il BARD è un’associazione di persone libere che agiscono per dare speranza e futuro alla montagna bellunese

19 gennaio 2013 By

CONFERENZA STAMPA di VENERDI’ 18 Gennaio ore 11:00 presso Centro Culturale Piero Rossi – Piazza Piloni – Belluno

Il Movimento BARD Belluno Autonoma Regione Dolomiti non è un partito politico, è un’associazione di persone libere che vogliono agire per dare una speranza e un futuro alla montagna bellunese.

In tempi elettorali la politica tende a strumentalizzare ogni cosa, al fine di raggiungere un consenso falsato da una legge elettorale oscena ed indegna di un paese democratico. Così per i partiti di destra, il Bard è di sinistra, per quelli di sinistra è una variante del localismo leghista, quelli di centro possono sistemarci a piacere. Quando ci libereremo di questo folle bipolarismo ideologico e stupido sarà in ogni caso troppo tardi. L’ideologia acceca uomini e partiti e i problemi veri e concreti che il territorio montano vive, per i quali rischia di morire, scompaiono dalla scena.

Questa campagna elettorale, che dovrebbe essere una cosa seria, è ridicolizzata da una legge che permette ai partiti di scegliersi i candidati e imporli al proprio elettorato (mentre in democrazia dovrebbe essere il contrario) ha eliminato ogni riferimento ai veri problemi delle persone.

Il Bard ha preso la sua decisione. Continuerà a lavorare per far crescere il protagonismo politico dei cittadini bellunesi. Afferma con chiarezza che collaborerà lealmente con il Parlamentari che saranno eletti, come intende fare con tutte le istituzioni al fine di favorire l’unione e la condivisione di obiettivi utili per garantire il benessere dei montanari. Ma non si affida a loro. Il Bard si affida ai cittadini.

L’inserimento del nostro Vice Presidente nella lista Monti è un’opportunità che è stata proposta dal Presidente della provincia autonoma di Trento che ci ha invitato ad aiutarlo a costruire un percorso che raggruppi le diverse anime delle comunità alpine, già dotate di autonomia speciale o che desiderano trovare nuove forme di autonomia amministrativa al fine di assicurare un migliore governo dei territori montani. In una prima fase abbiamo chiesto un posto in lista tale da assicurare una rappresentanza parlamentare per il Bard. É stato presto chiaro che questo risultato era impossibile da ottenere. A questo punto il nostro vice Presidente ha dato la sua disponibilità a stare in lista anche se era inserito all’ottavo posto con zero possibilità di essere eletto.

Durante la conferenza saranno espresse le motivazione sul perchè abbiamo accettato questa proposta che riguarda Silvano Martini e non il BARD direttamente.

Questo percorso condotto nella massima trasparenza ha portato al risultato oggi presentato come “L’autonomia nella lista Monti”: il Bard sosterrà l’impegno di Silvano Martini in questa lista. Se emergeranno altre opportunità di inserire soci Bard in altre liste, che non siano a priori contrarie all’autonomia dei territori, e qualche iscritto intende assumersi questa fatica e responsabilità, noi lo sosterremo con altrettanto impegno e disponibilità.  É possibile agire, per il bene dei territori dolomitici, in tutte le liste e in tutti i partiti nazionali.

Cordiali saluti

Moreno Broccon e Diego Cason

 

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Un de profundis la riunione degli stati generali alla Camera di Commercio

5 luglio 2012 By

di Tomaso Pettazzi

Reduce, da spettatore, dagli Stati generali della Provincia indetti dalla CCIAA locale, mi sento di esprimere un forte disagio per quanto lì avvenuto.

Innanzitutto l’esiguo numero dei partecipanti, erano presenti poco più di una ventina di Sindaci, ha di fatto tolto autorevolezza ad un incontro che avrebbe dovuto rappresentare il momento più alto di sintesi di come il Bellunese viva questa stagione terribile e cosa proponga per la sua soluzione.

