Il Bard all’attacco: una vergogna gli Stati generali della Provincia di Belluno

6 luglio 2012 By

Dal Corriere delle Alpi del 5 luglio 2012

Il Bard all’attacco: una vergogna gli Stati generali

Il vice presidente Silvano Martini: «È incredibile che non si sia trovata l’unità d’intenti sul futuro dell’ente Provincia. I veri nemici di questo territorio non stanno a Venezia, li abbiamo dentro le mura di casa»

di Paola Dall’Anese

BELLUNO. «Gli stati generali sono falliti: un fallimento sia del presidente della Camera di Commercio, che aveva tanto voluto questo incontro, sia del tavolo stesso e di tutti i suoi partecipanti, che non hanno saputo far fronte comune per rivendicare il ritorno della Provincia come ente di primo livello. I nemici di questo territorio, come si evince da quanto accaduto, non stanno a Venezia, ma tra le mura di casa nostra».

Non usa mezzi termini Silvano Martini, vice presidente del Bard, per criticare e bocciare in toto gli stati generali convocati dalla Camera di Commercio di Belluno, che non sono riusciti a trovare un accordo e una condivisione sul futuro dell’ente Provincia.

Anzi, la questione ha diviso amministratori, parti economiche e sindacali. Al termine dell’incontro, infatti, non si è giunti a nessuna presa di posizione su questo tema: parte dei presenti, infatti, erano a favore della rivendicazione della Provincia come ente di primo livello, cioè eletta direttamente dalla popolazione, mentre l’altra metà era arroccata su un’idea di palazzo Piloni di secondo livello, come da disegno del governo centrale.

«È una vergogna», commenta Martini, «per portare avanti la nostra battaglia per l’autonomia e per il riconoscimento della nostra specificità dobbiamo possedere un ente di primo livello. E il tentativo fallito del consigliere Reolon di chiedere una presa di posizione su questo punto, dimostra che non c’è un’idea condivisa».

Per Martini «molti nel nostro territorio hanno in mente una provincia con sovranità popolare uguale a zero. Ora che si va verso l’unione dei comuni, che siamo di fronte ad esempi come quelli del Bim Gps e al disastro che ha creato, e se pensiamo che a breve i servizi pubblici dovranno andare a gara, non possiamo non rilevare come sempre più comuni stiano perdendo la possibilità di gestire i servizi in proprio, essendo costretti a esternalizzarli con tutti gli interessi economici che esistono dietro a questi appalti. Serve un’amministrazione che abbia una visione d’insieme e che faccia da intermediaria».

Per il vice presidente del Bard, che attende a breve un pronunciamento del Tar del Lazio in merito alla possibilità di tornare alle urne per l’elezione dei rappresentanti provinciali, «questo tavolo è stato un fallimento, non si è trovata la capacità di portare avanti un’unica mozione sulla Provincia. A me dispiace vedere tutta l’agitazione dei presidenti della Camera di commercio Doglioni e dell’Uapi Curto: il tutto mi suona tanto come un segnale che è in atto una campagna elettorale che vede il secondo premere per arrivare ai vertici camerali e il primo tendere a non so quali obiettivi».

A lamentarsi per l’esclusione dal tavolo anche il presidente dell’Usarci, Mario Nicolai. «Ci hanno tenuti fuori, eppure anche noi siamo una parte economica di questa provincia».

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Autonomia: il futuro governo della Provincia di Belluno

17 giugno 2012 By

AUTONOMIA: IL FUTURO GOVERNO DELLA PROVINCIA DI BELLUNO

BELLUNO, 16 GIUGNO 2012

Buona partecipazione e molto interesse al congresso sul tema del convegno “L’ Autonomia, il futuro governo della provincia di Belluno” organizzato dal BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti.

Margherita Cogo, consigliere provinciale Trentino e Franco Panizza, assessore della Provincia Autonoma di Trento, hanno portato aria di autonomia vissuta com’è quella dei nostri confinanti che non mancano di segnalare le difficoltá di un progetto, la Regione Dolomiti, che mette parzialmente in discussione l’impianto dell’autonomia della Regione Trentino Alto Adige Sud Tirol che poggia come è noto su accordi internazionali.

Il confronto di oggi ha visto la presenza di Moreno Broccon, presidente BARD che ha introdotto il convegno moderato da Tomaso Pettazzi. Interessante e appassionato è stato l’intervento del Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro che ha tratteggiato una situazione preoccupante per la costante perdita di posti di lavoro tristemente d’attualità per prospettata chiusura di Invensys, ma ha anche aperto una finestra sulla speranza rappresentata da una stagione di collaborazione tra i Comuni della Provincia che consenta di superare il temporaneo impasse dovuto al commissariamento dell’Ente Provincia di Belluno.

