Belluno e Treviso? Le Dolomiti con la Marca Gioiosa?

Si resta inoltre stupiti, perché è piuttosto strano che prima si dia il via libera ad un referendum provinciale e poi si decreti la morte dell’ente stesso, senza chiedere nulla alla popolazione né agli amministratori su cosa ne pensino.

Siamo inoltre certi che il 18.000 Bellunesi che hanno firmato per il referendum, non abbiano proprio l’intenzione di farsi comandare da altri, bensì vogliono amministrarsi autonomamente. Tanto meno abbiamo intenzione di essere merce di scambio per permettere ad altre aree già ricche, di ottenere ulteriori vantaggi.

Di solito, prima di fare un matrimonio, si chiede ad entrambi i coniugi se sono d’accordo: bene, siamo certi che ogni Bellunese che vive nelle nostre valli Dolomitiche, ad una proposta di fusione con Treviso, risponderebbe in un solo modo: MAI.

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la Provincia non farà ricorso contro la sentenza della Cassazione che ha bocciato il referendum per Belluno Autonoma

1 Giugno 2011 By

di Tomaso Pettazzi

Ho letto sulla stampa che la Provincia non farà ricorso contro la sentenza della Cassazione che ha deciso la non ammissibilità del quesito referendario per Belluno Autonoma (decisione della Conferenza dei capigruppo).

Attendiamo di sapere qualcos’altro a riguardo, ma ora come ora mi domando se il tutto debba finire in questo modo squallido, senza un sussulto di orgoglio delle forze politiche là presenti in rappresentanza non solo dei 18.500 e oltre cittadini che hanno sottoscritto il nostro appello, ma soprattutto di tutti gli altri abitanti il nostro territorio.

Perché è chiaro che i problemi che hanno provocato l’iniziativa referendaria sono ancora tutti là, anzi, verranno ancor più ingigantiti da un sicuro disinteresse da parte della Regione, ora che non siamo più una minaccia (almeno dal punto di vista politico/istituzionale).

Credo che la nostra attività futura debba concentrarsi sulla proposizione continua, assidua, quasi snervante delle problematiche e delle mancanze croniche delle soluzioni. I nostri concittadini non devono riaddormentarsi nell’ignavia che li ha contraddistinti fino alla stagione gloriosa della raccolta firme. Noi non ci lasceremo andare allo sconforto provocato da questa ennesima notizia di abbandono del campo da parte delle Istituzioni provinciali. Anzi, le incalzeremo, più di prima, perché siano determinate ad aiutare questa nostra bellissima ma martoriata terra, dimenticata purtroppo anche da gran parte dei suoi abitanti.

In questi giorni molti giovani, spinti da una ragazza favolosa di Rocca Pietore, si stanno incontrando per discutere del loro futuro ed infine, il 4 giugno, porre le stesse domande ad alcuni rappresentanti politici e imprenditoriali. Io spero molto in loro, perché dovranno essere la continuazione del nostro operato. Dobbiamo sostenerli, incitandoli, magari partecipando a quell’incontro, aiutandoli nel momento in cui vecchi marpioni della politica e degli affari li subisseranno con le loro parole magniloquenti ma parimenti vuote di speranze per il loro futuro.

 

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