E poi, di fronte alle immense mancanze quotidianamente testimoniate dai mass media, si è preferito discutere su quali e quante mansione dovrebbero essere demandate ai possibili Enti sostitutivi della Provincia stessa, dando per scontati, senza alcun tentativo, ed orgoglio, di difesa, il suo declassamento e fine ingloriosa. Doglioni è uno storico, credo quindi reputi appropriata a tal proposito la frase: ”dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, cioè “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”.

Una delle poche proposte valide, che avrebbe avuto una valenza di unità politica territoriale, è stata la richiesta di Sergio Reolon. Sottoscriviamo, suggeriva, un documento di richiesta per il mantenimento di una Provincia di primo livello, quindi con mansioni prettamente politiche, non solo di vago indirizzo di intenti. Sostenuta, a voce, dalla stragrande maggioranza dei presenti, è stata bocciata in nome di una deprecabile necessità di attesa del parere dei non presenti. Col plauso del solito Toscani, utopisticamente legato al sogno della macro Magnifica Comunità Cadorina, che tutto sopirà e tutto risolverà. E con il silenzio colpevole delle Associazioni di categoria e dei Sindaci nel complesso. Invito chi era a favore a renderlo noto alla cittadinanza.

Infine, ciliegina sul frutto avvelenato, la dichiarazione dello stesso Presidente Doglioni che invitava a non sottilizzare su primo o secondo livello, definendo la differenza una semplice questione lessicale. Qualcuno, spero, gliela spiegherà in seguito.

Da parte sua, il Commissario prefettizio Capocelli ha svolto egregiamente il suo compito di esecutore (leggesi eliminatore) della Provincia. Convitato di pietra, non è intervenuto nemmeno su richiesta ed alla fine s’è allontanato, dribblando pure i giornalisti che lo inseguivano per avere commenti.

In definitiva una pessima mattinata, che verrà purtroppo ricordata tra le pagine più fosche da chi scriverà la nostra storia recente. Un vero e proprio de profundis.

Unica nota positiva: finalmente c’è la prova provata che i Bellunesi non possono attendersi nulla di buono da questa genia di pavidi, ma devono rimboccarsi le maniche per trovare solo in se stessi la forza di redenzione dalla situazione disperata in cui siamo precipitati.

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Autonomia: il futuro governo della Provincia di Belluno

17 giugno 2012 By

AUTONOMIA: IL FUTURO GOVERNO DELLA PROVINCIA DI BELLUNO

BELLUNO, 16 GIUGNO 2012

Buona partecipazione e molto interesse al congresso sul tema del convegno “L’ Autonomia, il futuro governo della provincia di Belluno” organizzato dal BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti.

Margherita Cogo, consigliere provinciale Trentino e Franco Panizza, assessore della Provincia Autonoma di Trento, hanno portato aria di autonomia vissuta com’è quella dei nostri confinanti che non mancano di segnalare le difficoltá di un progetto, la Regione Dolomiti, che mette parzialmente in discussione l’impianto dell’autonomia della Regione Trentino Alto Adige Sud Tirol che poggia come è noto su accordi internazionali.

Il confronto di oggi ha visto la presenza di Moreno Broccon, presidente BARD che ha introdotto il convegno moderato da Tomaso Pettazzi. Interessante e appassionato è stato l’intervento del Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro che ha tratteggiato una situazione preoccupante per la costante perdita di posti di lavoro tristemente d’attualità per prospettata chiusura di Invensys, ma ha anche aperto una finestra sulla speranza rappresentata da una stagione di collaborazione tra i Comuni della Provincia che consenta di superare il temporaneo impasse dovuto al commissariamento dell’Ente Provincia di Belluno.

Molto interesse ha destato tra il pubblico la dotta ed esauriente relazione del prof. Daniele Trabucco dell’Università di Padova che segue il BARD nel ricorso al TAR per riottenere il diritto di voto per i cittadini delle Dolomiti.

