6 Mar 2015

A pochi giorni dal parere negativo del Consiglio provinciale di Bolzano, anche quello di Trento si è espresso in modo analogo relativamente all’annessione del comune di Voltago Agordino al Trentino Alto Adige-Südtirol.

Ce lo aspettavamo e se lo aspettava il comitato referendario di Voltago. 
Pur trattandosi di pareri non vincolanti, essi si rifanno ai dettami dei 2 statuti di autonomia delle rispettive province autonome, che blindano i confini territoriali.
 Solo una prossima revisione costituzionale di detti statuti potrà semmai prevedere un eventuale allargamento dei confini. Processi lunghi!

Ma non è questo il punto. 
Tutti i referendum di separazione/annessione vinti o tentati, da Lamon in poi, compreso la richiesta d’indizione del referendum provinciale supportato da circa 19.000 firme di cittadini bellunesi hanno rivendicato in maniera democratica, legale e pacifica pari dignità per la montagna ed il diritto all’autonomia di questi territori in quanto palesemente diversi e con problematiche specifiche non paragonabili ad altri territori di pianura urbanizzati.

Tutto inutile? NO!
 Non facciamo finta di non sapere che i fondi Brancher sono frutto dei referendum della prim’ora. LO SONO!
Sta a noi proseguire sul solco tracciato sapendo vedere e cogliere piccole o grandi opportunità quotidiane.

Ricordiamo che solo nella nostra Provincia e in nessun’altra parte d’Italia, si sono svolti ben 18 referendum comunali di separazione/annessione e che solo noi Bellunesi siamo stati capaci di tentare addirittura un referendum provinciale dichiarato illegittimo dall’Ufficio Centrale per il Referendum con ordinanza emessa il 31.03.2011. 
La lettura politica è chiara, perché continuare ad ignorarla da parte di troppi?

C’è la manifesta consapevolezza che dove l’autonomia è riconosciuta ed applicata, la montagna non muore, continua a vivere e a progredire. 
Sono questi i modelli funzionanti su territori del tutto simili ed omogenei al nostro ai quali guardiamo. Nel rispetto delle diversità linguistiche e storiche.

I recenti referendum svoltesi tra il 2013 e il 2014, sottendevano poi un chiaro scopo politico: “Per la Regione Dolomiti”.
 Hanno avuto un’affluenza di 22.120 votanti, di cui 19.914 favorevoli.
 Solo Voltago e Taibon Agordino hanno vinto ma ciò non toglie che ancor oggi essi rappresentino anche le istanze di coloro che hanno votato SI pur non superando lo scoglio del doppio quorum. 
Ancora una volta si ribadisce che lo scopo di questi ultimi referendum non era circoscritto al singolo comune per  il passaggio ad altra regione/provincia ma è voluta essere azione forte verso il  Governo Centrale e verso la Regione Veneto per ottenere l’indispensabile autonomia del nostro territorio e l’applicazione di quanto previsto all’art. 15 dello Statuto Regionale del Veneto, peraltro ancora disatteso.

I referendum hanno voluto essere una spinta dal basso affinchè amministrazioni, istituzioni, associazioni di categoria, rappresentanze sindacali e politiche bellunesi si adoperassero a 360 gradi ed unitariamente per ottenere quanto rivendicato, attivando contemporaneamente maggiori collaborazioni con i nostri confinanti di Trento e Bolzano, con cui di certo si potrebbero sviluppare ottimi progetti su turismo, viabilità, sanità, istruzione. 
Questo è l’ideale per cui i nostri concittadini bellunesi hanno dato fiducia ai comitati referendari composti da tanti giovani che il Movimento BARD continuerà a sostenere.

Basta enfatizzare un diniego da parte di Trento e Bolzano. 
Cerchiamo di cogliere invece le tante opportunità che si stanno e che si possono aprire nell’economia reale.
 Impariamo a rapportarci con i nostri confinanti ed iniziamo insieme a lavorare per l’autonomia dei nostri territori e delle nostre teste.

Piangersi addosso e scaricare all’esterno colpe e responsabilità non serve.
 Guardiamo dentro la nostra realtà territoriale. Preoccupiamoci di più ed attiviamo ogni azione per contrastare la deludente miopia molto spesso opportunista di chi ad ogni livello ci rappresenta.

Nessuno ci salverà da un declino certo se non lo facciamo da noi stessi. Noi ci crediamo!