Molto interesse ha destato tra il pubblico la dotta ed esauriente relazione del prof. Daniele Trabucco dell’Università di Padova che segue il BARD nel ricorso al TAR per riottenere il diritto di voto per i cittadini delle Dolomiti.

La mattinata è stata conclusa da un intervento di Silvano Martini, vicepresidente del BARD che ha dato voce alle istanze del movimento che sono quelle del popolo bellunese che attende il giorno in cui potrà riappropriarsi delle risorse del suo territorio e disporne con politiche adeguate e con forme di autogoverno che saranno possibili quando l’autonomia sarà fatto compiuto.

Agli scettici diciamo che, al di là dell’autonomia, non esistono altre strade per garantire un futuro al nostro popolo e che noi siamo convinti che più che “la ragione della forza” a prevalere alla fine sarà “la forza della ragione”.

Moreno Broccon, Presidente BARD

 

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Presentata al Senato interrogazione sul commissariamento della nostra Provincia.

24 maggio 2012 By

di Tomaso Pettazzi

Martedì 22 maggio è stata presentata in Senato un’interrogazione al Ministro dell’Interno sulla situazione venutasi a creare a Belluno con il commissariamento dell’Ente Provincia, recante la proposta di prevedere nel prossimo autunno le elezioni per il nuovo Consiglio provinciale.  L’aspetto tragico è che l’intervento è stato fatto dal Senatore Claudio Molinari, del Collegio elettorale del Trentino Alto Adige/Südtirol. Il Movimento BARD infatti non è riuscito a trovare un Deputato o Senatore bellunese disposto a presentare tale iniziativa ed ha dovuto rivolgersi ai nostri vicini Dolomitici.

Lascio alla Cittadinanza della Provincia ogni giudizio su tale comportamento da parte di rappresentanti eletti per portare avanti le istanze del territorio. E poi dicono: “Scusate per il disturbo, stiamo lavorando per voi”.

 

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02877  Atto n. 3-02877  Pubblicato il 22 maggio 2012, nella seduta n. 727

 MOLINARI- Al Ministro dell’interno. –

Premesso che:

la Provincia di Belluno risulta commissariata a seguito di mozione di sfiducia nei confronti del Presidente approvata dal Consiglio provinciale il 28 ottobre 2011;

le elezioni avrebbero dovuto svolgersi in base alla legge vigente nella primavera 2012;

il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, ha introdotto nuove disposizioni sulle province, congelando di fatto la attuale condizione sino al 31 marzo 2013;

il 17 aprile 2012 è stato promulgato il nuovo Statuto della Regione Veneto, che all’art. 15 riconosce – tra l’altro – la specificità della Provincia di Belluno, garantendole forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa;

è stato recentemente presentato da un gruppo di cittadini un ricorso al TAR Veneto in relazione ai decreti ministeriale e prefettizio inerenti alle consultazioni elettorali amministrative primaverili;

considerata la peculiare situazione della provincia di Belluno anche in relazione all’evidente incoerenza fra le nuove previsioni statutarie regionali e la riduzione di funzioni e di rappresentanza previste per le province dal citato decreto-legge cosiddetto Salva Italia,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione nel merito da parte del Ministro in indirizzo;

se non ritenga, inoltre, di rivedere il precedente orientamento, anche con le opportune eventuali proposte di modifiche normative, prevedendo nella sola provincia di Belluno la indizione dei comizi elettorali nell’autunno 2012.

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l’onore perduto e il tempo del riscatto

20 febbraio 2012 By

di Silvano Martini

Ringrazio Omar Monestier, direttore de il Corriere delle Alpi, per aver affrontato la questione dell’identità bellunese che è, a mio avviso, il punto al quale si deve arrivare e dal quale si deve partire se vogliamo ottenere decise forme di autogoverno del territorio che dovranno necessariamente coincidere con una altrettanto forte assunzione di responsabilità dei nostri amministratori.

Riguardo all’assetto amministrativo del territorio bellunese penso che Le comunità di valle, come quelle ipotizzate da Enrico Gaz, non possono sostituirsi alla provincia o ad altra forma di governo unitario del territorio. I Sindaci appartengono a due categorie: ci sono i poveri diavoli che amministrano i comuni piccoli con bilanci magri, così il loro potere è ridotto all’osso dal momento che la maggior parte di loro riesce a fare poco più dell’ordinaria amministrazione, sono di fatto ostaggio di Regione e Governo Nazionale.