La mattinata è stata conclusa da un intervento di Silvano Martini, vicepresidente del BARD che ha dato voce alle istanze del movimento che sono quelle del popolo bellunese che attende il giorno in cui potrà riappropriarsi delle risorse del suo territorio e disporne con politiche adeguate e con forme di autogoverno che saranno possibili quando l’autonomia sarà fatto compiuto.

Agli scettici diciamo che, al di là dell’autonomia, non esistono altre strade per garantire un futuro al nostro popolo e che noi siamo convinti che più che “la ragione della forza” a prevalere alla fine sarà “la forza della ragione”.

Moreno Broccon, Presidente BARD

 

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per il BARD tutti i referendum per cambiare provincia sono legittimi, giusti e necessari

7 giugno 2012 By

L’articolo del Corriere delle Alpi che spiega il nostro punto di vista sulle iniziative volte ad indire nuovi referendum per cambiare provincia.

Il Bard: «Legittimi tutti i referendum»

L’intervento del movimento autonomista sulle nuove ventilate iniziative per cambiare provincia

BELLUNO. «Il Bard è nato per dare una speranza di futuro alle comunità della provincia di Belluno». Nuovo intervento del movimento Belluno Autonoma Dolomiti Regione sulla questione dei referendum “secessionisti”: «La divisione e la discordia tra le comunità bellunesi produrrà la loro estinzione. E’ solo la cultura alpina che potrà permetterci di resistere alla concorrenza che la globalizzazione internazionale ci costringe ad affrontare. La cultura della pianura urbanizzata non è in grado di affrontare i problemi e i bisogni della montagna, non ne conosce la realtà, i caratteri, le risorse, le debolezze, i vincoli e le necessità».

Alcune comunità bellunesi hanno già proposto un referendum per aderire alla provincia di Trento (Lamon e Sovramonte), alla provincia di Bolzano (Cortina, Colle e Livinallongo), alla provincia di Udine (Sappada). «In tutti questi casi», dice il Bard, «i referendum hanno dato un esito chiaro, i cittadini hanno approvato il progetto di trasferimento ad altra amministrazione provinciale. La decisione, però, non ha prodotto l’esito voluto poiché la Regione Veneto non ha ancora espresso il proprio parere, necessario per procedere nell’iter di trasferimento.

Per questo il Bard ha proposto un referendum provinciale per verificare la volontà dei cittadini di trasferirsi come terza provincia autonoma nella regione Trentino-Alto Adige, proponendo una soluzione unitaria che impedisca ad alcune nostre comunità di divenire minoranza entro altre provincie. Il referendum è stato ingiustificatamente negato dalla Corte di Cassazione. Il ricorso al Capo dello Stato del giugno 2011, contro questa delibera illegittima, è fermo in Consiglio di Stato e non è ancora stato istruito».

Nel frattempo il governo nazionale con il decreto “Salva Italia” ha deciso di trasformare le Provincie in enti non elettivi. In questa fase di passaggio alcuni Comuni stanno decidendo di proporre referendum per trasferirsi in provincia di Trento, Bolzano e Udine.

« Il Bard ritiene che questi referendum, pur rappresentando un rischio per l’unità della provincia, siano legittimi, giusti e necessari. Sono una reazione dei montanari al degrado, all’abbandono, al sentimento di scoramento, all’assenza di speranza. Sono una rivendicazione di democrazia reale e le preoccupazioni e le difficoltà che essi sollevano, hanno una loro genuina essenza di rivendicazione di un ruolo, stabilito dalla Costituzione italiana e dalla legislazione vigente, d’iniziativa politica riconosciuta ai cittadini. Per questo motivo il Bard li sosterrà e farà tutto il possibile per favorirne lo svolgimento in un clima di dialogo e collaborazione, senza innescare conflitti, al fine di dare a queste iniziative il senso di una rivendicazione corale e condivisa di adeguati strumenti di buon governo locale per tutte le comunità della provincia di Belluno».

