«COLLABORAZIONE ALPINA, OLTRE I CONFINI»
«La firma della Carta sociale delle Alpi è un passo significativo verso una
collaborazione più stretta tra le regioni alpine nell’affrontare le sfide sociali
comuni. Qualche anno fa, una nostra campagna elettorale diceva “In Europa,
Dolomiti senza confini”: siamo felici che finalmente questo messaggio sia
passato anche nel Bellunese»: il movimento Belluno Autonoma Regione
Dolomiti commenta così la sottoscrizione da parte dei comuni di Belluno,
Bolzano, Innsbruck e Trento della Carta sociale delle Alpi, che lega i quattro
capoluoghi alpini in attività di scambio e coordinamento di politiche sociali.
«Questo accordo, che per noi potrebbe anche essere ampliato a livello delle
province interessate, – evidenzia il presidente BARD Andrea Bona – sottolinea
l’importanza di unire le forze per migliorare la qualità della vita nelle aree
montane affrontando tematiche quali l’invecchiamento della popolazione, la
disabilità, le nuove tecnologie, le dipendenze, la denatalità, la migrazione e la
residenzialità. Non possiamo che accoglierlo quindi con entusiasmo: da sempre
sosteniamo la necessità di una maggiore autonomia per la provincia di Belluno,
ispirandoci ai modelli di Trento e Bolzano, e la “Carta Sociale delle Alpi” è
un’opportunità concreta per rafforzare la cooperazione transfrontaliera e
promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio montano».
In particolare, si sottolinea come questo documento sia «un passo avanti verso il
riconoscimento delle specificità delle comunità alpine e la valorizzazione delle
loro risorse. La collaborazione tra Belluno, Bolzano, Innsbruck e Trento
evidenzia l’importanza di superare i confini amministrativi per affrontare insieme
le sfide comuni delle regioni alpine. Questo approccio permette di condividere
esperienze, risorse e competenze, creando sinergie che possono tradursi in
politiche più efficaci e mirate».
Lo sguardo degli autonomisti bellunesi va anche oltre le politiche sociali:
«Crediamo che questa alleanza sia un modello da seguire e da estendersi ad
altri ambiti, come quello energetico, dove la gestione delle risorse locali è
cruciale per l’autonomia e la sostenibilità del territorio. La gestione delle
concessioni idroelettriche in scadenza e la promozione di una maggiore
autonomia energetica sono questioni fondamentali per garantire lo sviluppo
sostenibile del territorio. In questo senso, la collaborazione tra i capoluoghi alpini
può favorire lo scambio di conoscenze e l’implementazione di strategie comuni
per affrontare le sfide energetiche, valorizzando le risorse locali e promuovendo
l’innovazione tecnologica», conclude Bona.