13 Apr 2018

«Bene che sia ripreso il confronto sulla proposta di una “zona franca” nelle Dolomiti: oltre alla Provincia di Trento, deve essere estesa anche a quella di Belluno, dove però serve anche un impegno di Governo e Regione sulle infrastrutture»: così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti sulla proposta, rilanciata dal consigliere provinciale trentino Claudio Civettini, dell’istituzione di Zone Economiche Speciali in provincia di Trento.
«Questa proposta deve valere anche per il territorio bellunese: – commentano dal Bard – lo spopolamento e l’abbandono, conseguenza dell’assenza di servizi e di politiche per la montagna, sono sempre più drammatici. Si istituisca quindi al più presto una Zona Economica Speciale, con forme agevolate di tassazione, estesa a tutta la Provincia di Belluno».
«Anche l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin ha rilanciato la proposta trentina, proponendola di estenderla a Belluno e Sondrio: siamo sicuri che farà valere queste ragioni con i suoi colleghi di partito in Parlamento, mentre noi garantiamo tutti i nostri sforzi per raccogliere l’appoggio degli altri bellunesi a Roma», sottolineano dal movimento, rilanciando: «È però necessario che si realizzino infrastrutture degne e funzionali per questo territorio. Attendiamo ancora dalla Regione Veneto una risposta alla sollecitazioni dell’assessore trentino Mauro Gilmozzi sulla firma della convenzione per la presentazione del progetto della tratta ferroviaria Feltre-Primolano, un collegamento fondamentale e non alternativo alla più discussa Calalzo-Cortina. Poco contano le dichiarazioni dell’onorevole Roger De Menech, il cui partito è all’opposizione in Regione: chiediamo un segnale da parte dei veri responsabili della politica regionale, all’assessore Elisa De Berti e al Presidente Luca Zaia».
«Oltre a questo, – concludono dal Bard – il prossimo Governo dovrà anche pensare allo sbocco ferroviario a Nord: una linea ferroviaria predisposta per il traffico merci che si congiunga da Calalzo, con il tracciato più breve e con meno pendenza, alla rete ferroviaria austriaca. Inoltre, è fondamentale risolvere le emergenze della viabilità ordinaria, con una serie di interventi che portino la rete stradale bellunese al livello degli standard minimi europei. Siamo una delle aree economicamente più attive del Paese e non abbiano nemmeno gli strumenti minimi per vivere e lavorare dignitosamente».