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Il lavoro, l’acqua, l’autonomia e la politica…

16 maggio 2012 By

di Silvano Martini

Il tema del lavoro, del lavoro che non c’è, si impone prepotente alla nostra attenzione perchè la provincia di Belluno è un territorio che fonda gran parte della sua economia sulla manifattura e nel tempo della terziarizzazione dell’economia questo è un elemento di debolezza che pagheremo caro.

La notizia apparsa sui giornali in questi giorni, che da conto dei 1000 esuberi alla Safilo non può destare stupore, perchè i fatti descritti nella cronaca erano noti da tempo agli addetti ai lavori, compresi i politici che oggi fingono sorpresa per mascherare la loro incapacitá di occuparsi dei problemi del territorio.

I rappresentanti politici bellunesi, parlamentari a Roma e consiglieri regionali del Veneto, non riescono a risolvere nemmeno uno dei gravi problemi che, come grossi nodi da troppo tempo ignorati, vengono ora al pettine.

Fa male vedere la provincia delle Dolomiti, uno dei luoghi più belli del pianeta, dibattersi tra le maglie strette della crisi senza che venga, da parte delle istituzioni e del personale politico che a questo dovrebbe essere preposto, qualche provvedimento concreto. Qualcosa che dia un senso alla poltica che altrimenti non ha ragion d’essere.

Persino imprenditori importanti per il nostro territorio come Leonardo Del Vecchio, sono costretti a rammentare a tutti il ruolo e la responsabilità sociale dell’impresa ricordando che se essa non produce anche benessere per la collettività allora… “tutto questo non avrebbe senso”….

Dov’è finita la responsabilità della politica se non sa più dare risposte e non sa indicare la strada perchè l’ha perduta essa stessa?

Nel mare dei problemi che i cittadini bellunesi si trovano dentro casa ve n’è uno che si potrebbe risolvere subito e facilmente, se solo la politica decidesse di farlo. È la questione dell’acqua o meglio del servizio idrico integrato come si chiama oggi e del suo costo giunto a livelli vergocostipano vergognosi con [correzione del redattore] bollette astronomiche poste a carico delle famiglie bellunesi. Per inciso: tocca notare che siamo bravi ora a inventare neologismi e nomi altisonanti per definire semplici servizi pubblici inefficienti e costosi mentre un tempo si faceva alla buona risparmiando anche sulle parole. Alla fine i servizi funzionavano bene e costavano il giusto.

Come è andata che ci siamo ritrovati a pagare l’acqua come se, invece che nella provincia più bagnata d’Italia, vivessimo in mezzo al deserto del Sahara?

Come è andata che alla fine del romanzo criminale si scopre che non è colpa di nessuno e l’unica cosa certa è l’aumento a progressione geometrica del costo delle bollette. Questo equivale ad un vero e proprio taglieggiamento, un pizzo da pagare senza aver nulla in cambio se non lo scherno di chi della nostra acqua fa l’uso che vuole senza pagarla. Parlo dei consorzi irrigui che d’inverno prelevano milioni di metri cubi d’acqua dai bacini nontani senza averne bisogno, al solo scopo di turbinarla e produrre energia elettrica e utili conseguenti. Per non parlare dello spreco nell’uso in agricoltura dove i moderni impianti di irrigazione presenti nelle zone agricole di mezzo mondo sono snobbati a causa del basso o quasi nullo costo dell’acqua .

Vi era una norma regionale che trasferiva il 3% dell’importo delle tariffe idriche pagate dalle famiglie abitanti nelle zone di pianura della Regione del Veneto, agli ambiti montani. Questa norma, che valeva circa 11 milioni di euro annui, che sarebbero arrivati in provincia di Belluno, non è mai stata applicata per evidenti ragioni di opportunità e di rapporti di forza all’interno dell’ammnistrazione. Tempo fa la norma è stata cancellata e sostituita con una nuova norma regionale che istituisce un fondo perequativo che dovrebbe restituire un po’ di giustizia al nostro territorio. Questo fondo non ci salva dalla voragine che è scritta nei bilanci della GSP e riguarda il futuro. Peccato che non abbia dotazione economica, che nemmeno un euro sia scritto in quel capitolo. È venuto il momento che almeno la questione dell’acqua trovi soluzione perchè è inaccettabile che si vada avanti per trent’anni a pagare un bene che sgorga abbondante dalle nostre montagne e forma i laghi che sono divenuti parte integrante del nostro territorio ma che restano solo serbatoi per quanti abitano la vasta pianura veneta.