Ci sono i Sindaci dei maggiori centri la cui elezione è frutto di trattative tra i partiti politici; questi Sindaci sono ostaggio dei partiti. Ci sono poi i Sindaci che sono liberi da vincoli eccessivi di bilancio e non hanno legami diretti con i partiti; purtroppo sono la minoranza e rischiano di essere ininfluenti nel sistema di potere locale del Bellunese. Se trasformeremo l’ente provincia in una assemblea di Sindaci tanto vale trasferire subito il totale controllo e governo del bellunese alla regione del Veneto, cambierebbe poco…

La questione principale resta comunque quella delle risorse, perchè se è vero che riguardo agli sprechi nell’amministrazione bellunese qualche colpa l’abbiamo è vero anche che le risorse che vengono sprecate nell’ amministrazione delle altre province venete è di gran lunga maggiore che da noi. La il sistema tiene solo perchè il denaro è disponibile in misura maggiore che nel Bellunese. Se un riequilibrio delle risorse, o una perequazione come si usa chiamarla, non sarà fatto, allora significherà semplicemente che l’ingiustizia che abbiamo subito sinora diverrà una condizione permanente.

Cosa può fare allora il popolo bellunese? Un popolo che subisce senza reagire il furto continuato delle proprie risorse, un popolo che lascia ammazzare, senza rivoltarsi, duemila suoi concittadini ad opera delle finanza rapace e colonialista della pianura, un popolo che assiste senza muovere un dito alla distruzione del proprio territorio e che invece di ribellarsi collabora con l’invasore, mi chiedo cosa possa fare se non arrendersi senza condizioni oppure, se possiede ancora un briciolo di coraggio, reagire con forza per riscattare l’onore in parte perduto.

Se lo vuole e se è disposto a mobilitarsi esso può riprendersi l’acqua, l’energia, smettere di svendere il teritorio, riprendere il totale controllo delle sue risorse e prendere atto che il territorio dolomitico bellunese è meraviglioso e ricco e che se rischia la marginalità è solo perchè l’ignavia dei suoi abitanti è divenuta regola mentre in un momento di grande trasformazione come questo è necessario partecipare. Dobbiamo selezionare una nuova classe dirigente perché l’immobilismo e l’incapacità di quella attuale è la causa principale dei nostri guai.

Ricordate che se voi non vi interessate alla politica, la politica purtroppo si interesserà sicuramente a voi, e non certo e non solo per fare del bene…

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Il Bard scrive a Napolitano e Monti

18 febbraio 2012 By

L’articolo del Corriere delle Alpi in cui si riporta la recente iniziativa del BARD che ha lanciato un appello ai presidenti della Repubblica e del Consiglio sulla condizione della provincia di Belluno.

Il Bard scrive a Napolitano e Monti

«Non vogliamo essere governati dalla pianura che non ha mai capito le nostre problematiche»

BELLUNO

Il Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti ha inviato una lettera sul destino delle Province al Presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del consiglio Monti e anche al governatore del Veneto Zaia.

«In Parlamento su indicazione del Governo si sta discutendo della riforma istituzionale con indirizzo di razionalizzare e semplificare gli Enti locali. In questo contesto si è deciso di eliminare le Province come organismo elettivo con eccezione delle Province di Trento e di Bolzano, perché godono dello status speciale. Noi Bellunesi non riusciamo a rassegnarci a questo ingiusto trattamento: dal dopoguerra abbiamo continuamente chiesto e lottato per non essere governati dalla pianura veneta, che non ha mai capito e mai capirà le nostre problematiche. I risultati di oltre cinquanta anni di questo modo di governare sono evidenti a tutti: paesi che muoiono per spopolamento, indice di anzianità altissimo e i giovani che se ne vanno; chi resta ha dentro di se un sentimento di rassegnazione e rabbia che si è manifestato con i referendum di molti comuni per andarsene dal Veneto, con percentuali quasi del 100 per cento di voti favorevoli».

E’ il grido di allarme del Bard: «Il Bellunese è una terra che sta morendo, anche tra l’indifferenza dei vicini, che invece, anno dopo anno, crescono come popolazione ed attività socio-economiche. Per questa ragione, facciamo un appello affinché nella riforma che state costruendo, il territorio della provincia di Belluno sia inserito in una Regione alpina nella quale ci si parli con la stessa lingua, si affrontino gli stessi problemi e dove si possa continuare a vivere».

Aggiunge il Bard: «Noi non vi chiediamo di essere speciali, vi chiediamo di poter restare a vivere sulle nostre montagne, vi chiediamo di poter guardare al futuro con fiducia e siamo sicuri che questo sarà possibile solo se saremmo governati da chi vive gli stessi nostri problemi, cioè in montagna e non da chi vive in una grande area metropolitana di pianura, come è il Veneto. Confidiamo che questo appello venga considerato: è una richiesta di giustizia. Non è più possibile accettare queste continue ingiustizie, che ci umiliano e che fanno morire in noi la speranza di un futuro».

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