Dobbiamo pretendere che il fondo di riequilibrio del costo dei sistemi idrici entri immediatamente in funzione perchè, a fronte di un modestissimo sacrificio economico a carico dei cittadini della pianura, ci sarà un po’ di respiro per gli abitanti della provincia di Belluno.

Diranno che due o trecento euro di risparmio a famiglia sono poca cosa. Vadano a chiederlo a quelli che sono in mobilità da anni e non trovano lavoro se trecento euro sono pochi o tanti. Certo non si risolverà il problema del lavoro in provincia riducendo il costo dell’acqua per i nostri cittadini, e qualcuno dei campioni della politica nostrana dirà “e che c’entra l’acqua con il lavoro ?”.

Io dico che è giustizia pagare l’acqua il giusto, cioè molto meno di quanto (carissima) la paghiamo oggi e ancor di più domani.

Vado in giro per la provincia e ascolto amministratori e semplici cittadini che partecipano alle serate di presentazione del BARD, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, e vi posso assicurare che la pazienza dei cittadini è prossima a finire. Questa provincia aspetta da troppo tempo di ottenere giustizia e non può più attendere.

Se i nostri voti non contano perchè sono pochi e leggeri cosa si dovrà mai fare per renderli pesanti?

Mentre all’interno dei partiti si discute più che altro del disastroso (per loro) risultato elettorale, e della loro sopravvivenza, tutto intorno la gente comune si affanna per arrivare a fine mese e qualcuno che ha professionalità da spendere all’estero, all’estero ci è andato o spera di andarci, impoverendo ancor di più, senza averne alcuna colpa, il tessuto sociale del nostro territorio.

Se andate a leggere la storia vi accorgerete che i dittatori reagiscono spesso con stupore alle rivoluzioni che li travolgono perchè non hanno percezione di quel che accade intorno a loro e sono stupiti per la rapidità con la quale il popolo che li osannava in poco tempo si è trasformato in un’orda feroce che li porta al macello.

È opinione comune che la rivolta civile in Italia sia dietro l’angolo ma io non mi auguro sommosse e disordini e so bene che la storia delle rivoluzioni porta con se lutti e miseria e non sempre è risolutiva, perciò mi auguro che i cittadini Italiani trovino un modo meno cruento di liberarsi di questa classe politica.

Bisognerà ricordarsi di non votarli mai più selezionando una nuova classe dirigente che si incarichi del governo del paese . Non è facile da fare ma dobbiamo pretendere che alle prossime politiche le liste dei candiadati siano aperte, con piccole forme di sbarramento basate sulla raccolta di un congruo numero di firme e soprattutto dobbiamo impedire le liste bloccate, fatte con nominati dai partiti, che credo dovrebbero “saltare il giro” lasciando il governo del paese alla società civile. Qualche ladro capiterà di eleggerlo lo stesso ma almeno avremo sbagliato in proprio e non su comando delle segreterie di partito.

Noi del BARD continueremo a girare per i paesi della provincia ascoltando i cittadini, cosa che non fa più la politica tradizionale occupata ormai quasi solo a difendere i suoi privilegi.
Noi abbiamo un sogno: che un giorno ci sarà, per l’intero territorio della Provincia di Belluno Dolomiti, l’autonomia e l’autogoverno che, insieme alle risorse ora impunemente sottratte alla nostra terra, ci permetteranno di continuare a vivere, orgogliosamente e dignitosamente, nelle nostre Dolomiti.

Silvano Martini
BARD Belluno Autonoma Regione Dolomiti
Vicepresidente

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